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Post - vani

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guardiamo la città  con occhi di donna

11 APRILE 2014 - ORE 20.30

presso Centro La Porta, viale Papa Giovanni XXIII n. 30, Bergamo



 

Presentazione di proposte per la città

elezioni comunali 2014

 

Le donne (e non solo) sono invitate a partecipare, a conoscere e a condividere.

 

donneperbergamo@gmail.com



Presentazione di proposte per la città, in vista delle elezioni comunali 2014

Le donne (e non solo) sono invitate a partecipare, a conoscere e a condividere

Donne per Bergamo

https://www.facebook.com/pages/Donne-per-Bergamo-x-Bergamo-per-le-Donne/715972405113874


Ma come si fa a guardare qualcosa lasciando da parte l’io? Di chi sono gli occhi che guardano? Di solito si pensa che l’io sia uno che sta affacciato ai propri occhi come al davanzale di una finestra e guarda il mondo che si distende in tutta la sua vastità lì davanti a lui. Dunque: c’è una finestra che s’affaccia sul mondo. Di là c’è il mondo; e di qua? Sempre il mondo: cos’altro volete che ci sia? Con un piccolo sforzo di concentrazione Palomar riesce a spostare il mondo da lì davanti e a sistemarlo affacciato al davanzale. Allora, fuori dalla finestra, cosa rimane? Il mondo anche lì, che per l’occasione si è sdoppiato in mondo che guarda e mondo che è guardato. E lui, detto anche “io”, cioè il signor Palomar? Non è anche lui un pezzo di mondo che sta guardando un altro pezzo di mondo? Oppure, dato che c’è mondo  di qua e mondo di là della finestra, forse l’io non è altro che la finestra attraverso la quale il mondo guarda il mondo.(da Palomar, di Italo  Calvino )




Donne per Bergamo, Bergamo per le donne
la città che noi vogliamo, le nostre proposte


L'iniziativa è partita a settembre 2013 da due associazioni di donne presenti già nella nostra città :
- “SeNonOraQuando? Bergamo” e
- “Politeia- Laboratorio donne e politica”
 che si occupano della città per sostenere e promuoverne
una vivibilità a misura di donne.

L'obiettivo di questa iniziativa è stato quello di
- preparare un documento-manifesto che, proprio a partire dai bisogni, dalle necessità e dai desideri delle donne che nella città abitano, vivono, lavorano, si muovono  e
-presentare proposte utili a rendere Bergamo una città che offra a tutte (e tutti) benessere e qualità della vita.
Affinché questo documento sia significativo, siamo convinte che debba raccogliere le voci di tutte le donne nei loro vari ruoli (di single, di madri con figli di età diverse, di generazioni diverse, di locali e straniere, di lavoratrici dentro e fuori casa), perché ognuna chiede alla città di rispondere positivamente a bisogni diversi e concreti.

Noi donne attiviste e impegnate politicamente a  Bergamo siamo state coinvolte a partecipare a questo lavoro condiviso con le altre donne che trasversalmente partecipano alla vita politica nella nostra città.


Sono stati trattati i  temi della cura, dei tempi, della mobilità, della sicurezza ,approfonditi e rilanciati con forza non solo durante il periodo della campagna elettorale, ma con il preciso obiettivo che entrino a far parte del programma amministrativo di chi governerà la nostra città.

Il documento verrà poi proposto ufficialmente ai candidati/candidate sindaci/sindache e presentato a tutta la città
in un ulteriore incontro pubblico il pomeriggio del 17 maggio 2014 al Quadriportico del Sentierone


Nostro desiderio è che questo lavoro che abbiamo intrapreso raccolga ed esprima la voce del maggior numero possibile di donne e che sia un impegno preciso per chi andrà a governare prossimamente la nostra città.

Vi  aspettiamo  numerosi/e


( resto a disposizione per informazioni, Vanila   vanilagotti@gmail.com )




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Bergamo: Salute e Sanità / Re:superamento della sperimentazione animale
« il: Febbraio 23, 2014, 13:24:14 pm »
vi consiglio la lettura di questo autore

VIVISEZIONE : UN   PO'   DI   CHIAREZZA   SUL   DIBATTITO   IN    CORSO
di Marco  Mamone  Capria


ecco il testo completo con i riferimenti bibliografici e le note

http://gallineinfabula.wordpress.com/2014/01/22/vivisezione-un-po-di-chiarezza-sul-dibattito-in-corso/

comincio con la sola introduzione perchè il testo è molto lungo

Introduzione

Il dibattito tra chi ritiene la sperimentazione invasiva su animali vivi (o vivisezione) una metodica eticamente legittima e scientificamente produttiva, e chi invece ritiene che sia vero il contrario, è in corso da un paio di secoli (almeno), ma è recentemente riemerso, soprattutto in seguito all’iniziativa europea Stop Vivisection, che si è conclusa trionfalmente: il milione di firme necessarie in tutta l’Unione Europea è stato infatti superato di un terzo, e in particolare in Italia si è superato ampiamente il mezzo milione richiesto.1

Forse proprio per questo abbiamo assistito a un fatto nuovo: nel dibattito sono intervenuti, nell’ultimo anno, anche alcuni sostenitori o praticanti della vivisezione (vivisezionisti o vivisettori, rispettivamente), che di solito avevano – gli uni e gli altri – evitato il più possibile di entrare in una discussione aperta con i negatori del valore etico e/o scientifico della vivisezione (o antivivisezionisti).2 Beninteso, interventi nei forum di giornali o di associazioni animaliste da parte di vivisezionisti c’erano stati anche prima, ma è difficile annettere un particolare valore, anche solo statistico, ai pareri non firmati di tanti (o pochi, data la possibilità di moltiplicare i propri “nomi d’arte”) che, quando non siano meri agenti di disturbo (“troll”, come si dice nel gergo di internet), sono ancora allo stadio di non aver capito la differenza tra una discussione e una rissa (in questo i “talk show” televisivi hanno svolto un’insostituibile funzione diseducativa).

Per chi conosce la storia di questo dibattito ciò che più colpisce è che i vivisezionisti continuano imperterriti a ripetere errori di logica o di fatto che sono già stati confutati decine di volte. Personalmente ritengo che i principali vivisezionisti sappiano per esperienza che certi errori hanno una notevole efficacia retorica, e quindi li ripetono anche se in fondo capiscono che non reggono.

In questo articolo tratterò di alcuni errori, collegati a 5 argomenti principali, che mi sembrano particolarmente ricorrenti nei testi vivisezionisti; alcuni sono stati recentemente rilanciati dalle dichiarazioni provocatorie di una ragazza gravemente malata.3

Lo scopo dell’articolo è fornire materiali e riferimenti in modo da contrastare l’infantilizzazione e la disinformazione dell’opinione pubblica in cui si è impegnato, con rinnovata intensità, il fronte vivisezionista, a tutti i livelli. Come al solito, ho cercato di dare riferimenti sufficienti perché ognuno possa verificare per conto proprio quanto dico e possa approfondire le tematiche qui solo accennate. Questo articolo integra quanto da me già pubblicato in materia, e a cui rinvio per vari approfondimenti.4 Ho fatto in modo che le diverse sezioni siano il più possibile comprensibili anche a una lettura separata; i corsivi in tutte le citazioni sono miei.

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Bergamo: Salute e Sanità / Re:superamento della sperimentazione animale
« il: Febbraio 23, 2014, 12:08:12 pm »
ecco altre informazioni in merito alla sperimentazione animale-vivisezione-
e all' evento del 23 febbraio a Milano " La Nostra Salute contro le Lobbies del Farmaco Come passare dall'industria della Malattia all'industria della Salute"

da Valentina Centoze, gruppo di lavoro sanità M5S regione Lombardia



Ciao Vanila,

mi piacerebbe molto che i medici attivisti  venissero a sentire questo incontro,
dove ci sarà ampio spazio per interventi, domande e dibattito.

L'indirizzo della sala è via Ca' Granda 19, Milano, inizio previsto per le ore15.

In breve, per farti capire come stanno le cose: dato che la sperimentazione animale non serve a un bel nulla,
l'unica cosa che cambierebbe nell'ambito della sanità sarebbe una maggior presa di coscienza e responsabilità
del fatto che qualunque farmaco venga somministrato ad un essere umano, non ha in realtà alcun margine di
sicurezza ne' sulla sua possibile tossicità per la persona che lo sta prendendo, ne' sugli effetti che questo potrà avere
sulla cura del problema per cui è stato prescritto.

