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Topics - vani

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guardiamo la città  con occhi di donna

11 APRILE 2014 - ORE 20.30

presso Centro La Porta, viale Papa Giovanni XXIII n. 30, Bergamo



 

Presentazione di proposte per la città

elezioni comunali 2014

 

Le donne (e non solo) sono invitate a partecipare, a conoscere e a condividere.

 

donneperbergamo@gmail.com



Presentazione di proposte per la città, in vista delle elezioni comunali 2014

Le donne (e non solo) sono invitate a partecipare, a conoscere e a condividere

Donne per Bergamo

https://www.facebook.com/pages/Donne-per-Bergamo-x-Bergamo-per-le-Donne/715972405113874


Ma come si fa a guardare qualcosa lasciando da parte l’io? Di chi sono gli occhi che guardano? Di solito si pensa che l’io sia uno che sta affacciato ai propri occhi come al davanzale di una finestra e guarda il mondo che si distende in tutta la sua vastità lì davanti a lui. Dunque: c’è una finestra che s’affaccia sul mondo. Di là c’è il mondo; e di qua? Sempre il mondo: cos’altro volete che ci sia? Con un piccolo sforzo di concentrazione Palomar riesce a spostare il mondo da lì davanti e a sistemarlo affacciato al davanzale. Allora, fuori dalla finestra, cosa rimane? Il mondo anche lì, che per l’occasione si è sdoppiato in mondo che guarda e mondo che è guardato. E lui, detto anche “io”, cioè il signor Palomar? Non è anche lui un pezzo di mondo che sta guardando un altro pezzo di mondo? Oppure, dato che c’è mondo  di qua e mondo di là della finestra, forse l’io non è altro che la finestra attraverso la quale il mondo guarda il mondo.(da Palomar, di Italo  Calvino )




Donne per Bergamo, Bergamo per le donne
la città che noi vogliamo, le nostre proposte


L'iniziativa è partita a settembre 2013 da due associazioni di donne presenti già nella nostra città :
- “SeNonOraQuando? Bergamo” e
- “Politeia- Laboratorio donne e politica”
 che si occupano della città per sostenere e promuoverne
una vivibilità a misura di donne.

L'obiettivo di questa iniziativa è stato quello di
- preparare un documento-manifesto che, proprio a partire dai bisogni, dalle necessità e dai desideri delle donne che nella città abitano, vivono, lavorano, si muovono  e
-presentare proposte utili a rendere Bergamo una città che offra a tutte (e tutti) benessere e qualità della vita.
Affinché questo documento sia significativo, siamo convinte che debba raccogliere le voci di tutte le donne nei loro vari ruoli (di single, di madri con figli di età diverse, di generazioni diverse, di locali e straniere, di lavoratrici dentro e fuori casa), perché ognuna chiede alla città di rispondere positivamente a bisogni diversi e concreti.

Noi donne attiviste e impegnate politicamente a  Bergamo siamo state coinvolte a partecipare a questo lavoro condiviso con le altre donne che trasversalmente partecipano alla vita politica nella nostra città.


Sono stati trattati i  temi della cura, dei tempi, della mobilità, della sicurezza ,approfonditi e rilanciati con forza non solo durante il periodo della campagna elettorale, ma con il preciso obiettivo che entrino a far parte del programma amministrativo di chi governerà la nostra città.

Il documento verrà poi proposto ufficialmente ai candidati/candidate sindaci/sindache e presentato a tutta la città
in un ulteriore incontro pubblico il pomeriggio del 17 maggio 2014 al Quadriportico del Sentierone


Nostro desiderio è che questo lavoro che abbiamo intrapreso raccolga ed esprima la voce del maggior numero possibile di donne e che sia un impegno preciso per chi andrà a governare prossimamente la nostra città.

Vi  aspettiamo  numerosi/e


( resto a disposizione per informazioni, Vanila   vanilagotti@gmail.com )




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http://www.change.org/it/petizioni/on-andrea-orlando-ministro-dell-ambiente-proibisca-l-utilizzo-dei-soffiatori-a-benzina-e-regolamenti-l-uso-delle-attrezzature-similari?utm_source=guides&utm_medium=email&utm_campaign=petition_created

cosa ne pensate ?


on. Andrea Orlando, Ministro dell'Ambiente: Proibisca l'utilizzo dei soffiatori a benzina, e regolamenti l'uso delle attrezzature similari.

        Valentina Dolciotti       
        BERGAMO, Italy

Ci sono cambiamenti grandi e cambiamenti piccoli. Questo è piccolo, ma ha raggiunto un livello di assurdità tale da renderne le dimensioni spropositate.

OGNI GIORNO, TUTTI I GIORNI dell'anno salvo Natale, Pasqua e Capodanno (offrendo un servizio pari quasi al Trasporto Pubblico, laddove funzioni) nei giardini -condominiali o privati- delle nostre città, un uomo o una donna, addetti alle pulizie o semplici e maniacali curatori del proprio giardino, soffiano via le foglie.

Questo gesto, che pare piccolo, romantico e quasi curativo per le preoccupazioni che attanagliano l'anima di tutti/e...non lo è affatto.

I SOFFIATORI, IN PARTICOLARE QUELLI A BENZINA, SONO UN'ASSURDITA' che viene perpetrata (e anche un po' perpetuata) tutte le sante mattine, inspiegabilmente e irragionevolmente. In un mondo in cui si fa di tutto (o almeno così dicono) per non inquinare, per ridurre le emissioni, per rispettare l'ambiente, per abbassare l'inquinamento acustico, per coabitare pacificamente, i SOFFIATORI A BENZINA : INQUINANO, CONSUMANO (EMISSIONI GAS AD ALTEZZA BIMBO/A), SCARICANO, COSTANO, PUZZANO, FANNO TANTISSIMO RUMORE (VENTOLA E MOTORE), PRODUCONO SPORCO, NON POSSONO ESSERE DEPOSITATI IN LUOGHI CHIUSI, PESANO.  PERCHE' USARLI???

