Autore Topic: I mali della scuola pubblica  (Letto 1109 volte)

Angelo

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I mali della scuola pubblica
« il: Marzo 26, 2013, 14:09:41 pm »
Come docente avrei molte cose da dire sulla scuola ma mi limito per ora ad elencare alcuni dei problemi principali :

scarsità di finanziamenti , dirottati sulle scuole private, per i pesanti tagli operati in questi ultimi anni,
-strutture vecchie e  inadeguate , aumento del numero degli alunni per classe che produce difficoltà di gestione di una azione didattica  efficiente ,
-inadeguato  raccordo tra scuola media, trasformata in area di parcheggio, con scarsa preparazione di base,  e superiore,
-  scarso riconoscimento, sia economico che sociale, del ruolo docenti su cui si scaricano responsabilità e funzioni (compresa quella di psicologi per alunni e famiglie ecc. che non gli competono),
-corsi di recupero che, per come  sono oggi strutturati, servono a poco se non a frammentare ulteriormente la didattica,
 -insufficiente  aggiornamento del personale scolastico,
-soprattutto molti tempi morti di  burocrazia invece di dar spazio all’ insegnamento .

Tutto questo è dovuto a riforme  inadeguate calate dall’alto da ministri incompetenti.
“guardare da una nave la costa che scivola via è come riflettere su un enigma”
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alberto bergamo

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Re:I mali della scuola pubblica
« Risposta #1 il: Aprile 10, 2013, 12:02:39 pm »
I mali della scuola sono moltissimi a partire dalla Testa. Oggi il governo non investe nella struttura adeguata all'insegnamento. L'italia è sempre ultima e mal servita rispetto all'estero : un male che ci trasciniamo dalla guerra quando i nostri soldati avevano i fucili mentre gli alleati avevano i cannoni (comunque questa è un'altra storia). Il cuore sono gli insegnati che il 50 % non sono preparati adeguamente all'insegnamento in quanto magari ottenuto da piacevoli scorciatoie (raccomandazioni). I rimanenti classe insegnanti sono spesso sotto stimati e non sostenuti adeguamente (vedi i precari). Infatti tutto questo si riperquote sugli studenti (corpo) poco stimolati tra i risultati ottenuti e il futuro lavorativo (un vero miraggio visto la crisi) abbandano prima.
Bisogna risolvere ogni situazione creata sul nostro (testa-cuore e corpo) attraverso una politica di investimento tra sforzi di tempo e di denaro da renderci veramente unica la nostra scuola pubblica.

Leo Abascià

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Re:I mali della scuola pubblica
« Risposta #2 il: Aprile 11, 2013, 15:58:32 pm »
diciamo che un po di scuola la vivo di riflesso....
Una cosa ci tengo a mettere in evidenza, non tutto è da rifare altrimenti vi uniformate ai ministri incompetenti che operano azioni lineari e non dettagliate a migliorare il migliorabile. Un esempio arriva dalle scuole primarie, che rappresentano ancora un punto di eccellenza in molte parti d'Italia. I tagli alla scuola stanno incidendo anche qui ma vi posso certificare che l'esperienza in provincia di Bergamo è ottima.
Andrebbe invece migliorata l'are di parcheggio delle medie che dando qualità e coscienza a quest'area porterebbe giovamento agli istituti superiori.
Un passo alla volta, ecco come farei.

Luca Villa

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Re:I mali della scuola pubblica
« Risposta #3 il: Maggio 10, 2013, 17:36:55 pm »
Parlo da studente. Ormai verso fine esperienza (ma ancora un annetto mi ci vuole).

Dal mio punto di vista la scuola è fondamentale per riformare la società, anzi la scuola è lo specchio di come sarà la società tra 20 anni. Se si abituano gli studenti a credere che l'impegno non paga, che quelli che vanno avanti sono i furbi e che non c'è differenza tra una persona che ha capacità e si impegna e una che "tira a campare" dando il minimo necessario ( o anche meno del minimo ) non si può sperare che una volta diventati adulti e entrati nel mondo del lavoro possano costruire una società migliore di quella attuale.