I farmaci cominciano ad essere "prevedibili" solo dopo anni di test diretti sui pazienti ignari (io, tu, chiunque assuma un nuovo farmaco).
Non a caso, se fai caso ai bugiardini allegati ai vari farmaci, fra i vari "effetti indesiderati", sono molto spesso citati effetti opposti a
quelli ricercati dal farmaco stesso. Ciò vuol dire che assumendo quel farmaco potresti ottenere la cura che cerchi, o l'effetto esattamente opposto.

Infatti quanti farmaci vengono ritirati dal mercato dopo anni di presenza sul mercato?

Per darti qualche dato in merito: secondo la Food & Drug Administration, il 92% delle sostanze che passano i test su animali non passano quelli su umani. Ciò significa che la sperimentazione animale è affidabile nell' 8% dei casi !!
Non è dato sapere quante delle sostanze escluse durante la sperimentazione animale avrebbero potuto essere preziose per l'uomo..

Inoltre , il 51% dei farmaci commercializzati presenta gravi reazioni avverse che non si erano riscontrate in precedenza, il che farebbe aumentare il numero dei fallimenti dovuti alla sperimentazione animale al 96-98%.
Cioè, può essere utile nel 2-4 % dei casi. Tirare  una monetina avrebbe maggiore valore!!

Un farmaco appena immesso sul mercato, è quindi sempre e comunque un punto interrogativo.
Così come, lo ribadisco perchè a mio avviso è un aspetto fondamentale, rimane il dubbio di aver eliminato proprio a causa
della fase di sperimentazione animale, le possibili risposte a patologie che ancora attendono una cura.

Basti dire che la penicillina non avrebbe mai visto la luce se Fleming avesse utilizzato per i test di tossicità le cavie da laboratorio
invece dei topi, perchè per le prime la penicillina è tossica, per i secondi no.

E come si può sapere a priori quale animale sia "più simile all'uomo" per un nuovo principio attivo?
Semplicemente non si può.

Del resto anche la logica aiuta: se la comunità scientifica internazionale riconosce come NON valido sperimentare su uomini se questi vivono in condizioni artificiali (come può essere un carcere), non si capisce come possa ritenere affidabile sperimentare su animali che oltre ad essere ugualmente "detenuti", appartengono oltretutto a specie animali differenti, spesso non soggette alle patologie oggetto di ricerca, e che vengono loro ricreate artificialmente.

Non so se ti è mai capitato di vedere le immagini dei primati usati da cavie che si strappano la pelle per lo stress..
Al dilà della questione etica, è piuttosto ovvio che qualunque individuo, animale o umano che sia, in quelle condizioni non può essere un campione affidabile!

E le conseguenze del basare la sperimentazione su campioni animali, le pagano gli umani: la morte da farmaco è una delle prime cause
di morte nel mondo "sviluppato".

Il solo Refecoxib, farmaco utilizzato per la'artrosi e l'artrite reumatoide,Ritirato nel settembre 2004, si stima che dal 1999 al 2004 abbia causato 160.000 decessi per ictus e infarti.

Tutte queste statistiche non tengono conto degli altri "effettucci collaterali", come nei casi di Farmaci molto specifici come quelli a base di tamoxifene, antitumorali che aiutano a combattere il cancro alla mammella, ma provocano quello all’utero. Oppure farmaci di uso molto comune, come gli antinfiammatori non steroidei (cioè non cortisonici), che presentano come controindicazioni ulcera e altri problemi gastrointestinali.

E ancora, le conseguenze come sterilità e danni al sistema nervoso, cominciano ad emergere oggi, dopo decenni di intossicazione collettiva: gli antistaminici ad esempio sembrano essere causa frequente di alterazione dello stato d'animo (depressione, apatia, annebbiamento).

Dunque, perchè ci si ostina a sperimentare sugli animali?
Molto semplice: perchè è diventata un'industria miliardaria:
Le case farmaceutiche la utilizzano come "rassicurazione" per poter commercializzare e gestire i farmaci come prodotti di massa.
Gli effetti collaterali del resto,rappresentano per loro nuove possibilità di vendita.
Inoltre centinaia di università e laboratori di ricerca vivono  di finanziamenti in minima parte pubblici, ma soprattutto provenienti dalle case farmaceutiche, e mantengono altrettanti allevamenti di animali da laboratorio, aziende che producono costosissima attrezzatura specifica per la vivisezione.

Normalmente la domanda che si pone a questo punto è:ma che alternative abbiamo alla sperimentazione animale?

Al dilà del fatto che un metodo sbagliato va abbandonato in quanto non rappresenta un'opzione valida (ribadisco, tirare una monetina darebbe più certezze), esistono le cosiddette metodologie alternative basate sulla statistica, su modelli meccanici o su tessuti umani coltivati in vitro, o ancora su organi umani donati post mortem.
Se inoltre tutti i laboratori di ricerca e le case farmaceutiche condividessero i loro dati,sarebbe possibile una migliore osservazione epidemiologica..

Tutto questo, associato ad una politica sanitaria incentrata su prevenzione e  mantenimento della salute, costituirebbe un'alternativa davvero utile alle persone.

E qui mi fermo, altrimenti ti faccio calare la palpebra ;-)

Spero di essere quantomeno riuscita a darti un'idea di quanto si parlerà il 23.
Spero di vederti lì e di conoscerti personalmente!

Vale

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Bergamo: Salute e Sanità / Re:superamento della sperimentazione animale
« il: Febbraio 08, 2014, 23:33:44 pm »
La Nostra Salute contro le Lobbies del Farmaco

Come passare dall’industria della Malattia  all’industria della Salute


 

È una circostanza notevole, ma non sorprendente, che i libri più importanti sulla medicina degli ultimi quarant’anni sono stati scritti da non medici.
 I due che vengono prima alla mente sono fra loro contemporanei:
- Nemesi medica (1975-1976) del filosofo e sociologo Ivan Illich,

- Imperatrice nuda (1976). Hans Ruesch era un romanziere di successo, prima di esibire con quest’opera una vena di critico e polemista che fa pensare ai vertici del genere, come Voltaire.

In diversa maniera, i due libri sono capolavori di demistificazione della medicina moderna.

Il primo, anche perché orientato piuttosto su un’analisi di taglio socio-culturale ed etico che su una critica scientifica, era destinato a un maggior successo accademico, ma è il secondo che aveva una maggiore capacità di impatto politico immediato.

Illich concludeva il suo memorabile saggio con una diagnosi impietosa:

Il vero miracolo della medicina moderna è diabolico.
Consiste nel far sopravvivere non solo gli individui, ma intere popolazioni, a livelli disumanamente bassi di salute personale.

 

In un certo senso, il libro di Ruesch spiega come questo miracolo diabolico, continuamente rinnovato, è stato ed è possibile.
 Una delle chiavi risiede nella metodologia della ricerca medica attuale, che in larga misura investiga i segreti della salute e della malattia umane sperimentando, spesso in maniera crudele, su animali come topi, criceti, gatti, cani, maiali, scimmie ecc.: centinaia di milioni ogni anno.
Un programma di ricerca che si poteva prevedere fallimentare già in partenza (sulla base delle ben note differenze anatomiche, fisiologiche, immunologiche, etologiche ecc. tra le specie animali) è riuscito invece a diventare quello dominante nella moderna biomedicina.


Ciò che inquina la ricerca medica – oltre all’inerzia accademica, comune del resto a tutto il sapere istituzionale – è il condizionamento da parte di interessi non secondi a nessun altro per volume di affari e internazionalità.
Questa non è un’esagerazione.
 L’industria farmaceutica costituisce il più redditizio degli investimenti, e di gran lunga – più di banche, finanza, petrolio, editoria, bevande e quant’altro.
Un’industria che gode di una tale supremazia economica, e che di fatto influenza direttamente e pesantemente la politica delle cosiddette ‘democrazie occidentali’ (a cominciare dalle elezioni presidenziali negli Stati Uniti), non cambia facilmente la propria rotta, anche se è una rotta di collisione con gli interessi della collettività.
Così, per salvaguardare questa supremazia si corrompono e ricattano ricercatori e riviste, si nascondono per anni o decenni i dati scomodi, si prosegue con l’avvelenamento farmacologico di massa, e nel contempo si inebetisce l’opinione pubblica con una martellante propaganda sui benefici della ricerca biomedica, la quale è invece direttamente coinvolta in quell’avvelenamento. Con tutto ciò, non si deve credere che l’industria farmaceutica sia onnipotente.
 Nessun potere è onnipotente se i cittadini si mobilitano contro di esso in nome dei propri interessi vitali.
Ma a tale scopo occorre che siano consapevoli di chi sia il nemico e di come combatterlo.