E INVECE Vengono utilizzati tutte le mattine, tutte!, in autunno, quando le foglie sui marciapiedi e nei cortili sono tantissime, certo; in inverno, tutte le mattine! quando qualche residuo della stagione passata è rimasto a colorare le strade; in primavera, racimolando se va bene mozziconi di sigarette; in estate, naturalmente tutti i giorni, sotto il sole cocente, accumulando qualche stecchetto di ghiacciolo. Mentre lo scrivo suona così folle che se non l'avessi verificato, stenterei io stessa a crederlo.

Quando ero bambina, c'erano altrettante foglie sugli alberi (forse più), e le case avevano altrettanti giardini (forse più), ma questa pazzia rumorosa e inquinante non era diffusa. In autunno le foglie stavano nei prati, sui marciapiedi, nelle aiuole, ci si correva dentro, ogni tanto con il rastrello si raccoglievano e accumulavano in un angolo. Certo non tutte le mattine, certo non d'estate, certo non rendendola un'attività di cui tutto il circondario si accorgeva mentre veniva svolta.

SIA CHIARO, NON MI RIFERISCO AGLI ADDETTI COMUNALI CHE PULISCONO LE STRADE CON CADENZA STABILITA, O ALLE NECESSITA' di VIVAI, FRUTTETI, ECC, DI UTILIZZARE ATTREZZATURE ADEGUATE O INFINE A COLORO CHE USANO IL BUON SENSO PER REGOLARE LE PROPRIE AZIONI... MI RIFERISCO ALL'UTILIZZO SMODATO E INCONTROLLABILE DI SINGOLI CITTADINI/E CHE SENZA NESSUN RISPETTO DI ORARIO, CONVIVENZA, DECENZA, PERSEVERANO NEL CURARE E RICAMARE IL PROPRIO GIARDINO, METAFORICAMENTE E NON, A DISCAPITO DEL RESTO DEL PIANETA.

CHIEDO QUINDI CHE L'UTILIZZO DEI SOFFIATORI A BENZINA VENGA ASSOLUTAMENTE BANDITO, SUBITO! E VENGA CONTEMPORANEAMENTE REGOLAMENTATO IN MANIERA CHIARA, LINEARE, SEMPLICE E SOPRATTUTTO INTELLIGENTE L'UTILIZZO DEGLI ALTRI APPARECCHI (SOFFIATORI ELETTRICI, A BATTERIA, ECC...) AD USO DEI PRIVATI.

grazie



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M5S : Abbiamo l'esperienza per governare- video

https://www.facebook.com/photo.php?v=10152068572544351

http://www.beppegrillo.it/movimento/parlamento/2013/12/il-discorso-sulla-fiducia-di-alessandro-di-battista.html

Per nulla al mondo daremo la fiducia a questo governo ma non per le sue indecenze, per le tasse aumentate, per la guerra che continuate a combattere in Afghanistan, per aver acquistato cacciabombardieri quando i cittadini fuori da questo palazzo, che sembra Versailles, muoiono di fame, per aver continuato a leccare i piedi all'Europa e alla banche... no non è questo, non è più soltanto questo.
Abbiamo scoperto che non siete voi quelli che contano davvero.
Che non siete voi quella casta dall'intelligenza sopraffina e dal potere immenso che credevamo di incontrare una volta entrati nelle istituzioni.
 Non siete voi a decidere, voi siete mediocri esecutori di ordini altrui.
 
E non parlo degli ordini del Presidente Napolitano, un Presidente che voi avete eletto per la seconda volta, mai successo nella storia della Repubblica, un Presidente entrato in Parlamento che Stalin era ancora vivo, un presidente che era ministro degli interni quando venivano occultate le confessioni del camorrista Schiavone sulla Terra dei Fuochi, confessioni che il M5S ha fatto desecretare per salvare in Campania la vita a 4 milioni di cittadini avvelenati dai rifiuti tossici e dalle menzogne dei partiti!

No, parlo di poteri diversi che stanno dietro il governo e dietro allo stesso PD, parlo della casta vera, dei funzionari, dei burocrati e dei lobbisti che determinano le scelte dei partiti e dei ministri.

Pensavamo che la pressione esercitata dalla lobby Ligresti sul Ministro Cancellieri o quella dell'ENI su Alfano riguardo al caso Shalabayeva fossero scandali assoluti. No, è la prassi. In questi giorni il M5S ha scoperto e denunciato, perché in Italia ci sono cittadini come noi che detestano l'omertà, l'infestazione di questo palazzo, Tempio della legge o casa della buona politica come ama definirla la Presidente, da parte di mercanti venuti a piazzare markette per conto dei veri padroni dei partiti.

Nel PD non comandano i D'Alema, i Bersani, i Renzi o i Franceschini, questi personaggi sono gregari, sottoposti, subordinati. Oggi il PD lo comanda l'Ingegner De Benedetti che, per risolvere i guai delle proprie aziende esattamente come fece Berlusconi nel 94' scende in politica muovendo i fili di Renzi. Il PD dopo aver salvato le aziende di berlusconi prova a fare lo stesso con quelle di De Benedetti. Ingegnere, si faccia eleggere, faccia le primarie e venga qui dentro, non mandi i suoi lobbisti o i sindaci assenteisti!

