Autore Topic: Legge elettorale M5S  (Letto 597 volte)

Bruno

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Legge elettorale M5S
« il: Gennaio 15, 2014, 19:09:33 pm »
Prendo spunto dal post di oggi pubblicato sul blog di Grillo (http://www.beppegrillo.it/2014/01/legge_elettorale_m5s_proporzionale_o_maggioritario_-_aldo_giannuli.html) per far partire una discussione sulla legge elettorale da proporre come MoVimento 5 Stelle.

Diamoci una mano, soprattutto per chi se ne intende, a far capire anche a noi comuni mortali (mi ci metto anche io) qualcosa di più.



http://www.youtube.com/watch?v=DSJpQ_hoveI

Introduzione

"Buongiorno, a partire da oggi inizieremo un percorso di discussione di una proposta di riforma del sistema elettorale del M5S. La cosa avverrà in più incontri, dopo ogni incontro ci sarà una discussione, tanto sul blog di Beppe Grillo quanto se lo riterrete sul mio blog personale, dove io continuerò a scrivere articoli integrativi, e sulla Cosa. Ci sarà quindi una consultazione on line con il voto su ogni punto e alla fine cercheremo di comporre una proposta organica.
Devo però fare alcune precisazioni iniziali: un sistema elettorale non è solo la formula matematica che trasforma i voti popolari in seggi, sicuramente questo è l’aspetto più importante del sistema elettorale, ma non è l’unico.
L’ampiezza delle circoscrizioni, la presenza o meno di voti di preferenza, il tipo di scelte sul diritto elettorale, l’età degli elettori, in alcuni casi il sesso, perché il voto alle donne è una conquista recente nel nostro Paese, è del 1945. L’insieme di queste norme forma un sistema elettorale. Bisogna dire che spesso è una stessa impostazione di principio: maggioritario, proporzionale, etc., può dare risultati molto diversi in base alla composizione con gli altri elementi del sistema. Influiscon poi altri aspetti, ad esempio la storia politica e la struttura del territorio. Non si possono inventare formati politici, come un sistema bipartitico o pluripartitico, se non ci sono le condizioni ambientali che favoriscano l’una o l’altra soluzione.
Tutte queste cose meritano di essere discusse separatamente, e poi tutte insieme.
E questo rivela la grande superficialità della nostra classe politica, che spesso ha messo mano alla riforma dei sistemi elettorali senza rendersi conto degli effetti che questa avrebbe avuto, perché ha scarsamente riflettuto sul carattere sistemico di queste norme.
Per cui nell’impossibilità di parlare di ogni singolo aspetto tecnico, cioè stabilire per esempio se debba esserci una clausola di sbarramento, a quale percentuale, con quali condizioni, e così via, noi faremo un percorso logico in cui fisseremo alcuni principi generali a cui deve attenersi la legge, cioè fissare i 5 o 6 punti di riferimento essenziali su cui poi magari, con ulteriore perfezionamento, riusciremo a avanzare una proposta di legge organica e dettagliata.
Per ora ci interesserà occuparci dei principi generali, quindi discuteremo in primo luogo del carattere proporzionale o maggioritario della legge elettorale e subito dopo inizieremo a suddividere il percorso con una serie di biforcazioni, in modo da lasciar cadere ciò che viene escluso e dettagliare man mano quello che viene scelto.
Un'ultima avvertenza, i sistemi elettorali, spesso, non hanno carattere puro. Ci sono sistemi elettorali proporzionali o maggioritari puri, ma nella maggiore parte dei casi hanno delle correzioni, si dice, in un senso o l’altro, che in qualche modo attenuano gli effetti più radicali di ciascuno dei principi.
Per cui discuteremo di questo, lasciando un quesito che poi verrà ulteriormente biforcato, scegliamo un sistema proporzionale o maggioritario? E all’interno di questi vogliamo un sistema puro o misto?
Proporzionale o maggioritario?
Quando si parla di sistemi elettorali ci sono due problemi di fondo che bisogna affrontare, il problema della rappresentanza e quello della stabilità del governo. C’è chi ritiene che il sistema elettorale debba rappresentare nel modo più fedele possibile la volontà popolare in tutte le sue sfumature e ridurre al minimo il, si chiama così tecnicamente, tasso di di rappresentatività delle assemblee parlamentari rispetto al voto popolare.
C’è chi invece ritiene più importante stabilire una norma che garantisca la stabilità di governo, che sottragga il governo a eventuali crisi ripetute. È evidente che tutte e due queste esigenze hanno ragione di essere, anche il più accanito sostenitore del principio di stabilità non negherà che, perché le assemblee siano legittime, devono esser rappresentative e, viceversa, anche il più accanito sostenitore del principio di rappresentatività come principio più importante non negherà che in qualche modo il governo debba avere una sua stabilità.
Qui però si impone una riflessione. Non tutto dipende dalla legge elettorale. Per esempio la stabilità di governo dell’esecutivo non è sempre determinata soltanto dalla legge elettorale, questo è un problema che si pone nelle repubbliche parlamentari, dove il governo deve avere la fiducia delle Camere, ma nelle repubbliche di tipo presidenziale o semipresidenziale questo problema è annullato, nelle repubbliche presidenziali, o fortemente attenuat,o nelle semipresidenziali. C’è poi un altro modello, quello del Cancellierato, adottato in Germania, che garantisce lo stesso una certa stabilità dell’esecutivo, anche in presenza di crisi parlamentari. In Germania non può cadere un governo se contestualmente non si è formata una nuova maggioranza. È la cosiddetta clausola della sfiducia costruttiva, quindi ci sono vari accorgimenti. Ma in realtà il problema di fondo è che la legge elettorale deve essere raccordata al sistema costituzionale. Deve esserci una coerenza di fondo tra questi due elementi.
Per esempio nessun sistema elettorale maggioritario è adottato in sistemi costituzionali bicamerali.
Se c’è un sistema bicamerale c’è sempre un sistema di tipo proporzionale, questo è stato uno dei grossi errori che è stato fatto dai nostri parlamentari nel 1993 quando venne approvato il sistema maggioritario, dimenticando che il sistema maggioritario può produrre maggioranze diverse nei due rami del Parlamento e rendere la situazione ingovernabile, che è esattamente quello che è accaduto. In qualche modo bisogna avere una idea della Costituzione e del sistema nel suo complesso, ma su questo tema magari avremo modo di tornare.