La sperimentazione animale a scopo medico – la vivisezione – ha portato fuori strada la medicina in innumerevoli occasioni, con danni difficili da sopravvalutare.
Se è ancor oggi un elemento centrale nella valutazione di efficacia e tossicità dei farmaci e di altre sostanze chimiche, lo si deve alla sua estrema ‘flessibilità’, intesa come la capacità di ottenere i risultati più favorevoli ‘su ordinazione’, e di permettere allo stesso tempo un alleggerimento delle responsabilità dell’industria nei casi, fin troppo frequenti, di danni sulle persone (“Dai risultati ottenuti mediante i test sugli animali non era possibile prevedere l’effetto tossico...”).
 

Per rendersi conto dell’entità del problema, basterà riflettere sulla circostanza che la “reazione avversa da farmaco” (cioè l’avvelenamento dovuto a un farmaco correttamente prescritto) è negli Stati Uniti la quarta causa di morte.
E se questa posizione elevata nell’infelice graduatoria sorprende, basterà citare un caso recente, quello di un antiartritico della Merck, il Vioxx, commercializzato a partire dal 1999 e ritirato solo poche settimane fa.
Esso, da solo, ha provocato morti per un numero stimato attorno a 28.000 (ventottomila) – per intenderci, dieci volte il numero delle vittime degli attentati dell’11 settembre 2001 alle “Torri Gemelle” di New York.
Una guerra al ‘terrorismo farmaceutico’ sarebbe tanto giusta e, anzi, necessaria, quanto sono state illegittime e controproducenti quelle scatenate contro Afghanistan e Iraq.
Ma si può star certi che nessun presidente degli Stati Uniti la dichiarerà mai. Sono le stesse case farmaceutiche, in primo luogo, ad avergli permesso di occupare il suo posto.

Gli sfruttatori fondano la loro permanenza sulla capacità di controllare, con lusinghe, inganni e intimidazioni, il comportamento delle masse degli sfruttati. Questi potrebbero rovesciarli in qualsiasi momento, data l’evidente disparità numerica, ma ciò non avviene, perché gli sfruttati – il che nel caso della medicina vivisezionista significa tutti noi – non si rendono conto né della propria forza (se si organizzassero), né di chi li sfrutta e come.

(Tratto dalla prefazione ad Imperatrice Nuda a cura del prof. Marco Mamone Capria).

 

Herman Koeter, già direttore dell’EFSA (autorità europea per la salute alimentare) ha scritto: ‘Le nuove tecnologie generano una mole di conoscenza mai raggiunta né individuata. L’uso degli animali diverrà obsoleto in un futuro assai vicino’. Usare le prove su animali, disponendo oggi di metodi di valutazione di gran lunga più affidabili, significa sperperare immense risorse, causare sofferenze inutili e un ritardo irrecuperabile nella ricerca”.

 

In Italia sono commercializzati 22.000 farmaci, dei quali secondo l’Oms sono solo 350 da considerarsi necessari.
 Quali diverse applicazioni potrebbero avere il denaro impiegato nei test per la commercializzazione delle migliaia di farmaci non necessari?
Che proporzione aurea è applicata tra il denaro stanziato per la prevenzione delle malattie e le somme per la commercializzazione continua di sostanze per uso umano secondo una modalità non validabile scientificamente quale è la sperimentazione animale?

Domenica 23 febbraio 2014 siete tutti invitati all’incontro con il professor Marco Mamone Capria, epistemologo dell’Università di Perugia ed il medico veterinario Enrico Moriconi per domande e risposte sui temi: salute pubblica, sicurezza dei farmaci, il mito del benessere animale e della sua strumentalizzazione, per capire come funzionerà  la salute pubblica senza uso del modello animale.

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Bergamo: Salute e Sanità / Re:superamento della sperimentazione animale
« il: Febbraio 08, 2014, 23:26:08 pm »
in difesa dei diritti degli animali , parliamone  e informiamoci

LAV : Lega Anti vivisezione

La LAV è nata nel 1977.

Da allora, ogni giorno, ci battiamo per l'affermazione dei diritti animali e la lotta a qualsiasi forma di specismo e di sfruttamento animale.

Vogliamo un mondo senza violenza sugli esseri viventi e sull'ecosistema, un mondo che rispetti la natura e tutti i suoi abitanti: un mondo dove ognuno di noi, umano e non, si senta davvero “a casa”.

Per questo

    promuoviamo leggi a favore degli animali, attraverso una pressione e un dialogo costanti con le Istituzioni, e controlliamo la loro applicazione attraverso denunce e processi
    portiamo avanti campagne di sensibilizzazione e di informazione verso i cittadini
    sviluppiamo progetti didattico-educativi rivolti ai ragazzi e alle scuole
    abbiamo sviluppato una rete di rapporti e collaborazioni consolidate, con le Istituzioni  e con altre associazioni, che ci permettono di contribuire davvero a rendere questa terra un posto migliore per tutti gli animali

Siamo presenti in tutta Italia con numerosi sedi locali e punti di riferimento: con i nostri soci e i nostri volontari difendiamo in tutto il Paese, da più di trent’anni, la dignità di chi non ha voce.




La vivisezione in Italia regione per regione

http://www.lav.it/news/la-vivisezione-in-italia-regione-per-regione

    609 i laboratori con animali.

    In aumento il numero di sperimentazioni in deroga, soprattutto senza anestesia.

    2.603.671 gli animali usati nei laboratori nazionali dal 2007 al 2009, per lo più in Lombardia, Emilia Romagna, Lazio, Toscana e Veneto.

Abbiamo messo sotto la nostra lente di ingrandimento (guarda l'infografica) i dati più recenti ottenuti, grazie ad una storica sentenza del TAR, dal Ministero della Salute, relativi al biennio 2008-2009, pubblicandoli nella nuova edizione del Dossier "La vivisezione in Italia regione per regione".

Tra il 2008 e il 2009 sono state effettuate ben 350 procedure senza anestesia con un numero indefinito di animali, esperimenti che hanno comportato intensi e prolungati livelli di dolore senza alcuna forma di lenizione, solo per citarne alcuni: fratture, incisioni, innesti, investigazioni sul cervello, studi psichiatrici, trapianti di organi, lesioni del midollo, stress acuto e stimolazioni cerebrali profonde con elettrodi.

La vivisezione non è un orrore del passato, ma un incubo che appartiene anche ai nostri giorni e riguarda tutti. La sperimentazione animale è un grave errore metodologico che continua a mietere centinaia di milioni di vittime animali e umane, perché nessuna specie vivente può essere modello sperimentale per le altre a causa delle enormi differenze genetiche, anatomiche, biologiche, metaboliche, psichiche, etologiche che le contraddistinguono.

Grazie all’articolo 13 della Legge di delegazione europea n.96 del 2013 finalmente l’Italia potrebbe essere protagonista di un’inversione di marcia per aprire le porte a tecniche innovative senza animali. Un'occasione preziosa che non deve essere assolutamente persa con l’emanazione del nuovo decreto legislativo!

La vivisezione non comporta solo la morte delle cavie coinvolte nei test, ma anche gravi effetti avversi per la nostra specie diventando la quarta causa di morte negli Stati Uniti. Solo l’8% dei farmaci passa la fase clinica sull’uomo, con un indice di insuccesso altissimo e un ingente spreco di risorse.

Un altro clamoroso esempio della non attendibilità del modello animale riguarda gli studi sulla diossina, una sostanza altamente tossica per l’uomo, al centro di gravissimi problemi ambientali e sanitari nel nostro Paese, e non solo nella cosiddetta Terra dei Fuochi: è interessante che i test su animali non siano comparabili per la nostra specie e abbiano permesso, per anni, di sottovalutare il problema contribuendo a inquinare il nostro Paese irrimediabilmente.

Tra specie geneticamente vicine (spesso topi e ratti vengono confusi) la dose mortale di diossina può variare di molto: circa 20mg/kg nel ratto, 200 nel topo e 5000 nel criceto! Pertanto, scegliendo opportunamente la specie animale, si potrà dimostrare un risultato o il suo contrario a seconda di quanto fa comodo al committente.