Il PD e' in evidente stato confusionale, e lo credo bene, ha eletto un segretario che dopo essere stato ad Arcore va, regolarmente, negli uffici di De Benedetti a ritirare il compitino.
Siete in totale disordine mentale. Approvate una legge contro i comuni che combattono il gioco d'azzardo e poi dite che è una porcata e la ritirate, inserite in questo decreto, il Salva Roma, una norma per privatizzare i servizi tra cui l'acqua e poi tornate indietro, votate l'emendamento Fraccaro del M5S che combatte lo strapotere dei palazzinari e poi provate, di nascosto, a cancellarlo in ogni modo.
 È dall'inizio della legislatura che il M5S combatte in Parlamento per cancellare lo scandalo degli affitti d'oro dei palazzi del potere. Come Palazzo Marini, che Luciano Violante, presidente della Camera, ha affittato nel 1997 al prezzo di 26 milioni di euro l'anno sottoscrivendo dei contratti senza clausola di recesso con il gentelmen romano, suo compagno di affarucci, Scarpellini. Meglio noto come "er cavallaro". Ad oggi Palazzo Marini è costato ai cittadini 444 milioni di euro.
 Uno spreco vergognoso. Dopo 15 anni siamo riusciti dove tutti avevano fallito o avevano finto di provarci. Lo Stato con questa nostra proposta potrebbe risparmiare 12 miliardi.
Ma il Pd ha provato a farla saltare due volte. Come sempre queste porcate la casta le fa sotto le feste di Natale o a Ferragosto. Quando vi abbiamo scoperti siete tornati sui vostri passi con la coda tra le gambe. Ora vi avvisiamo, o sistemate questa indecenza e riapprovate questa norma del M5S o comprate cotechino e lenticchie perché vi facciamo passare il capodanno qua dentro!

A questo ci avete costretto. Quando otteniamo dei risultati è solo calcando la mano, mai perché anche a voi interessa davvero il bene collettivo. Vi diciamo o passa il taglio alle auto blu o facciamo ostruzionismo, o combattiamo i palazzinari o passate Natale in aula, o la smettete di violentare la costituzione, voi ciurma di nominati entrati con un premio di maggioranza anticostituzionale, o noi cittadini occupiamo il tetto della Camera! Solo cosi' riusciamo ad ottenere dei risultati per i cittadini.

Ma alla luce di tutto questo, dei De Benedetti, dei lobbisti colti in fragrante mentre la Presidente accompagnava alti prelati a passeggio per i corridoi di Montecitorio e magari tesseva le lodi di Francesco, del Santo o del Papa, uomini che avrebbero provato ribrezzo nel vedere come mercanteggiavate qui a Palazzo durante l'approvazione della legge di stabilità, beh alla luce di tutto questo, delle norme che escono dalla una porta e rientrano di notte dalla finestre a vostra insaputa grazie, appunto, al lavoro sporco di burocrati senza nome, alla luce di tutto questo voi colleghi della maggioranza siete sicuri di sapere sempre cosa state votando? E poi avete l'insolenza di accusare il M5S di essere comandato dall'alto... senti chi parla!

La verità, e sono felice di avere la libertà e il provilegio di dirlo in aula, è che chi ha finanziato le vostre campagne elettorali vi chiede sempre qualcosa in cambio. Hey, Onorevole, complimenti per l'elezione... ora ricordati di me, ho dato 100.000 euro al partito non lo scordare. Noi possiamo anche sbagliare, tutti sbagliano anche se aspettiamo ancora che un giornalista critichi una nostra proposta di legge, un nostro emendamento, un NOSTRO VOTO, ma comunque siamo liberi. Non abbiamo alcun desiderio di fare carriere politiche, non abbiamo investito migliaia di euro in campagne elettorali, non pensiamo che la politica sia un lavoro è servizio civile da fare durante un tempo limitato della nostra vita per poi tornare al proprio lavoro come tutti gli altri cittadini. E poi non ci interessano i soldi, per questo ci siamo tagliati i nostri stipendi e stiamo versando milioni di euro in un fondo per sostenere le piccole imprese italiane. Fatelo anche voi, copiateci, ricalcateci, scimmiottateci, prendetevi i meriti se volete, ma fate altrimenti il vostro immobilismo vi farà evaporare!

I cittadini nelle istituzioni, noi del M5S siamo entrati 8 mesi fa, 8 mesi, nessuno di noi era mai stato eletto, non dico alla Camera, ma in nessun consiglio comunale italiano. Ci chiamavano gli inesperti ma abbiamo dato, avendo tutti quanti contro, lezioni di etica, di coerenza e spesso anche di stratega politica.

Abbiamo tutti quanti contro, il Presidente della Repubblica che ci manca di rispetto, Letta che nei suoi discorsi in Parlamento al posto di parlarci delle sue idee attacca il M5S, abbiamo contro la mafia, la massoneria, gran parte del sistema mediatico, un'industria della menzogna tenuta in piedi dai soldi dello Stato, pensate noi cittadini paghiamo molti giornalisti per mentirci, abbiamo contro tutti i partiti, dalla cosiddetta sinistra con il portafogli a destra a Forza Italia che qualcuno vuole far credere che abbia qualcosa a che fare con noi. Speranza del PD usa queste frottole, si dimentica Speranza che governa con Alfano, un emissario di berlusconi all'interno della maggioranza. Speranza si occupasse di smentire la denuncia che abbiamo riguardo al lobbista che gli impone la modifica delle sue proposte, non l'ha ancora fatto ne lui ne il lobbista. O smentisce portando prove o si dimettesse, il Parlamento tanto non si accorgerebbe della sua assenza. Abbiamo contro i vertici dei sindacati, quei sindacati che si sono genuflessi davanti al potere i cui segretari, dalla Polverini a Cofferati passando per Epifani fanno tutti, casualmente, carriere politiche. Abbiamo contro l'europa che ci definisce populisti perché prima di dare si soldi alla Banca Centrale Europea e rispettare accordi presi all'insaputa dei cittadini vogliamo dare un lavoro, una casa e un futuro al popolo in difficoltà.