Credo fermamente che soprattutto gli anni delle superiori dovrebbero essere molto più selettivi. Chi non si impegna deve essere bloccato, non è accettabile che senza impegno né capacità uno studente può finire tranquillamente gli anni di liceo, magari senza mai nemmeno essere bocciato. Non ci si può aspettare prese di responsabilità da parte degli studenti, ancora troppo giovani e immaturi, ma è compito dei professori per prima cosa impedire che si copi, non fare preferenze e premiare l'impegno degli studenti.
Non dico di fare preselezione in base al rendimento scolastico; ognuno deve avere il diritto di iscriversi alla scuola che desidera, ma il proseguo dei suoi studi non deve essere "garantito", deve guadagnarselo.

Altro scandaloso problema della scuola italiana è la preparazione di base.
La matematica l'ho imparata perché ero portato, ma nonostante frequentavo un Liceo Scientifico in Bergamo molti miei compagni sono arrivati alla fine con grosse lacune in matematica. Da quando sono uscito dal Liceo ho sempre dato ripetizioni in materie scientifiche a ragazzi delle superiori, e è disarmante notare come molte carenze degli alunni sono dovute all'incapacità dei professori nello spiegare (riconosco che insegnare a 25 ragazzi sia sicuramente più complicato rispetto a una lezione con un singolo alunno).

L'italiano, grammatica e analisi logica l'ho imparato (ponendo che sia così) alle superiori... grazie al Latino! Possibile che non si può inventare un nuovo modo di spiegare la nostra lingua? E dopo 8 anni di studi ancora non si sappiano i complementi e l'utilizzo di modi verbali?

L'inglese. Beh... l'inglese vanta la situazione più imbarazzante in assoluto.
Non credo di aver incontrato un insegnate in grado di insegnarlo adeguatamente (ammetto che non è mai stata la mia materia preferita). In 3/4 mesi di studio negli anni di università ho imparato più che in 10 anni di studio a scuola. Possibile che non ci sia un metodo diverso per insegnare la lingua?


Angelo

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Re:I mali della scuola pubblica
« Risposta #4 il: Maggio 10, 2013, 18:36:20 pm »
Beh... qualche problemino con  congiuntivi e consecutio temporum  ti è rimasto :)  anche se in un contesto   forum  non ha poi molta importanza.

Comunque, condivido in parte quel che dici , ma occorre guardare il problema in generale e nelle sue cause di fondo perchè le situazioni cambiano molto da scuola a scuola, perfino da classe a classe- In genere si tende sempre a scaricare la colpa sui  docenti che portano tutto il peso di tante situazioni di fondo da riformare: sono  sottopagati , con scarso riconoscimento sociale ecc.  mentre molti studi dimostrano quanto questa attività sia, alla lunga,  tra le più stressanti  in assoluto e gravida di grandi responsabilità. Anzi direi che in molte situazioni  i docenti sono dei veri missionari che vanno a coprire compiti e ruoli che certo non gli spettano.

Per gli studenti , non è solo una questione di selezione , o meritocrazia  ma di creare le basi e le strutture più idonee  per una didattica produttiva e che nel contempo possa  garantire a tutti secondo le proprie potenzialità, una crescita umana culturale e professionale pur partendo da livelli spesso assai diversi per situazioni familiari e sociali.
Non mi risulta che ci siano promozioni di massa, stando alle percentuali sui bocciati, lette di recente, relative a vari istituti della bergamasca.
« Ultima modifica: Maggio 17, 2013, 11:46:40 am da Angelo »
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Luca Villa

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Re:I mali della scuola pubblica
« Risposta #5 il: Maggio 16, 2013, 19:14:28 pm »
Beh... qualche problemino con  congiuntivi e consecutio temporum  ti è rimasto :)

Senz'ombra di dubbio. Chiedo venia.
A mia discolpa posso dire che non ho riletto il post, e l'ho scritto d'impeto :)