Gli studi di tossicità condotti su animali non possono essere considerati predittivi a causa delle significative differenze tra le specie rispetto a parametri farmacocinetici quali assorbimento, distribuzione, metabolismo, escrezione dei composti chimici o dei farmaci.

Già dal 1987, in un’udienza congressuale sull’argomento, eminenti tossicologi affermarono che l’LD50 (test sulla dose letale: riguarda la quantità di dose necessaria ad uccidere la metà della popolazione campione) non è una costante biologica. Questo genere di test offre alle grandi società la possibilità di difendersi in caso di danni alla salute causati dai loro prodotti, potendo sostenere di aver eseguito i dovuti esperimenti sugli animali ma senza alcuna certezza per noi umani.

La sperimentazione animale è un modello scientifico mai validato, che basa su enormi interessi economici le sue fondamenta e non su serie evidenze scientifiche.

Una ricerca algoritmica al computer di tutti gli articoli di ricerca di base pubblicati in sei delle principali riviste scientifiche (Nature, Cell, Science, Journal of Biological Chemistry, Journal of Clinical Investigation, Journal Experimental Medicine) dal 1979 al 1983 ha evidenziato come dei 25.190 articoli, 101 (0,4%) avessero qualche pretesa di potenziale applicazione agli umani, di cui 27 hanno portato a una prova clinica, solo 5 hanno passato i trial clinici e solamente 1 (0,004%) ha condotto allo sviluppo di una classe di farmaci clinicamente utili e questo unico, tra l’altro sviluppato senza uso di animali!

7
Date un'occhiata anche a questo Topic, per favore,
è da un pò di tempo, esattamente da Aprile 2013,  che stiamo seguendo questo argomento

http://bergamo5stelle.it/forum5stelle/index.php?topic=140.0

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http://www.change.org/it/petizioni/on-andrea-orlando-ministro-dell-ambiente-proibisca-l-utilizzo-dei-soffiatori-a-benzina-e-regolamenti-l-uso-delle-attrezzature-similari?utm_source=guides&utm_medium=email&utm_campaign=petition_created

cosa ne pensate ?


on. Andrea Orlando, Ministro dell'Ambiente: Proibisca l'utilizzo dei soffiatori a benzina, e regolamenti l'uso delle attrezzature similari.

        Valentina Dolciotti       
        BERGAMO, Italy

Ci sono cambiamenti grandi e cambiamenti piccoli. Questo è piccolo, ma ha raggiunto un livello di assurdità tale da renderne le dimensioni spropositate.

OGNI GIORNO, TUTTI I GIORNI dell'anno salvo Natale, Pasqua e Capodanno (offrendo un servizio pari quasi al Trasporto Pubblico, laddove funzioni) nei giardini -condominiali o privati- delle nostre città, un uomo o una donna, addetti alle pulizie o semplici e maniacali curatori del proprio giardino, soffiano via le foglie.

Questo gesto, che pare piccolo, romantico e quasi curativo per le preoccupazioni che attanagliano l'anima di tutti/e...non lo è affatto.

I SOFFIATORI, IN PARTICOLARE QUELLI A BENZINA, SONO UN'ASSURDITA' che viene perpetrata (e anche un po' perpetuata) tutte le sante mattine, inspiegabilmente e irragionevolmente. In un mondo in cui si fa di tutto (o almeno così dicono) per non inquinare, per ridurre le emissioni, per rispettare l'ambiente, per abbassare l'inquinamento acustico, per coabitare pacificamente, i SOFFIATORI A BENZINA : INQUINANO, CONSUMANO (EMISSIONI GAS AD ALTEZZA BIMBO/A), SCARICANO, COSTANO, PUZZANO, FANNO TANTISSIMO RUMORE (VENTOLA E MOTORE), PRODUCONO SPORCO, NON POSSONO ESSERE DEPOSITATI IN LUOGHI CHIUSI, PESANO.  PERCHE' USARLI???

E INVECE Vengono utilizzati tutte le mattine, tutte!, in autunno, quando le foglie sui marciapiedi e nei cortili sono tantissime, certo; in inverno, tutte le mattine! quando qualche residuo della stagione passata è rimasto a colorare le strade; in primavera, racimolando se va bene mozziconi di sigarette; in estate, naturalmente tutti i giorni, sotto il sole cocente, accumulando qualche stecchetto di ghiacciolo. Mentre lo scrivo suona così folle che se non l'avessi verificato, stenterei io stessa a crederlo.

Quando ero bambina, c'erano altrettante foglie sugli alberi (forse più), e le case avevano altrettanti giardini (forse più), ma questa pazzia rumorosa e inquinante non era diffusa. In autunno le foglie stavano nei prati, sui marciapiedi, nelle aiuole, ci si correva dentro, ogni tanto con il rastrello si raccoglievano e accumulavano in un angolo. Certo non tutte le mattine, certo non d'estate, certo non rendendola un'attività di cui tutto il circondario si accorgeva mentre veniva svolta.

SIA CHIARO, NON MI RIFERISCO AGLI ADDETTI COMUNALI CHE PULISCONO LE STRADE CON CADENZA STABILITA, O ALLE NECESSITA' di VIVAI, FRUTTETI, ECC, DI UTILIZZARE ATTREZZATURE ADEGUATE O INFINE A COLORO CHE USANO IL BUON SENSO PER REGOLARE LE PROPRIE AZIONI... MI RIFERISCO ALL'UTILIZZO SMODATO E INCONTROLLABILE DI SINGOLI CITTADINI/E CHE SENZA NESSUN RISPETTO DI ORARIO, CONVIVENZA, DECENZA, PERSEVERANO NEL CURARE E RICAMARE IL PROPRIO GIARDINO, METAFORICAMENTE E NON, A DISCAPITO DEL RESTO DEL PIANETA.

CHIEDO QUINDI CHE L'UTILIZZO DEI SOFFIATORI A BENZINA VENGA ASSOLUTAMENTE BANDITO, SUBITO! E VENGA CONTEMPORANEAMENTE REGOLAMENTATO IN MANIERA CHIARA, LINEARE, SEMPLICE E SOPRATTUTTO INTELLIGENTE L'UTILIZZO DEGLI ALTRI APPARECCHI (SOFFIATORI ELETTRICI, A BATTERIA, ECC...) AD USO DEI PRIVATI.

grazie



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argomenti trattati e proposte di approfondimento alla riunione del 14 giugno 2013 :
 

- diffusione della campagna  stili di vita SANI, a partire dall' alimentazione ,l'importanza dell' INFORMAZIONE,che è compito del Sindaco, responsabile della Salute Pubblica della propria città, sull'inquinamneto dell' aria,acqua,cibo,medicinali,alimentazione,agricoltura, attività fisica e sociale con i gruppi di cammino,

- qualità della vita dei lavoratori, degli orari di lavoro, lotta all'abuso delle sostanze, anche nel personale sanitario, sicurezza sul lavoro;

- tutela del paziente: tribunale dei diritti del malato;

- studio del sistema welfare Europeo;

- mettiamo in discussione l'attuale Sistema Sanitario, basato sui DRG ( ruolo della chirurgia-trapianti...);

- introduzione e utilizzo-vendita dei prodotti della medicina alternativa nelle strutture sanitarie, gestito da professionisti .

10
argomenti trattati e proposte di approfondimento alla riunione del 16 maggio 2013

 

- sito ASL Bergamo, http://www.asl.bergamo.it/servizi/notizie/notizie_homepage.aspx- , elenco strutture sanitarie pubbliche e private accreditate di Bergamo e provincia

- riunione del consiglio dei Sindaci domani  http://www.meetup.com/beppegrillo-195/events/119767802/;

- CONVEGNO Rete di Conciliazione Vita e Lavoro,  http://www.meetup.com/beppegrillo-195/events/121671142/

- grande attenzione alle patologie delle dipendenze, in forte diffusione slot machine in città-campagna NO-Slot;

- proposta manifestazione silenziosa per Bergamo.