Contro tutto e tutti e in 8 mesi abbiamo:

fatto decadere l'ex Senatore Berlusconi grazie al voto palese al Senato, con il voto segreto sapete tutti che Berlusconi si sarebbe comprato qualcuno di voi come sempre ha fatto!
Abbiamo salvato la costituzione dallo scempio della deroga all'art 138,
abbiamo rifiutato i rimborsi elettorali mentre voi parlate di leggi, leggine, leggette. Ridate ai soldi ai cittadini, vendete le vostre proprietà e ridateci i 2,7 miliardi di euro che vi siete intascati, FUORI la grana!
Grazie al nostro Presidente Fico abbiamo scoperto i favori che la RAI fa a Comunione e Liberazione e abbiamo cancellato un contratto da 700.000 euro
Abbiamo smascherato le vostre leggi truffa sulle false abolizioni delle province e del finanziamento ai partiti;
abbiamo, in questa settimana, salvato i comuni che vogliono combattere le slot machine;
abbiamo, in questa settimana, salvato il referendum sull'acqua pubblica dai vostri indecenti tentativi di privatizzare;
abbiamo rinunciato a tutti i nostri privilegi, non abbiamo un'auto blu anzi ve le stiamo togliendo una ad una;
abbiamo fatto approvare una legge che inserisce i reati ambientali nel codice penale. Voi neppure l'avevate pensata durante la discussione delle mozioni sulla Terra dei Fuochi.
Abbiamo in 8 mesi abbattuto Bersani e Monti, responsabili quanto Berlusconi delle tragedie che vive il popolo italiano.
Abbiamo dimostrato che la politica si può fare senza i soldi dei cittadini mentre a voi interessano solo quelli. La vita è molto altro, che pensate, che il denaro ve lo potrete portare anche all'altro mondo? Le casse da morto con le casseforti incorporate non le hanno ancora inventate grazie a Dio.
Abbiamo dimostrato che la coerenza è un valore e che l'onestà è una virtu'.

Ed è sull'onestà che il M5S intende costruire una nuova Italia, ed è possibile, la vittoria è dietro l'angolo ma possiamo farcela a patto che tutti i cittadini facciano la loro parte. Mi rivolgo a tutti i cittadini, noi parlamentari, vostri dipendenti del M5S da soli non ce la facciamo! E' impossibile. Abbiamo a che fare con poteri forti, molto forti, con uno Stato incancrenito dal malaffare e dall'ipocrisia dilagante. C'è bisogno di tutti voi ma ce la possiamo fare. Però svegliamoci, gli illusionisti sono colpevoli, ma chi si lascia illudere è altrettanto responsabile. Il tempo della delega, dei salvatori della Patria pompati dalle televisioni, il tempo del "vediamo se con lui cambia qualcosa" è FINITO! Nessuno ci salverà a parte noi stessi. Ma ce la faremo, siamo entrati con il TUTTI a casa, ora è già vecchio, abbiamo dimostrato di saper smascherare le indecenze del governo, non sapete quanto tempo passiamo a leggere e rileggere fino all'ultima riga i decreti che arrivano. Ci siamo formati, anche se sono passati solo 8 mesi, abbiamo già acquisito l'esperienza per governare questo Paese ridotto in macerie e rilanciare un nuovo rinascimento che farà diventare l'Italia la nazione più bella del mondo.


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Bergamo: Salute e Sanità / La Sanità allergica alla trasparenza del M5S
« il: Novembre 15, 2013, 23:57:39 pm »
http://www.beppegrillo.it/2013/11/la_sanita_allergica_alla_trasparenza_del_m5s.html

"La copiosa, incessante e sistematica sequenza di richiesta di accesso agli atti esercitata senza soluzione di continuo dalla S.V. sin dal Suo insediamento, che non trova precedenti nella storia di questa Azienda, sta mettendo davvero a dura prova gli uffici ormai impegnati da mesi in una estenuante ricerca di atti e di elaborazione di dati e di relazioni che rischia di intralciare le attività istituzionali ed il buon andamento della pubblica amministrazione".

Questa è la risposta (guarda il documento originale) che viene dall’ASP8 (Azienda Sanitaria Provinciale) di Siracusa a seguito di una mia serie di richieste di accesso agli atti, la prima l’ho fatta il 6 di Dicembre 2012.
 Sto aspettando una risposta da 11 mesi, ma ci sono anche richieste che aspettano da 10, 9 e 7 mesi. In alcuni chiedevo gli atti di nomina, in altre chiedevo chiarimenti sullo spostamento del personale, soprattutto dai reparti agli uffici, in altre ancora dei chiarimenti sull’utilizzo di Tac e Pet, per capire se il motivo delle lunghe liste d’attesa dipenda da una carenza di personale o da una cattiva gestione di questi apparecchi, ed ancora provvedimenti disciplinari e altri chiarimenti.
 Le mie richieste non trovano precedenti nella storia dell’ASP, infine il documento si conclude dicendo che le mie richieste non posso essere esaudite. Ogni tanto c’è qualcuno che vuole fare un po’ di luce e viene ostacolato. Siamo di fronte ad uno scandalo." Stefano Zito, M5S Sicilia


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http://www.beppegrillo.it/2013/11/le_catene_del_debito_-_piero_ricca_intervista_francesco_gesualdi.html

Le catene del debito - Piero Ricca intervista Francesco Gesualdi

"In nome del debito vengono distrutti i nostri diritti. Ma davvero non abbiamo altra scelta che pagare impoverendoci? La soluzione è cominciare a occuparci tutti di debito pubblico. Esigere di aprire un grande dibattito su cause, soluzioni, prospettive. Con occhi nuovi. Con il coraggio di rimettere tutto in discussione, a partire dalla legittimità del debito". Così pensa Francesco Gesualdi, attivista e saggista, promotore di campagne su beni comuni, consumo critico, sviluppo sostenibile, fondatore del Centro nuovo modello di sviluppo e insieme ad Alex Zanotelli della Rete Lilliput. Negli ultimi anni ha incentrato la sua attività sulla questione del debito, cui ha dedicato il recente saggio "Le catene del debito - e come possiamo spezzarle" (Feltrinelli)." Piero Ricca

Piero Ricca: Francesco Gesualdi, governi nazionali, istituzioni europee e media mainstream ci dicono che non c'è alternativa all'austerità. Secondo lei?