Maggioritario

Sostanzialmente il maggioritario che cosa è? È un sistema che trasforma una minoranza di voti in una maggioranza di seggi per garantire che ci sia un vincitore con una maggioranza parlamentare stabile, sottratto alle crisi parlamentari.
Il sistema proporzionale invece si preoccupa di legittimare le assemblee parlamentari attraverso il minor numero di manipolazioni del sistema elettorale. I seggi devono corrispondere percentualmente il più possibile alla percentuale dei voti popolari ottenuti da ciascuna lista.
Che caratteristiche hanno questi sistemi presi nella loro radicalità e polarità? Il sistema maggioritario rende molto più autonomo il governo, e quindi l’esecutivo prevale sul Parlamento, garantisce un certo tasso di manipolazione, però nello stesso tempo garantisce una certa dinamicità. In alcuni sistemi sistemi, per esempio quello inglese, del collegio binominale a turno singolo, ogni spostamento di voti segue la cosiddetta legge del cubo, corrisponde quindi a uno spostamento di seggi elevato al cubo.
Mi spiego meglio. A uno spostamento del due per cento dei voti popolari corrisponderà tendenzialmente a uno spostamento dell’otto per cento dei seggi, quindi di due al cubo. Chi perde perde di più, chi guadagna guadagna di più.
Viceversa il sistema proporzionale riflette fedelmente e riporta esattamente lo spostamento di voti tradotto in seggi. Quindi il sistema maggioritario assicura maggiore autonomia del governo, rispetto al Parlamento, maggiore autonomia della classe politica rispetto alla società civile perché riduce le sfide, anche su questo quel che parola di chiarimento. L’elettore non è totalmente libero in astratto, perché qualsiasi elettore fa in qualche modo i suoi conti, sulla base della considerazione dell’utilità del suo voto. Se un partito è molto piccolo o è la prima volta che si presenta l’elettore più difficilmente lo voterà per paura di disperdere il suo voto, tenderà a dare il voto al partito più prossimo che abbia più possibilità di successo. Quindi in qualche modo il maggioritario sfavorisce la nascita di nuove formazioni politiche e aumenta la stabilità delle formazioni già presenti. Non crea automaticamente un sistema bipolare, come spesso si crede, ma una volta che c’è tende a conservarlo, in Inghilterra i partiti sono stati sostanzialmente gli stessi per un secolo. E solo nell’ultima elezione si è determinata una situazione in cui una ripresa del partito liberale ha portato a un Parlamento diviso in tre.