 

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M5S : Abbiamo l'esperienza per governare- video

https://www.facebook.com/photo.php?v=10152068572544351

http://www.beppegrillo.it/movimento/parlamento/2013/12/il-discorso-sulla-fiducia-di-alessandro-di-battista.html

Per nulla al mondo daremo la fiducia a questo governo ma non per le sue indecenze, per le tasse aumentate, per la guerra che continuate a combattere in Afghanistan, per aver acquistato cacciabombardieri quando i cittadini fuori da questo palazzo, che sembra Versailles, muoiono di fame, per aver continuato a leccare i piedi all'Europa e alla banche... no non è questo, non è più soltanto questo.
Abbiamo scoperto che non siete voi quelli che contano davvero.
Che non siete voi quella casta dall'intelligenza sopraffina e dal potere immenso che credevamo di incontrare una volta entrati nelle istituzioni.
 Non siete voi a decidere, voi siete mediocri esecutori di ordini altrui.
 
E non parlo degli ordini del Presidente Napolitano, un Presidente che voi avete eletto per la seconda volta, mai successo nella storia della Repubblica, un Presidente entrato in Parlamento che Stalin era ancora vivo, un presidente che era ministro degli interni quando venivano occultate le confessioni del camorrista Schiavone sulla Terra dei Fuochi, confessioni che il M5S ha fatto desecretare per salvare in Campania la vita a 4 milioni di cittadini avvelenati dai rifiuti tossici e dalle menzogne dei partiti!

No, parlo di poteri diversi che stanno dietro il governo e dietro allo stesso PD, parlo della casta vera, dei funzionari, dei burocrati e dei lobbisti che determinano le scelte dei partiti e dei ministri.

Pensavamo che la pressione esercitata dalla lobby Ligresti sul Ministro Cancellieri o quella dell'ENI su Alfano riguardo al caso Shalabayeva fossero scandali assoluti. No, è la prassi. In questi giorni il M5S ha scoperto e denunciato, perché in Italia ci sono cittadini come noi che detestano l'omertà, l'infestazione di questo palazzo, Tempio della legge o casa della buona politica come ama definirla la Presidente, da parte di mercanti venuti a piazzare markette per conto dei veri padroni dei partiti.

Nel PD non comandano i D'Alema, i Bersani, i Renzi o i Franceschini, questi personaggi sono gregari, sottoposti, subordinati. Oggi il PD lo comanda l'Ingegner De Benedetti che, per risolvere i guai delle proprie aziende esattamente come fece Berlusconi nel 94' scende in politica muovendo i fili di Renzi. Il PD dopo aver salvato le aziende di berlusconi prova a fare lo stesso con quelle di De Benedetti. Ingegnere, si faccia eleggere, faccia le primarie e venga qui dentro, non mandi i suoi lobbisti o i sindaci assenteisti!

Il PD e' in evidente stato confusionale, e lo credo bene, ha eletto un segretario che dopo essere stato ad Arcore va, regolarmente, negli uffici di De Benedetti a ritirare il compitino.
Siete in totale disordine mentale. Approvate una legge contro i comuni che combattono il gioco d'azzardo e poi dite che è una porcata e la ritirate, inserite in questo decreto, il Salva Roma, una norma per privatizzare i servizi tra cui l'acqua e poi tornate indietro, votate l'emendamento Fraccaro del M5S che combatte lo strapotere dei palazzinari e poi provate, di nascosto, a cancellarlo in ogni modo.
 È dall'inizio della legislatura che il M5S combatte in Parlamento per cancellare lo scandalo degli affitti d'oro dei palazzi del potere. Come Palazzo Marini, che Luciano Violante, presidente della Camera, ha affittato nel 1997 al prezzo di 26 milioni di euro l'anno sottoscrivendo dei contratti senza clausola di recesso con il gentelmen romano, suo compagno di affarucci, Scarpellini. Meglio noto come "er cavallaro". Ad oggi Palazzo Marini è costato ai cittadini 444 milioni di euro.
 Uno spreco vergognoso. Dopo 15 anni siamo riusciti dove tutti avevano fallito o avevano finto di provarci. Lo Stato con questa nostra proposta potrebbe risparmiare 12 miliardi.
Ma il Pd ha provato a farla saltare due volte. Come sempre queste porcate la casta le fa sotto le feste di Natale o a Ferragosto. Quando vi abbiamo scoperti siete tornati sui vostri passi con la coda tra le gambe. Ora vi avvisiamo, o sistemate questa indecenza e riapprovate questa norma del M5S o comprate cotechino e lenticchie perché vi facciamo passare il capodanno qua dentro!

A questo ci avete costretto. Quando otteniamo dei risultati è solo calcando la mano, mai perché anche a voi interessa davvero il bene collettivo. Vi diciamo o passa il taglio alle auto blu o facciamo ostruzionismo, o combattiamo i palazzinari o passate Natale in aula, o la smettete di violentare la costituzione, voi ciurma di nominati entrati con un premio di maggioranza anticostituzionale, o noi cittadini occupiamo il tetto della Camera! Solo cosi' riusciamo ad ottenere dei risultati per i cittadini.

Ma alla luce di tutto questo, dei De Benedetti, dei lobbisti colti in fragrante mentre la Presidente accompagnava alti prelati a passeggio per i corridoi di Montecitorio e magari tesseva le lodi di Francesco, del Santo o del Papa, uomini che avrebbero provato ribrezzo nel vedere come mercanteggiavate qui a Palazzo durante l'approvazione della legge di stabilità, beh alla luce di tutto questo, delle norme che escono dalla una porta e rientrano di notte dalla finestre a vostra insaputa grazie, appunto, al lavoro sporco di burocrati senza nome, alla luce di tutto questo voi colleghi della maggioranza siete sicuri di sapere sempre cosa state votando? E poi avete l'insolenza di accusare il M5S di essere comandato dall'alto... senti chi parla!

La verità, e sono felice di avere la libertà e il provilegio di dirlo in aula, è che chi ha finanziato le vostre campagne elettorali vi chiede sempre qualcosa in cambio. Hey, Onorevole, complimenti per l'elezione... ora ricordati di me, ho dato 100.000 euro al partito non lo scordare. Noi possiamo anche sbagliare, tutti sbagliano anche se aspettiamo ancora che un giornalista critichi una nostra proposta di legge, un nostro emendamento, un NOSTRO VOTO, ma comunque siamo liberi. Non abbiamo alcun desiderio di fare carriere politiche, non abbiamo investito migliaia di euro in campagne elettorali, non pensiamo che la politica sia un lavoro è servizio civile da fare durante un tempo limitato della nostra vita per poi tornare al proprio lavoro come tutti gli altri cittadini. E poi non ci interessano i soldi, per questo ci siamo tagliati i nostri stipendi e stiamo versando milioni di euro in un fondo per sostenere le piccole imprese italiane. Fatelo anche voi, copiateci, ricalcateci, scimmiottateci, prendetevi i meriti se volete, ma fate altrimenti il vostro immobilismo vi farà evaporare!

I cittadini nelle istituzioni, noi del M5S siamo entrati 8 mesi fa, 8 mesi, nessuno di noi era mai stato eletto, non dico alla Camera, ma in nessun consiglio comunale italiano. Ci chiamavano gli inesperti ma abbiamo dato, avendo tutti quanti contro, lezioni di etica, di coerenza e spesso anche di stratega politica.

Abbiamo tutti quanti contro, il Presidente della Repubblica che ci manca di rispetto, Letta che nei suoi discorsi in Parlamento al posto di parlarci delle sue idee attacca il M5S, abbiamo contro la mafia, la massoneria, gran parte del sistema mediatico, un'industria della menzogna tenuta in piedi dai soldi dello Stato, pensate noi cittadini paghiamo molti giornalisti per mentirci, abbiamo contro tutti i partiti, dalla cosiddetta sinistra con il portafogli a destra a Forza Italia che qualcuno vuole far credere che abbia qualcosa a che fare con noi. Speranza del PD usa queste frottole, si dimentica Speranza che governa con Alfano, un emissario di berlusconi all'interno della maggioranza. Speranza si occupasse di smentire la denuncia che abbiamo riguardo al lobbista che gli impone la modifica delle sue proposte, non l'ha ancora fatto ne lui ne il lobbista. O smentisce portando prove o si dimettesse, il Parlamento tanto non si accorgerebbe della sua assenza. Abbiamo contro i vertici dei sindacati, quei sindacati che si sono genuflessi davanti al potere i cui segretari, dalla Polverini a Cofferati passando per Epifani fanno tutti, casualmente, carriere politiche. Abbiamo contro l'europa che ci definisce populisti perché prima di dare si soldi alla Banca Centrale Europea e rispettare accordi presi all'insaputa dei cittadini vogliamo dare un lavoro, una casa e un futuro al popolo in difficoltà.