Francesco Gesualdi: Già l'obbligo di mantenere il deficit al di sotto del 3% del Pil ci ha sottoposto a continui aumenti di tasse e tagli alle spese con gravi ripercussioni sociali. I numeri confermano un tasso di disoccupazione reale al 24% mentre il rischio povertà coinvolge una persona su tre. Ma col fiscal compact sarà la catastrofe perchè tasse e tagli dovranno crescere fino ad ottenere il pareggio di bilancio. Per di più il debito andrà dimezzato nel giro di 20 anni. Un salasso mortale che porterà al collasso socio-economico e alla totale demolizione della nostra casa comune. Con somma soddisfazione del capitale internazionale e delle multinazionali dei servizi, che finalmente potranno comprarsi le proprietà pubbliche a prezzi stracciati e potranno mettere definitivamente le mani su servizi appetitosi come l’acqua, i rifiuti, la sanità, la scuola.

PR: Per individuare un'alternativa, lei sostiene che il passo preliminare è un'analisi demistificatoria del debito. Che cosa intende?

FG: Dobbiamo mettere a fuoco che non ci siamo indebitati perché abbiamo vissuto al di sopra delle nostre possibilità, ma per i tassi di interesse che dal 1980 ci sono costati 2.230 miliardi di euro, per i privilegi fiscali che abbiamo accordato alle classi più ricche, per l’evasione che ammonta a 180 miliardi l’anno, per la corruzione che ci costa ogni anno 50 miliardi, per le spese inutili e dannose come l’alta velocità e l’acquisto degli F35. Perciò il primo passo da compiere è una grande indagine popolare per capire quale parte di debito è doveroso pagare perché creato a vantaggio del popolo e quale parte è nostro diritto ripudiare perché creato per arricchire banche, imprenditori d’assalto e politici assetati di potere. L’indagine non può essere affidata alla classe politica che ha prodotto il disastro. Può solo essere svolta dai cittadini organizzati in gruppi di lavoro. Esperienze in tal senso sono già in atto in Francia, Spagna, Belgio ed anche in Italia. A Parma un gruppo di cittadini ha ricostruito la genesi dei 900 milioni di debito che pesa sulla città. Chi volesse avviare un’esperienza analoga nel proprio territorio invii un messaggio a coord@cnms.it.

PR: Il dibattito sul debito, secondo lei, dovrebbe dunque uscire dalle stanze degli economisti. Ma davvero è possibile farsi un'opinione e proporre soluzioni su temi così complessi senza una cultura specialistica?

FG: Al di là dei linguaggi oscuri e dei tecnicismi che ci intimidiscono, i nodi politici del debito sono riconducibili a poche domande chiave. Dobbiamo tenere in maggiore considerazione l’interesse dei creditori o i diritti di tutti? Se uno stato è in difficoltà debbono pagare solo i cittadini o anche i creditori? La moneta deve essere gestita dal sistema bancario per il proprio arricchimento, o dai governi per il perseguimento della piena occupazione e altri obiettivi sociali? Non siamo deficienti: a queste domande, tutti dobbiamo e possiamo rispondere. L’avessimo fatto prima, invece di delegarle a economisti e politici, non ci troveremmo al punto in cui siamo. Avremmo evitato il disastro economico e salvato la democrazia.

PR: Vediamo in sintesi le possibili strategie alternative che lei propone. Quali sono le linee essenziali?

FG: Uno dei problemi del debito pubblico è che i creditori non sono gentiluomini che si accontentano del tasso di interesse pattuito. Agiscono attraverso la speculazione per strappare rese sempre più alte. Un vero gesto di pirateria dalla quale dobbiamo difenderci mettendo al bando la speculazione. Finalmente liberi dallo spread, dovremmo concentrarci sul capitale per mettere a punto un piano di abbattimento che non si basi sulle privatizzazioni, ma sull’annullamento del debito. Con due strategie. La prima: il ripudio del debito odioso accumulato per arricchire profittatori e banditi. La seconda: la ristrutturazione, che significa riduzione concordata del capitale da restituire, come ha già fatto la Grecia su consiglio della stessa Troika. Dunque non un’umiliazione di cui vergognarsi, ma una scelta di cui andare fieri di chi pone l’interesse comune al primo posto.

PR: Quali sono le principali misure d'emergenza a livello nazionale?

FG: La prima emergenza è ridurre gli interessi ricordandoci che sono una forma di redistribuzione alla rovescia: prendono a tutti per dare ai più ricchi. Le vie sono l’autoriduzione dei tassi di interesse e la lotta alla speculazione.

PR: Ma in concreto com'è possibile condurre questa lotta?

FG: Il problema non è tecnico, ma politico. Bisogna semplicemente avere il coraggio di dire che sui titoli del debito pubblico certe operazioni non sono possibili. Ossia sono proibite. Sui titoli di stato bisogna proibire tutte quelle operazioni che gli investitori compiono per arricchirsi sulle variazioni di prezzo, ma che hanno come effetto secondario l'aumento dei tassi di interesse. Più in particolare mi riferisco ai CDS (Credit Default Swap) che sono scommesse di tipo assicurativo, ai futures che sono vendite future di titoli che non si posseggono, alle vendite allo scoperto che consistono nella vendita di titoli avuti in prestito. Alchimie partorite da menti depravate, studiate per permettere agli speculatori di spillarsi soldi reciprocamente, come fanno i giocatori di carte. Ma se tutto questo deve compromettere il bene di un'intera nazione, allora a essere malati non sono solo loro, ma anche i politici che lo permettono.

PR: Quali riforme strutturali ritiene necessarie?

