Autore Topic: No ad una struttura provinciale  (Letto 925 volte)

Riccardo Ceriani

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No ad una struttura provinciale
« il: Aprile 18, 2013, 11:15:21 am »
Come tutti sappiamo, il Non Statuto del Movimento 5 Stelle rifiuta a priori il concetto di struttura di partito, soprattutto a livello locale. Questa scelta si spiega con il progetto del M5S di contrastare il carrierismo in politica e la corruzione amministrativa che spesso si genera a partire dai potentati locali i quali, appunto, nascono e si rafforzano attorno alle strutture di partito. Sappiamo anche che il programma del M5S prevede l’abolizione delle Provincie con il trasferimento delle competenze provinciali ai Comuni e alle Regioni. Ecco che , secondo me, diventa doveroso da parte nostra immaginare e progettare una forma di comunicazione e collaborazione locale interna al Movimento  che sia in linea con queste indiscutibili premesse.
Il modello istituzionale futuro che ho in mente io come moltissimi di noi e che la nostra organizzazione dovrebbe, secondo me,  rispecchiare, è quello dei Consorzi Comunali.
Vale a dire aggregazioni di gruppi di Comuni omogenei  fra loro per vicinanza e compatibilità territoriale, culturale e amministrativa.
Esiste già un progetto ufficiale denominato Grande Bergamo a cui ad oggi hanno aderito 41 comuni e che potrebbe essere per noi  uno schema di riferimento. Il mio parere è che 41 comuni dell’area di Bergamo siano troppi, ma lo spirito dell’iniziativa è quello a cui faccio riferimento.
http://www.comune.bergamo.it/servizi/Menu/dinamica.aspx?idArea=1182&idCat=1195&ID=3582
http://www.comune.bergamo.it/servizi/Menu/dinamica.aspx?idArea=1182&idCat=1195&ID=3593
 Questo tipo di architettura istituzionale avrebbe eventualmente i seguenti pregi:  ridurre il numero dei comuni (oggi in Italia sono più di ottomila)rendendo più agevole l’amministrazione locale per aree omogenee e superando i campanilismi paralizzanti; abolire il “gradino” delle provincie; rafforzare le competenze regionali; produrre risparmi di bilancio e sui costi della politica e delle istituzioni.
 Se questo è il modello esterno, e io credo che lo sia, le forme locali di aggregazione del M5S dovrebbero rispecchiarne lo spirito e la sostanza.
Parlare di “struttura provinciale” è perciò una contraddizione in termini e in sostanza.
La mia proposta è quella che già in altre occasioni ho avuto modo di spiegare: noi dovremmo favorire la nascita di un Meet Up per ogni comune (intendendo con questo termine un Gruppo M5S ) , individuare le aree sovra comunali omogenee che possano corrispondere ai Consorzi Comunali del futuro citati prima, e stimolare la collaborazione all’interno di ogni singola area, sulla base dei gruppi di lavoro tematici.
Ogni singola area avrebbe il diritto e l’onere di individuare le forme organizzative più adatte a sviluppare la collaborazione dei gruppi di lavoro tematici intorno a specifiche questioni localmente conosciute e riconosciute . Il vantaggio sarebbe quello di accentuare e favorire la penetrazione all’interno delle questioni di reale e specifica importanza per i cittadini ed evitare che si formino strutture direttive dirigenziali scollegate dalle realtà locali e perciò improduttive e inefficienti.
 Evitare cioè che tutto graviti, come nella vecchia politica, intorno alle forze del capoluogo di provincia.

Angelo

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Re:No ad una struttura provinciale
« Risposta #1 il: Aprile 18, 2013, 11:57:54 am »
Non condivido l'analisi  in alcuni punti . A parte il fatto che il non statuto imposto da Grillo e mai votato democraticamente dalla base , non dovrebbe far più testo in futuro, almeno in un futuro realmente democratico, la sopravvivenza stessa del m5s  preso tra pericoli di autoritarismo da un lato e frammentazione dall'altro, necessita di una visione ormai più ampia che non può prescindere da una migliore organizzazione e coordinamento sia in rete che sul territorio.
Questo non significa affatto strutturarsi in  partito , ma trovare  un minimo di strutture organizzative e coordinamento che consentano, vista la crescita esponenziale, di funzionare al meglio in chiave democratica generale.
La democrazia dal basso è il punto chiave ,non la strutturazione in modi razionali e meno improvvisati  e dispersivi ed alla lunga anche poco produttivi e settoriali. questo non significa neppure essere favorevoli ad un discorso di strutturazione provinciale , ma semmai  regionale e comunale ma in modo unitario e con un modello unico che consenta uno scambio costante tra i livelli comunali regionali e nazionali.
Dubito che il modello dei consorzi possa consentire  tutto questo, anzi favorirebbe la ullteriore frammentazione .Comunque la mia idea-progetto organico credo sia ormai nota:
http://progettodemocraziadiretta.blogspot.it/2012/12/un-nuovo-modello-organizzato-di.html
« Ultima modifica: Aprile 23, 2013, 11:55:53 am da Angelo »
“guardare da una nave la costa che scivola via è come riflettere su un enigma”
http://www.angelomazzoleni.com/

aquarenghi

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Re:No ad una struttura provinciale
« Risposta #2 il: Aprile 18, 2013, 16:51:01 pm »
Due precisazioni sull'incontro di sabato, anche per chiarire l'impostazioni che il gruppo reti, con il contributo di attivisti di gruppi extra-bergamo (bassa bergamasca, isola, seriate, alzano) ha voluto dare all'incontro:

1. PReliminare alla disccussione di come strutturare la rete, e' la discussione se si ritiene che delle forme di collegamento siano utili;

2. Nel caso in cui non lo si ritenga, si fara' altro.
Nel caso in cui invece lo si ritenga, allora si parlera' di quali, e come farlo. A questo punto reti avanzera' la propria proposta, costruita sempre con il contributo di attivisti di altri gruppi della provincia, e che peraltro e' un'idea piu' che una proposta vera e propria. In ogni caso, sul tavolo ci sono altre proposte: a mia conoscenza questa di riccardo, quella di angelo, quella di giorgio ghisleni. In altre parole, il progetto di rete uscira' dalla discussione di sabato, dalle idee e posizioni di ciascuno. Potrebbe, per esempio, non essere territorialmente provinciale ma per aggregazioni di comuni.

3. La riunione e' stata chiamata provinciale in senso territoriale, non funzionale, e perche' in questa fase chiariva il bacino di partecipazione all'incontro. La proposta reti poi e' territorialmente provinciale, ne spiegheremo i motivi sabato.

4. Il Non statuto (art.4) non vieta modalita' di incontro tese a favorire l'efficienza e l'efficacia del confronto e scambio democratico fra cittadini, ma anzi quella e' la ragione del m5s, che cerca di crearle al di fuori della mediazione di strutture direttive o rappresentative. In altre parole, il m5s non si struttura tramite direzioni o rappresentanti.

Detto questo, visto che riccardo non ci sara' sabato, vorrei chiedergli se gentilmente puo' chiarire un paio di punti cosi che la sua proposta sia chiara a chi partecipera':

A. Inizialmente mi sembra che tu sia contrario a qualsiasi forma organizzativa extra-comunale, ma poi sostieni che la rete si organizzi per gruppi di comuni;

B. In un punto sostieni che la rete provinciale sarebbe (necessariamente) bergamocentrica, ma poi proponi come esempio il modello della Grande Bergamo, cioe' di un'area sostanzialemte metropolitana, ovvero chiaramente bergamo-centrica.

Grazie