Comunque, condivido in parte quel che dici , ma occorre guardare il problema in generale e nelle sue cause di fondo perchè le situazioni cambiano molto da scuola a scuola, perfino da classe a classe- In genere si tende sempre a scaricare la colpa sui  docenti che portano tutto il peso di tante situazioni da riformar, sottopagati e con scarso riconoscimento sociale mentre molti studi dimostrano quanto questa attività sia, alla lunga,  tra le più stressanti  in assoluto e gravida di grandi responsabilità. Anzi direi che in molte situazioni  i docenti sono dei veri missionari che vanno a coprire compiti e ruoli che certo non gli spettano.

Sono sicuro che il lavoro del docente sia molto impegnativo e richieda una capacità di sopportazione fuori dalla norma; però di professori non adatti all'insegnamento ce ne sono molti e non si può negarlo (e la mia ignoranza in grammatica ne è la prova).
E' anche vero che ci sono tante persone che ricoprono in modo degno o persino eccellente il loro ruolo.

Per gli studenti , non è solo una questione di selezione , o meritocrazia  ma di creare le basi e le strutture più idonee  per una didattica produttiva e che nel contempo possa  garantire a tutti secondo le proprie potenzialità, una crescita umana culturale e professionale pur partendo da livelli spesso assai diversi per situazioni familiari e sociali.
Non mi risulta che ci siano promozioni di massa, stando alle percentuali sui bocciati, lette di recente, relative a vari istituti della bergamasca.

Le statistiche sinceramente non le conosco, posso solo dire come uno studente vive la situazione (o meglio porto la mia personale esperienza). L'impressione che si ha è quella di un sistema non meritocratico, neanche un po'.

Angelo

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Re:I mali della scuola pubblica
« Risposta #6 il: Maggio 17, 2013, 12:00:43 pm »
Qualche docente  non all'altezza c'è, come in ogni professione, per ovviare basterebbe introdurre corsi mirati di aggiornamento e di perfezionamernto sulla didattica per  tutti i docenti .Ma i soldi spesso non ci sono....

Le statistiche citate rilevano una maggiore selezione, rispetto agli anni precedenti, nella scuola superiore  dovuta anche a  un" decadimento "soprattutto della scuola elementare e media. E' soprattutto li' che bisognerebbe intervenire.

Per la meritocrazia, non sono d'accordo come criterio generale  se non si specificano bene i termini di selezione del merito. Qui abbiamo a che fare con materiale umano e non è possiblle più di tanto attenersi a dei criteri predefiniti senza scadere nell'arbitrarietà dei giudizi. Spesso lo studente ha l'impressione di essere trattato in modo diverso dagli altri o si fa alcune idee sulla scuola che non corrispondono alla realtà in molti casi. Nella selezione,  che è sempre comunque collegiale (nei consigli di classe e scrutini )occorre  valutare tante variabili  in quanto ogni studente parte da basi economiche , sociali culturali, umane, famigliari ecc molto diverse rispetto ad altri suoi compagni, ,dunque non è possibile e non sarebbe giusto  applicare a tutti  gl studenti ,i in modo eguale, gli strumenti di valutazione  meritocratica solo  sui risultati, ma semmai su abilità potenzialità e competenze acquisite in relazione al singolo livello di partenza .

Oggi si tende, a valutare  i progressi  ottenuti da ciascuno  in base ai propri livelli di partenza, all'impegno dimostrato, alla partecipazione alle attività, alle potenzialità globali , al raggiungimento degli obiettivi minimi  e ad altri fattori caratteriali o sociali che non sono facilmente catalogabili ma che incidono nei risultati  finali di ognuno. Si cerca in sostanza di valutare globalmente e collegialmente una serie di variabili che nessun principio meritocratico astratto  inteso come strumento scientifico di selezione potrebbe mai riuscire a  catalogare e comprendere in toto.
Le prove invalsi infatti sono sempre più contestate da studiosi e docenti  e giustamente.
« Ultima modifica: Maggio 17, 2013, 12:45:50 pm da Angelo »
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