FG: Le principali sono la riforma fiscale per garantire allo stato entrate adeguate tassando i più ricchi e la riqualificazione della spesa per garantire alle spese sociali tutti i soldi che servono annullando ruberie, privilegi e spese inutili.

PR: E a livello europeo?

FG: La riforma più importante riguarda la Banca Centrale Europea. Da struttura privata che gestisce l’euro per assicurare profitti alle banche, deve trasformarsi in struttura pubblica che governa la moneta in un’ottica di promozione economica e sociale. Che significa essenzialmente due cose. La prima: immettere gratuitamente nel sistema tutta la liquidità necessaria per il buon funzionamento dell’economia. La seconda: fornire ai governi tutta la moneta che serve per raggiungere la piena occupazione e promuovere i servizi fondamentali.

PR: Lei parla anche di "recupero di sovranità monetaria per risolvere i problemi del debito", sicuro che arrivati a questo punto si possa reggere la fuoriuscita dalla zona Euro?

FG: Il mio orizzonte è quello europeo perché il debito è un problema comune che abbiamo interesse ad affrontare insieme, purché decidiamo che il nostro obiettivo non è la difesa dei creditori, ma dei cittadini. Del resto credo che i nazionalismi giovino solo al potere che spadroneggia meglio quando gli oppressi si considerano parti avverse solo perché appartengono a bandiere diverse. Credo in un progetto di unione europea basato sulla solidarietà e la cooperazione al servizio dei deboli. Per questo mi batto, sempre pronto a raccorciare il tiro se mi rendo conto di essere strumentalizzato da chi vuole solo rafforzare un’Europa al servizio dei forti. Al momento la sovranità monetaria a cui aspiro non è quella del ritorno alla lira, ma di permanenza nell’euro, magari non dei 17, ma dei soli paesi del Mediterraneo come propone il prof. Bruno Amoroso. Penso che il doppio euro potrebbe essere la via giusta per avviare un processo di riequilibro fra paesi forti e paesi deboli d’Europa e permettere ai paesi più indebitati di attuare politiche congiunte di riduzione del debito in sfida aperta col potere finanziario internazionale.

PR: Economisti ortodossi ed esponenti dell'establishment bollano come demagogia, populismo, ideologismo velleitario queste sue opinioni, che secondo loro porterebbero le nostre economie all'isolamento e al disastro. Lei come risponde?

FG: Al disastro ci siamo già e non per responsabilità dei no global, ma degli economisti di stretta fede mercantilista. Accecati dai loro dogmi si stanno rivelando un pericolo per tutti quanti. Ma per me e molti altri, questo sistema è fallito prima ancora che per i suoi intrinseci difetti di funzionamento, per i disastri umani, sociali e ambientali che ha provocato. Per questo, mentre avanziamo proposte per la riduzione immediata del danno, ricerchiamo formule per uscire definitivamente da questo sistema ed entrare in un altro ispirato a stabilità, sostenibilità, piena soddisfazione umana e sociale.

PR: Pensa che la prossima campagna elettorale per il rinnovo del parlamento europeo possa essere l'occasione per iniziare a "spezzare le catene del debito"?

FG: Assolutamente sì. Purché si capisca che i nostri nemici non sono gli operai tedeschi ma le banche e chiunque vuole lucrare sul debito pubblico.

PR: Ma con questa classe politica, questi partiti e questi rapporti di forza fra finanza, media e politica vede realistici spiragli di cambiamento?

FG: Questa classe politica fa schifo, ma non è inamovibile. Possiamo mandarla a casa, ma serve uno scatto di partecipazione. Lo stato di apatia, passività, obnubilamento in cui si trova gran parte della cittadinanza è l’aspetto che più mi preoccupa. Ma con l’impegno di chi ha conservato il pensiero critico possiamo dare una scossa non solo rifondando la politica, ma anche trasformandoci ognuno di noi in promotori di controinformazione. Per questo invito tutti ad aderire alla campagna “Debito pubblico decido anch’io”.

Il libro di Francesco Gesualdi: "Le catene del debito. E come possiamo spezzarle"

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http://www.beppegrillo.it/2013/11/lavorare_per_vivere_e_non_vivere_per_lavorare.html

Passaparola - Lavorare per vivere e non vivere per lavorare - di Angelo Consoli

Il Passaparola di Angelo Consoli, Direttore dell'Ufficio Europeo di Jeremy Rifkin