Proporzionale

Questo sistema accentua la dipendenza della classe politica dalla società civile e del governo dal Parlamento. Questo naturalmente pone dei problemi, per esempio la stabilità. Il sistema proporzionale è sensibile, registra gli spostamenti di umore, il sistema maggioritario, al contrario, tende a essere più stabile, a non farsi influenzare dagli spostamenti dell’elettorato e della società civile. Naturalmente uno dei problemi che si pongono con il sistema proporzionale è la tendenza alla frammentazione delle forze politiche. Che a sua volta si riflette nella possibile ingovernabilità o instabilità. Va detta però una cosa, a compromettere la stabilità non è soltanto la frammentazione partitica, ma anche altri elementi che ritroveremo in queste chiacchierate.
La frammentazione particolaristica degli interessi oppure territoriale, soprattutto in un Paese con forti differenziali territoriali, è uno degli elementi di instabilità (questo anche nel caso in cui si abbia a che fare con un sistema maggioritario). Chi vuole un sistema più rappresentativo, che premi forze politiche più numerose, ma più omogenee, sceglierà un sistema proporzionale, chi invece vuole un sistema politico con un governo stabile e tendenzialmente di legislatura, all’interno di una Repubblica parlamentare, sceglierà il sistema maggioritario, nella speranza che questo dia luogo a un bipartitismo. Però attenzione, mentre i partiti del proporzionale sono più numerosi e più piccoli, ma più omogenei, nei sistemi di natura maggioritaria i partiti sono meno numerosi, tendenzialmente vanno verso due partiti, però sono molto meno omogenei all’interno, risentono molto di più delle influenze di natura territoriale, particolaristica, ideologica, etc., quindi spesso hanno comportamenti meno disciplinati.
Queste sono le due polarità, però, proprio perché i sistemi hanno una loro razionalità che si cerca di correggere, esiste la possibilità di innestare in ciascuno di essi elementi dell’altro e quindi avere sistemi misti, che abbiano una natura prevalente, maggioritario o proporzionale, e un innesto di tipo opposto. Quindi correzione proporzionale nel maggioritario, correzione maggioritaria nel proporzionale.
A questo proposito c’è una precisazione che va fatta, una delle tante sciocchezze che si dicono in questo periodo sui sistemi elettorali è quando si parla dell’attuale sistema elettorale detto Porcellum, come di un sistema proporzionale con la correzione maggioritaria. E' esattamente il contrario! È un sistema maggioritario con una correzione proporzionale. La differenza è in questo: il sistema è proporzionale con correzione maggioritaria quando distribuisce la gran parte dei seggi in modo proporzionale e poi ha un premio di maggioranza, di solito fisso, 10 – 15 per cento dei seggi, che va al primo partito, alla prima coalizione. Viceversa il sistema è maggioritario quando una coalizione o un partito, anche per un solo voto, si aggiudica automaticamente la maggioranza dei seggi, esattamente come succede nel Porcellum, dove la coalizione di centrosinistra, con il 29 per cento dei voti popolari si è ritrovata il 54 per cento dei seggi alla Camera. Tutto il resto diventa invece la correzione proporzionale.
Quindi il quesito di questa puntata è "Sistema proporzionale o maggioritario?" Il sottoquesito che troverete è che vogliamo che questo sistema sia puro o sia corretto? Poi vedremo quali correzioni, ma intanto precisiamo questo, se vogliamo un sistema nell’ordine proporzionale puro, proporzionale corretto, maggioritario puro o maggioritario corretto.
A partire da questa prima definizione del sistema potremo vedere come definire tutto il resto in relazione ai collegi, al voto di preferenza, alle eventuali clausole di sbarramento, etc., per adesso cerchiamo di fissare il concetto del principio ispiratore generale: maggioritario o proporzionale." Aldo Giannuli
« Ultima modifica: Gennaio 15, 2014, 19:12:56 pm da Bruno »

Angelo

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Re:Legge elettorale M5S
« Risposta #1 il: Gennaio 16, 2014, 21:08:08 pm »
Iniziativa molto utile .