Contro tutto e tutti e in 8 mesi abbiamo:

fatto decadere l'ex Senatore Berlusconi grazie al voto palese al Senato, con il voto segreto sapete tutti che Berlusconi si sarebbe comprato qualcuno di voi come sempre ha fatto!
Abbiamo salvato la costituzione dallo scempio della deroga all'art 138,
abbiamo rifiutato i rimborsi elettorali mentre voi parlate di leggi, leggine, leggette. Ridate ai soldi ai cittadini, vendete le vostre proprietà e ridateci i 2,7 miliardi di euro che vi siete intascati, FUORI la grana!
Grazie al nostro Presidente Fico abbiamo scoperto i favori che la RAI fa a Comunione e Liberazione e abbiamo cancellato un contratto da 700.000 euro
Abbiamo smascherato le vostre leggi truffa sulle false abolizioni delle province e del finanziamento ai partiti;
abbiamo, in questa settimana, salvato i comuni che vogliono combattere le slot machine;
abbiamo, in questa settimana, salvato il referendum sull'acqua pubblica dai vostri indecenti tentativi di privatizzare;
abbiamo rinunciato a tutti i nostri privilegi, non abbiamo un'auto blu anzi ve le stiamo togliendo una ad una;
abbiamo fatto approvare una legge che inserisce i reati ambientali nel codice penale. Voi neppure l'avevate pensata durante la discussione delle mozioni sulla Terra dei Fuochi.
Abbiamo in 8 mesi abbattuto Bersani e Monti, responsabili quanto Berlusconi delle tragedie che vive il popolo italiano.
Abbiamo dimostrato che la politica si può fare senza i soldi dei cittadini mentre a voi interessano solo quelli. La vita è molto altro, che pensate, che il denaro ve lo potrete portare anche all'altro mondo? Le casse da morto con le casseforti incorporate non le hanno ancora inventate grazie a Dio.
Abbiamo dimostrato che la coerenza è un valore e che l'onestà è una virtu'.

Ed è sull'onestà che il M5S intende costruire una nuova Italia, ed è possibile, la vittoria è dietro l'angolo ma possiamo farcela a patto che tutti i cittadini facciano la loro parte. Mi rivolgo a tutti i cittadini, noi parlamentari, vostri dipendenti del M5S da soli non ce la facciamo! E' impossibile. Abbiamo a che fare con poteri forti, molto forti, con uno Stato incancrenito dal malaffare e dall'ipocrisia dilagante. C'è bisogno di tutti voi ma ce la possiamo fare. Però svegliamoci, gli illusionisti sono colpevoli, ma chi si lascia illudere è altrettanto responsabile. Il tempo della delega, dei salvatori della Patria pompati dalle televisioni, il tempo del "vediamo se con lui cambia qualcosa" è FINITO! Nessuno ci salverà a parte noi stessi. Ma ce la faremo, siamo entrati con il TUTTI a casa, ora è già vecchio, abbiamo dimostrato di saper smascherare le indecenze del governo, non sapete quanto tempo passiamo a leggere e rileggere fino all'ultima riga i decreti che arrivano. Ci siamo formati, anche se sono passati solo 8 mesi, abbiamo già acquisito l'esperienza per governare questo Paese ridotto in macerie e rilanciare un nuovo rinascimento che farà diventare l'Italia la nazione più bella del mondo.


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Bergamo: Salute e Sanità / La Sanità allergica alla trasparenza del M5S
« il: Novembre 15, 2013, 23:57:39 pm »
http://www.beppegrillo.it/2013/11/la_sanita_allergica_alla_trasparenza_del_m5s.html

"La copiosa, incessante e sistematica sequenza di richiesta di accesso agli atti esercitata senza soluzione di continuo dalla S.V. sin dal Suo insediamento, che non trova precedenti nella storia di questa Azienda, sta mettendo davvero a dura prova gli uffici ormai impegnati da mesi in una estenuante ricerca di atti e di elaborazione di dati e di relazioni che rischia di intralciare le attività istituzionali ed il buon andamento della pubblica amministrazione".

Questa è la risposta (guarda il documento originale) che viene dall’ASP8 (Azienda Sanitaria Provinciale) di Siracusa a seguito di una mia serie di richieste di accesso agli atti, la prima l’ho fatta il 6 di Dicembre 2012.
 Sto aspettando una risposta da 11 mesi, ma ci sono anche richieste che aspettano da 10, 9 e 7 mesi. In alcuni chiedevo gli atti di nomina, in altre chiedevo chiarimenti sullo spostamento del personale, soprattutto dai reparti agli uffici, in altre ancora dei chiarimenti sull’utilizzo di Tac e Pet, per capire se il motivo delle lunghe liste d’attesa dipenda da una carenza di personale o da una cattiva gestione di questi apparecchi, ed ancora provvedimenti disciplinari e altri chiarimenti.
 Le mie richieste non trovano precedenti nella storia dell’ASP, infine il documento si conclude dicendo che le mie richieste non posso essere esaudite. Ogni tanto c’è qualcuno che vuole fare un po’ di luce e viene ostacolato. Siamo di fronte ad uno scandalo." Stefano Zito, M5S Sicilia


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http://www.beppegrillo.it/2013/11/le_catene_del_debito_-_piero_ricca_intervista_francesco_gesualdi.html

Le catene del debito - Piero Ricca intervista Francesco Gesualdi

"In nome del debito vengono distrutti i nostri diritti. Ma davvero non abbiamo altra scelta che pagare impoverendoci? La soluzione è cominciare a occuparci tutti di debito pubblico. Esigere di aprire un grande dibattito su cause, soluzioni, prospettive. Con occhi nuovi. Con il coraggio di rimettere tutto in discussione, a partire dalla legittimità del debito". Così pensa Francesco Gesualdi, attivista e saggista, promotore di campagne su beni comuni, consumo critico, sviluppo sostenibile, fondatore del Centro nuovo modello di sviluppo e insieme ad Alex Zanotelli della Rete Lilliput. Negli ultimi anni ha incentrato la sua attività sulla questione del debito, cui ha dedicato il recente saggio "Le catene del debito - e come possiamo spezzarle" (Feltrinelli)." Piero Ricca

Piero Ricca: Francesco Gesualdi, governi nazionali, istituzioni europee e media mainstream ci dicono che non c'è alternativa all'austerità. Secondo lei?

Francesco Gesualdi: Già l'obbligo di mantenere il deficit al di sotto del 3% del Pil ci ha sottoposto a continui aumenti di tasse e tagli alle spese con gravi ripercussioni sociali. I numeri confermano un tasso di disoccupazione reale al 24% mentre il rischio povertà coinvolge una persona su tre. Ma col fiscal compact sarà la catastrofe perchè tasse e tagli dovranno crescere fino ad ottenere il pareggio di bilancio. Per di più il debito andrà dimezzato nel giro di 20 anni. Un salasso mortale che porterà al collasso socio-economico e alla totale demolizione della nostra casa comune. Con somma soddisfazione del capitale internazionale e delle multinazionali dei servizi, che finalmente potranno comprarsi le proprietà pubbliche a prezzi stracciati e potranno mettere definitivamente le mani su servizi appetitosi come l’acqua, i rifiuti, la sanità, la scuola.

PR: Per individuare un'alternativa, lei sostiene che il passo preliminare è un'analisi demistificatoria del debito. Che cosa intende?

FG: Dobbiamo mettere a fuoco che non ci siamo indebitati perché abbiamo vissuto al di sopra delle nostre possibilità, ma per i tassi di interesse che dal 1980 ci sono costati 2.230 miliardi di euro, per i privilegi fiscali che abbiamo accordato alle classi più ricche, per l’evasione che ammonta a 180 miliardi l’anno, per la corruzione che ci costa ogni anno 50 miliardi, per le spese inutili e dannose come l’alta velocità e l’acquisto degli F35. Perciò il primo passo da compiere è una grande indagine popolare per capire quale parte di debito è doveroso pagare perché creato a vantaggio del popolo e quale parte è nostro diritto ripudiare perché creato per arricchire banche, imprenditori d’assalto e politici assetati di potere. L’indagine non può essere affidata alla classe politica che ha prodotto il disastro. Può solo essere svolta dai cittadini organizzati in gruppi di lavoro. Esperienze in tal senso sono già in atto in Francia, Spagna, Belgio ed anche in Italia. A Parma un gruppo di cittadini ha ricostruito la genesi dei 900 milioni di debito che pesa sulla città. Chi volesse avviare un’esperienza analoga nel proprio territorio invii un messaggio a coord@cnms.it.