"In relazione ai punti di riferimento mondiali delle strategie economiche del M5S, va precisato che le idee espresse da economisti neo-Keynesiani come Stiglitz e Krugman sono molto interessanti perché sottolineano come le cure neo liberiste per il problema del debito sovrano siano non solo ingiuste, ma anche sbagliate perché mortificano le risorse e i talenti dell’Europa (il suo capitale umano, fisico e naturale), privilegiando gli interessi di gruppi finanziari a cui sono asserviti gli interessi dei cittadini, e determinano la svendita del patrimonio pubblico e dei beni comuni delle nazioni.
È interessante come Stiglitz sottolinei che "denunciare questo enorme spreco di risorse non può essere demagogia o populismo", e che l'Europa deve ritrovare una coerenza e una visione comune perchè non può "continuare a prestare soldi alle banche per salvare gli Stati e agli Stati per salvare le banche".
Paul Krugman è estremamente chiaro nel denunciare la inattendibilità dell'affidabilità di Paesi sovrani sui criteri delle agenzie di rating, che sono contraddittori e usati opportunisticamente per alimentare la speculazione. Non si capisce perché se la spesa sociale è il problema, i Paesi scandinavi, che hanno la spesa sociale più elevata del mondo, hanno tutti la tripla A, e se il problema è il debito, i Paesi più indebitati del mondo (Giappone e USA) godono di valutazioni elevate? Forte è il sospetto, ci ricorda Krugman, del conflitto di interessi, perché chi emette titoli speculativi contro i Paesi indebitati fa parte degli stessi gruppi delle agenzie che emettono le valutazioni, e perciò quei titoli possono farli salire o scendere con valutazioni interessate.
In questa situazione, ricorda sempre Stiglitz, "l’Unione monetaria ed economica dell’UE è stata concepita come uno strumento per arrivare ad un fine, non un fine in sé stesso. L’elettorato europeo sembra aver capito che, con le attuali disposizioni, l’euro sta mettendo a rischio gli stessi scopi per cui è stato in teoria creato".
Anche Jean-Paul Fitoussi concorda che l'Europa abbia preso un "colossale abbaglio" concentrandosi sulle finanze pubbliche e trascurando il problema urgente dell'impoverimento della gente con la disoccupazione che dilaga. Non si può non condividere la sua idea che "il rigore imposto dai tedeschi e l'austerity difesa da tutti i leader europei non sono serviti ad arginare la crisi, anzi, sembra abbiano peggiorato la situazione", e che "occorre rivedere dalle fondamenta la costruzione dell'euro, modificandone le basi ideologiche, e dando una scossa alla macchina europea". In altre parole, economia subordinata ai cittadini e non viceversa.
Condivisibile anche il rifiuto dell'ideologia secondo cui per preservare il potenziale di crescita economica va accettata una maggiore precarietà, in una logica mercantilistica in cui la finanza e i mercati si sostituiscono alla democrazia, fenomeno che Fitoussi chiama “l’impotenza della politica”, suggerendo di "restituire alla democrazia quel vigore che mai avrebbe dovuto perdere". Resta da vedere se tutto possa risolversi con "una banca centrale vera, eurobond, vigilanza bancaria unificata" come sembra suggerire Fitoussi, che ammette che bisogna inventare un nuovo futuro per individuare "compensazioni" fra soggetti vincitori e soggetti perdenti della globalizzazione e per questo è necessario chiamare "tutti i cittadini a discuterne apertamente sulla pubblica piazza".
Se queste visioni sono condivisibili, sul piano delle soluzioni concrete il nostro punto di riferimento rimane Jeremy Rifkin, secondo il quale "i regimi energetici determinano la forma e la natura delle civiltà: come sono organizzate, come vengono distribuiti i proventi della produzione e dello scambio, come viene esercitato il potere politico, e condotte le relazioni sociali." In altre parole, la crisi che siamo vivendo è la crisi della società creata dalla seconda rivoluzione industriale, basata sul petrolio e sulle fonti energetiche concentrate, che hanno creato una società altrettanto concentrata con ricchezza e potere nelle mani di una élite mondiale che condiziona tutte le scelte e la vita di tutti i cittadini. Questo modello ha prodotto ingiustizia sociale e danni ambientali che sono sotto gli occhi di tutti, ma soprattutto ha ormai raggiunto i limiti della propria entropia. In altre parole è diventato inefficiente.
Buttiamo via tonnellate di cibo ogni giorno mentre un bambino muore ogni tre secondi di malnutrizione; sprechiamo milioni di tonnellate d'acqua potabile per riscaldare le nostre case con i fossili o raffreddare le centrali nucleari e termoelettriche, consumiamo una bibita in 20 secondi per lasciare una bottiglietta di plastica nell'ambiente per 5 secoli, compriamo zucchine o grano cinesi per risparmiare, facendo morire l'agricoltura di qualità locale; immettiamo gas a effetto serra nell'atmosfera con conseguenze catastrofiche sul clima e anche sull'economia (il rapporto Stern del 2006 prevede una perdita fino al 20% del PIL mondiale).
Quando una cosa non funziona più si cambia.
Rifkin suggerisce una transizione dal ciclo fossile al ciclo solare, verso modelli energetici ispirati alle immutabili leggi della termodinamica solare e basati sulle tecnologie di terza rivoluzione industriale a bassa intensità finanziaria e alta intensità di lavoro. Questo permette di redistribuire la ricchezza dalla grande speculazione finanziaria (PIL concentrato) ai salari di milioni di lavoratori (PIL distribuito). Questa infrastruttura, che è l' "internet dell'energia", si basa su cinque pilastri (rinnovabili, idrogeno, smart grid, costruzioni a zero emissioni, trasporti a zero emissioni) per introdurre i quali bisogna far lavorare un sacco di gente. Sono posti di lavoro qualificati e legati al territorio, non soggetti al ricatto occupazionale della delocalizzazione. E soprattutto sono posti di lavoro che forniscono un redditto adeguato senza distruggere la vita sociale dell'uomo, per sua natura "animale empatico" che lasciano il tempo di occuparsi della vita personale, degli affetti, delle relazioni umane.

Perché si lavora per vivere, e non si vive per lavorare, e questo è un altro pilastro della visione di Rifkin, espresso nel libro "La fine del lavoro", che ridefinisce il concetto di lavoro davanti all'esaurirsi progressivo del lavoro nelle fabbriche (sostituito dall'automazione), e indica un futuro in cui i beni verranno prodotti dalle macchine mentre il lavoro dell'uomo sarà esclusivamente rivolto ai servizi verso l'altro uomo, conferendo dignità a lavori che oggi vengono considerati "volontariato" o "lavori socialmente utili" (cura dei bambini, assistenza a anziani e invalidi, valorizzazione del patrimonio culturale, servizi energetici integrati avanzati, educazione e istruzione, ricerca e sviluppo).