Premetto che trovo molto rischioso( anche se spero fatto per strategia) che il m5s ,dopo le ultime mosse di Renzi, stia  a guardare sulla legge elettorale.  Si rischia che, mentre noi stiamo a discutere  giustamente sul modello,  si lasci  campo libero a Renzie e Berlusconi che se ne cucineranno una a loro uso e consumo. Il che ci impedirà di incidere alle prossime elezioni ( visto che non facciamo alleanze).

Dò  comunque il mio contributo segnalando questo post che integra a livello informazione quanto descritto sul blog di Grillo:
http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/01/15/legge-elettorale-renzi-ne-sbaglia-due-su-tre/845094/

Ma ovviamente ,per quanto si possa dibattere sui pro e contro di ogni legge, leggere i diversi pareri anche in modo critico, capiti i meccanismi  di base e le possibili conseguenze ,  resterà comunque una scelta difficile  visto il contesto italiano inaffidabile.

Credo comunque che occorra  porsi  una domanda fondamentale.

Con quale criterio ed  obiettivo il m5s deciderà per l'uno o l'altro sistema elettorale e, soprattutto, riuscirà Grillo a far passare le nostre proposte visto che si è fin'ora tirato fuori dalla discussione?

Se l'obiettivo è il bene del paese è un conto,
se è quello anche  di utilità o convenienza elettorale  per il m5s è un altro conto.

Per come la vedo io, credo che la soluzione migliore sia quella di una legge elettorale che garantisca la governabilità del paese , permetta ai cittadini e non le segreterie di scegliere i propri rappresentanti, eviti nuovi inciuci  .

Dal mio punto di vista, la legge, che ha dato più garanzie in tale direzione, è quella maggioritaria a doppio turno. 8quella che già utiliziamo per eleggere  i sindaci dei grandi centri per intenderci )

 bisogna vedere pero' come viene articolata e qui  bisogna stare attenti e partecipare  in parlamento, non sottrarsi o  pd e pdl finiranno con fare il loro solito sporco gioco ai danni nostri e del paese.

Dico maggioritario a doppio turno anche se è praticamente quella proposta da Alfano, che è lontanissimo da me e di cui diffido .

Sono naturalmente consapevole che  il rischio di questa scelta  sia  quello che la forza politica vincente abbia un potere ed autonomia talmente ampia da sfuggire poi al controllo dei cittadini , il rischio che per anni,  anche se governa male ,ce la dovremo sorbire salvo implosioni interne. Ma almeno con questo sistema, chi vince, dovrà assumersi finalmente fino in fondo tutta  la responsabilità del suo governo.


L'altro rischio è che questa legge non favorisca il m5s  che si presenta da solo, per noi da questo punto di vista sarebbe meglio il Mattarellum.

D'altro canto il proporzionale oltre a non garantire la governabilità, apre le porte agli inciuci , mentre il mattarellum si è rivelato in passato soggetto  ad inserimenti di truffaldine liste civetta, senza contare che se il m5s  non vorrà fare anche in futuro alcuna alleanza resterebbe tagliato fuori. si produrrebbe sulla carta maggiore rappresentanza democratica ma anche frammentazione.

Non posso esprimere pareri sulla legge elaborata tempo fa dai nostri parlamentari perchè è piuttosto elaborata e di difficile comprensione ( si tratta di un proporzionale con premio di maggioranza contenuto m su un impianto di circoscrizioni difficile da valutare a meno che non ci venga spiegato meglio).

Infine, visti i rapporti di forza ed i numeri  in parlamento, la scelta è ristretta realisticamente alle tre proposte di Renzi, perchè  noi non abbiamo certo la possibilità di farne passare una nostra, ma non possiamo certo continuare a restare a guardare.


« Ultima modifica: Marzo 04, 2014, 20:22:44 pm da Angelo »
“guardare da una nave la costa che scivola via è come riflettere su un enigma”
http://www.angelomazzoleni.com/