PR: Il dibattito sul debito, secondo lei, dovrebbe dunque uscire dalle stanze degli economisti. Ma davvero è possibile farsi un'opinione e proporre soluzioni su temi così complessi senza una cultura specialistica?

FG: Al di là dei linguaggi oscuri e dei tecnicismi che ci intimidiscono, i nodi politici del debito sono riconducibili a poche domande chiave. Dobbiamo tenere in maggiore considerazione l’interesse dei creditori o i diritti di tutti? Se uno stato è in difficoltà debbono pagare solo i cittadini o anche i creditori? La moneta deve essere gestita dal sistema bancario per il proprio arricchimento, o dai governi per il perseguimento della piena occupazione e altri obiettivi sociali? Non siamo deficienti: a queste domande, tutti dobbiamo e possiamo rispondere. L’avessimo fatto prima, invece di delegarle a economisti e politici, non ci troveremmo al punto in cui siamo. Avremmo evitato il disastro economico e salvato la democrazia.

PR: Vediamo in sintesi le possibili strategie alternative che lei propone. Quali sono le linee essenziali?

FG: Uno dei problemi del debito pubblico è che i creditori non sono gentiluomini che si accontentano del tasso di interesse pattuito. Agiscono attraverso la speculazione per strappare rese sempre più alte. Un vero gesto di pirateria dalla quale dobbiamo difenderci mettendo al bando la speculazione. Finalmente liberi dallo spread, dovremmo concentrarci sul capitale per mettere a punto un piano di abbattimento che non si basi sulle privatizzazioni, ma sull’annullamento del debito. Con due strategie. La prima: il ripudio del debito odioso accumulato per arricchire profittatori e banditi. La seconda: la ristrutturazione, che significa riduzione concordata del capitale da restituire, come ha già fatto la Grecia su consiglio della stessa Troika. Dunque non un’umiliazione di cui vergognarsi, ma una scelta di cui andare fieri di chi pone l’interesse comune al primo posto.

PR: Quali sono le principali misure d'emergenza a livello nazionale?

FG: La prima emergenza è ridurre gli interessi ricordandoci che sono una forma di redistribuzione alla rovescia: prendono a tutti per dare ai più ricchi. Le vie sono l’autoriduzione dei tassi di interesse e la lotta alla speculazione.

PR: Ma in concreto com'è possibile condurre questa lotta?

FG: Il problema non è tecnico, ma politico. Bisogna semplicemente avere il coraggio di dire che sui titoli del debito pubblico certe operazioni non sono possibili. Ossia sono proibite. Sui titoli di stato bisogna proibire tutte quelle operazioni che gli investitori compiono per arricchirsi sulle variazioni di prezzo, ma che hanno come effetto secondario l'aumento dei tassi di interesse. Più in particolare mi riferisco ai CDS (Credit Default Swap) che sono scommesse di tipo assicurativo, ai futures che sono vendite future di titoli che non si posseggono, alle vendite allo scoperto che consistono nella vendita di titoli avuti in prestito. Alchimie partorite da menti depravate, studiate per permettere agli speculatori di spillarsi soldi reciprocamente, come fanno i giocatori di carte. Ma se tutto questo deve compromettere il bene di un'intera nazione, allora a essere malati non sono solo loro, ma anche i politici che lo permettono.

PR: Quali riforme strutturali ritiene necessarie?

FG: Le principali sono la riforma fiscale per garantire allo stato entrate adeguate tassando i più ricchi e la riqualificazione della spesa per garantire alle spese sociali tutti i soldi che servono annullando ruberie, privilegi e spese inutili.

PR: E a livello europeo?

FG: La riforma più importante riguarda la Banca Centrale Europea. Da struttura privata che gestisce l’euro per assicurare profitti alle banche, deve trasformarsi in struttura pubblica che governa la moneta in un’ottica di promozione economica e sociale. Che significa essenzialmente due cose. La prima: immettere gratuitamente nel sistema tutta la liquidità necessaria per il buon funzionamento dell’economia. La seconda: fornire ai governi tutta la moneta che serve per raggiungere la piena occupazione e promuovere i servizi fondamentali.

PR: Lei parla anche di "recupero di sovranità monetaria per risolvere i problemi del debito", sicuro che arrivati a questo punto si possa reggere la fuoriuscita dalla zona Euro?

FG: Il mio orizzonte è quello europeo perché il debito è un problema comune che abbiamo interesse ad affrontare insieme, purché decidiamo che il nostro obiettivo non è la difesa dei creditori, ma dei cittadini. Del resto credo che i nazionalismi giovino solo al potere che spadroneggia meglio quando gli oppressi si considerano parti avverse solo perché appartengono a bandiere diverse. Credo in un progetto di unione europea basato sulla solidarietà e la cooperazione al servizio dei deboli. Per questo mi batto, sempre pronto a raccorciare il tiro se mi rendo conto di essere strumentalizzato da chi vuole solo rafforzare un’Europa al servizio dei forti. Al momento la sovranità monetaria a cui aspiro non è quella del ritorno alla lira, ma di permanenza nell’euro, magari non dei 17, ma dei soli paesi del Mediterraneo come propone il prof. Bruno Amoroso. Penso che il doppio euro potrebbe essere la via giusta per avviare un processo di riequilibro fra paesi forti e paesi deboli d’Europa e permettere ai paesi più indebitati di attuare politiche congiunte di riduzione del debito in sfida aperta col potere finanziario internazionale.

PR: Economisti ortodossi ed esponenti dell'establishment bollano come demagogia, populismo, ideologismo velleitario queste sue opinioni, che secondo loro porterebbero le nostre economie all'isolamento e al disastro. Lei come risponde?

FG: Al disastro ci siamo già e non per responsabilità dei no global, ma degli economisti di stretta fede mercantilista. Accecati dai loro dogmi si stanno rivelando un pericolo per tutti quanti. Ma per me e molti altri, questo sistema è fallito prima ancora che per i suoi intrinseci difetti di funzionamento, per i disastri umani, sociali e ambientali che ha provocato. Per questo, mentre avanziamo proposte per la riduzione immediata del danno, ricerchiamo formule per uscire definitivamente da questo sistema ed entrare in un altro ispirato a stabilità, sostenibilità, piena soddisfazione umana e sociale.

PR: Pensa che la prossima campagna elettorale per il rinnovo del parlamento europeo possa essere l'occasione per iniziare a "spezzare le catene del debito"?

FG: Assolutamente sì. Purché si capisca che i nostri nemici non sono gli operai tedeschi ma le banche e chiunque vuole lucrare sul debito pubblico.

PR: Ma con questa classe politica, questi partiti e questi rapporti di forza fra finanza, media e politica vede realistici spiragli di cambiamento?

FG: Questa classe politica fa schifo, ma non è inamovibile. Possiamo mandarla a casa, ma serve uno scatto di partecipazione. Lo stato di apatia, passività, obnubilamento in cui si trova gran parte della cittadinanza è l’aspetto che più mi preoccupa. Ma con l’impegno di chi ha conservato il pensiero critico possiamo dare una scossa non solo rifondando la politica, ma anche trasformandoci ognuno di noi in promotori di controinformazione. Per questo invito tutti ad aderire alla campagna “Debito pubblico decido anch’io”.

Il libro di Francesco Gesualdi: "Le catene del debito. E come possiamo spezzarle"

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http://www.beppegrillo.it/2013/11/lavorare_per_vivere_e_non_vivere_per_lavorare.html

Passaparola - Lavorare per vivere e non vivere per lavorare - di Angelo Consoli

Il Passaparola di Angelo Consoli, Direttore dell'Ufficio Europeo di Jeremy Rifkin

"In relazione ai punti di riferimento mondiali delle strategie economiche del M5S, va precisato che le idee espresse da economisti neo-Keynesiani come Stiglitz e Krugman sono molto interessanti perché sottolineano come le cure neo liberiste per il problema del debito sovrano siano non solo ingiuste, ma anche sbagliate perché mortificano le risorse e i talenti dell’Europa (il suo capitale umano, fisico e naturale), privilegiando gli interessi di gruppi finanziari a cui sono asserviti gli interessi dei cittadini, e determinano la svendita del patrimonio pubblico e dei beni comuni delle nazioni.
È interessante come Stiglitz sottolinei che "denunciare questo enorme spreco di risorse non può essere demagogia o populismo", e che l'Europa deve ritrovare una coerenza e una visione comune perchè non può "continuare a prestare soldi alle banche per salvare gli Stati e agli Stati per salvare le banche".
Paul Krugman è estremamente chiaro nel denunciare la inattendibilità dell'affidabilità di Paesi sovrani sui criteri delle agenzie di rating, che sono contraddittori e usati opportunisticamente per alimentare la speculazione. Non si capisce perché se la spesa sociale è il problema, i Paesi scandinavi, che hanno la spesa sociale più elevata del mondo, hanno tutti la tripla A, e se il problema è il debito, i Paesi più indebitati del mondo (Giappone e USA) godono di valutazioni elevate? Forte è il sospetto, ci ricorda Krugman, del conflitto di interessi, perché chi emette titoli speculativi contro i Paesi indebitati fa parte degli stessi gruppi delle agenzie che emettono le valutazioni, e perciò quei titoli possono farli salire o scendere con valutazioni interessate.
In questa situazione, ricorda sempre Stiglitz, "l’Unione monetaria ed economica dell’UE è stata concepita come uno strumento per arrivare ad un fine, non un fine in sé stesso. L’elettorato europeo sembra aver capito che, con le attuali disposizioni, l’euro sta mettendo a rischio gli stessi scopi per cui è stato in teoria creato".
Anche Jean-Paul Fitoussi concorda che l'Europa abbia preso un "colossale abbaglio" concentrandosi sulle finanze pubbliche e trascurando il problema urgente dell'impoverimento della gente con la disoccupazione che dilaga. Non si può non condividere la sua idea che "il rigore imposto dai tedeschi e l'austerity difesa da tutti i leader europei non sono serviti ad arginare la crisi, anzi, sembra abbiano peggiorato la situazione", e che "occorre rivedere dalle fondamenta la costruzione dell'euro, modificandone le basi ideologiche, e dando una scossa alla macchina europea". In altre parole, economia subordinata ai cittadini e non viceversa.
Condivisibile anche il rifiuto dell'ideologia secondo cui per preservare il potenziale di crescita economica va accettata una maggiore precarietà, in una logica mercantilistica in cui la finanza e i mercati si sostituiscono alla democrazia, fenomeno che Fitoussi chiama “l’impotenza della politica”, suggerendo di "restituire alla democrazia quel vigore che mai avrebbe dovuto perdere". Resta da vedere se tutto possa risolversi con "una banca centrale vera, eurobond, vigilanza bancaria unificata" come sembra suggerire Fitoussi, che ammette che bisogna inventare un nuovo futuro per individuare "compensazioni" fra soggetti vincitori e soggetti perdenti della globalizzazione e per questo è necessario chiamare "tutti i cittadini a discuterne apertamente sulla pubblica piazza".
Se queste visioni sono condivisibili, sul piano delle soluzioni concrete il nostro punto di riferimento rimane Jeremy Rifkin, secondo il quale "i regimi energetici determinano la forma e la natura delle civiltà: come sono organizzate, come vengono distribuiti i proventi della produzione e dello scambio, come viene esercitato il potere politico, e condotte le relazioni sociali." In altre parole, la crisi che siamo vivendo è la crisi della società creata dalla seconda rivoluzione industriale, basata sul petrolio e sulle fonti energetiche concentrate, che hanno creato una società altrettanto concentrata con ricchezza e potere nelle mani di una élite mondiale che condiziona tutte le scelte e la vita di tutti i cittadini. Questo modello ha prodotto ingiustizia sociale e danni ambientali che sono sotto gli occhi di tutti, ma soprattutto ha ormai raggiunto i limiti della propria entropia. In altre parole è diventato inefficiente.
Buttiamo via tonnellate di cibo ogni giorno mentre un bambino muore ogni tre secondi di malnutrizione; sprechiamo milioni di tonnellate d'acqua potabile per riscaldare le nostre case con i fossili o raffreddare le centrali nucleari e termoelettriche, consumiamo una bibita in 20 secondi per lasciare una bottiglietta di plastica nell'ambiente per 5 secoli, compriamo zucchine o grano cinesi per risparmiare, facendo morire l'agricoltura di qualità locale; immettiamo gas a effetto serra nell'atmosfera con conseguenze catastrofiche sul clima e anche sull'economia (il rapporto Stern del 2006 prevede una perdita fino al 20% del PIL mondiale).
Quando una cosa non funziona più si cambia.
Rifkin suggerisce una transizione dal ciclo fossile al ciclo solare, verso modelli energetici ispirati alle immutabili leggi della termodinamica solare e basati sulle tecnologie di terza rivoluzione industriale a bassa intensità finanziaria e alta intensità di lavoro. Questo permette di redistribuire la ricchezza dalla grande speculazione finanziaria (PIL concentrato) ai salari di milioni di lavoratori (PIL distribuito). Questa infrastruttura, che è l' "internet dell'energia", si basa su cinque pilastri (rinnovabili, idrogeno, smart grid, costruzioni a zero emissioni, trasporti a zero emissioni) per introdurre i quali bisogna far lavorare un sacco di gente. Sono posti di lavoro qualificati e legati al territorio, non soggetti al ricatto occupazionale della delocalizzazione. E soprattutto sono posti di lavoro che forniscono un redditto adeguato senza distruggere la vita sociale dell'uomo, per sua natura "animale empatico" che lasciano il tempo di occuparsi della vita personale, degli affetti, delle relazioni umane.

Perché si lavora per vivere, e non si vive per lavorare, e questo è un altro pilastro della visione di Rifkin, espresso nel libro "La fine del lavoro", che ridefinisce il concetto di lavoro davanti all'esaurirsi progressivo del lavoro nelle fabbriche (sostituito dall'automazione), e indica un futuro in cui i beni verranno prodotti dalle macchine mentre il lavoro dell'uomo sarà esclusivamente rivolto ai servizi verso l'altro uomo, conferendo dignità a lavori che oggi vengono considerati "volontariato" o "lavori socialmente utili" (cura dei bambini, assistenza a anziani e invalidi, valorizzazione del patrimonio culturale, servizi energetici integrati avanzati, educazione e istruzione, ricerca e sviluppo).

Questa è l'idea del futuro dell'Italia e dell'Europa. Il "Sogno Europeo" di cui scriveva Rifkin qualche anno fa per il momento è diventato un incubo. Questa idea non è compatibile con nessuna delle forze politiche tradizionali rassegnate a fare dell'Italia un hub del gas e delle trivellazioni petrolifere, che penalizza l'industria del solare e della green economy distribuita sul territorio imponendo assurde procedure burocratiche e regole instabili e mutevoli, che brucia risorse chiamandole "rifiuti", che favorisce le speculazioni finanziarie sulle derrate alimentari come sui derivati, praticate da tutte le banche con la complicità della politica, invece che obbligare le banche italiane a investire nel talento locale, nell'efficienza energetica e nelle tecnologie solari che garantiscono un ritorno rapido degli investimenti. Una politica che si rassegna a vendere al miglior offerente la nostra intelligenza, facendo emigrare i talenti o invogliando le multinazionali a investimenti in Italia che alla fine convengono solo a loro, promettendo forza lavoro qualificata "flessibile" (cioè precaria) e svendendo loro i nostri beni comuni.
Dobbiamo ripartire dalla valorizzazione dell'essere umano e dalla biosfera che ci ospita promuovendo sul territorio modelli economici che vadano verso una riduzione graduale dell'entropia.
Pratiche commerciali a rifiuti zero, pratiche energetiche e industriali a emissioni zero e pratiche alimentari a chilometro zero, secondo il modello del manifesto Territorio Zero che mette in sinergia le visioni di Jeremy Rifkin, Paul Connett e Carlo Petrini, possono rapidamente creare sviluppo e occupazione e nuovi contratti per le piccole e medie imprese locali legate al territorio, che praticano standard di profitto accettabili e etici, senza pratiche corruttive, anticipando la terza rivoluzione industriale e diventando leder mondiali. Si può fare!" Angelo Consoli, Direttore dell'Ufficio Europeo di Jeremy Rifkin, Fondatore e Presidente del CETRI-TIRES

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