Questa è l'idea del futuro dell'Italia e dell'Europa. Il "Sogno Europeo" di cui scriveva Rifkin qualche anno fa per il momento è diventato un incubo. Questa idea non è compatibile con nessuna delle forze politiche tradizionali rassegnate a fare dell'Italia un hub del gas e delle trivellazioni petrolifere, che penalizza l'industria del solare e della green economy distribuita sul territorio imponendo assurde procedure burocratiche e regole instabili e mutevoli, che brucia risorse chiamandole "rifiuti", che favorisce le speculazioni finanziarie sulle derrate alimentari come sui derivati, praticate da tutte le banche con la complicità della politica, invece che obbligare le banche italiane a investire nel talento locale, nell'efficienza energetica e nelle tecnologie solari che garantiscono un ritorno rapido degli investimenti. Una politica che si rassegna a vendere al miglior offerente la nostra intelligenza, facendo emigrare i talenti o invogliando le multinazionali a investimenti in Italia che alla fine convengono solo a loro, promettendo forza lavoro qualificata "flessibile" (cioè precaria) e svendendo loro i nostri beni comuni.
Dobbiamo ripartire dalla valorizzazione dell'essere umano e dalla biosfera che ci ospita promuovendo sul territorio modelli economici che vadano verso una riduzione graduale dell'entropia.
Pratiche commerciali a rifiuti zero, pratiche energetiche e industriali a emissioni zero e pratiche alimentari a chilometro zero, secondo il modello del manifesto Territorio Zero che mette in sinergia le visioni di Jeremy Rifkin, Paul Connett e Carlo Petrini, possono rapidamente creare sviluppo e occupazione e nuovi contratti per le piccole e medie imprese locali legate al territorio, che praticano standard di profitto accettabili e etici, senza pratiche corruttive, anticipando la terza rivoluzione industriale e diventando leder mondiali. Si può fare!" Angelo Consoli, Direttore dell'Ufficio Europeo di Jeremy Rifkin, Fondatore e Presidente del CETRI-TIRES

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Omofobia, i benpensanti alla prova dell'ipocrisia
video - omofobia - giulia di vita
Omofobia, capitolo ultimo. E capitolazione. Domani si voteranno le pregiudiziali (presentate da Pdl, Lega e Fratelli d'Italia) della legge presentata dal Pd e a seguire, eventualmente, ci sarà la votazione finale. Già prima dell'estate era cominciata la fase di discussione... Continua...
GAP! Il buco dello Stato col gioco d'azzardo intorno...

video - conagga - matteo iori.png
La commissione affari sociali del MoVimento 5 Stelle ha appena presentato una proposta di legge sul Gioco d'Azzardo Patologico (GAP), chiamato impropriamente ludopatia. Come tutte le nostre proposte anche questa nasce dal lungo lavoro delle associazioni che si sono... Continua...
Le associazioni LGBT ascoltate da Roberto Fico

lgbtfico.jpg
Un incontro unico e storico quello che si è tenuto oggi negli uffici della commissione di vigilanza RAI. Il presidente della medesima commissione Roberto Fico ha incontrato una delegazione delle associazioni LGBT. Erano presenti Fabrizio Marrazzo (GayCenter), Franco Grillini (GayNet),... Continua...


Isee: parere contrario dovuto a mantenimento articolo 5
isee.JPG
ROMA, 6 ago - "Seppure il nuovo Isee contiene punti positivi che condividiamo, abbiamo ritenuto opportuno esprimere il parere di minoranza contrario perché non condividiamo sia il metodo sia la scelta politica messa in campo dalla Maggioranza. In particolare, la... Continua...


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uno sguardo largo a 5 stelle : Progetto Equal Piemonte 5 stelle


http://www.beppegrillo.it/listeciviche/liste/piemonte/2011/10/progetto-equal-per-le-pari-opportunita.html

Di Dejanira Piras e Davide Bono

Dal 20 giugno 2011 è nato EQUAL, un progetto sulle pari opportunità del Gruppo consiliare MoVimento 5 Stelle Piemonte, di cui sono referente.

In seguito alla discussione della tesi di laurea specialistica dal titolo "Gli organismi di parità in Piemonte. Il caso della Regione Piemonte e della Provincia di Torino", ho fatto alcune riflessioni e, nel mio piccolo, ho provato a pensare a delle soluzioni. Durante la stesura della tesi, che inizialmente doveva affrontare il tema della scarsa partecipazione delle donne in politica, decisi di intervistare il Consigliere Regionale Bono per domandargli: "Perchè anche nel Movimento 5 Stelle ci sono poche donne?".

Potrei dire che EQUAL parte da questa domanda. Parte dal desiderio di un'elettrice che vorrebbe una maggiore partecipazione delle donne all'interno della politica, soprattutto della nuova politica, fatta da giovani. Parte dall'impegno di una giovane laureata che da sempre studia, si informa e si interessa della condizione femminile in Italia ed in Europa.

Gli obiettivi che il Progetto EQUAL si è prefissato sono numerosi, sicuramente utili e sicuramente difficili:

1. Aumento di donne attive e candidate all'interno della politica piemontese ed in particolare del MoVimento 5 stelle.

2. Creazione del ruolo di "Referente di parità" all'interno dei gruppi/liste civiche 5 stelle piemontesi allo scopo di formulare proposte riguardanti tematiche legate alle pari opportunità: discriminazioni di genere sul lavoro, tematiche LGTB - lesbiche, gay, transessuali o bisessuali, etc... Lo scopo del Referente è quello di introdurre il concetto di "mainstreaming" di genere[1] all'interno di tutte le politiche sociali attuate nel proprio comune, attraverso alcuni miei suggerimenti e collaborazioni specifiche.
Attualmente ho già incontrato alcuni gruppi del MoVimento 5 stelle, come Carmagnola, Biella, Pinerolo, gli attivisti della provincia di Cuneo, Rivoli e a breve incontrerò Novara e Grugliasco e tutti coloro che mi contatteranno.

3. Riordinamento degli organismi di parità presso la Regione Piemonte. Il 28 settembre 2011 si è tenuto il primo incontro del Tavolo Tecnico per il riordinamento degli organismi di parità, al quale sono state invitate a partecipare donne impegnate nella vita sociale piemontese e che conoscono bene questi organismi di parità. Lo scopo del Tavolo è quello di produrre e consegnare, ai due Consiglieri regionali, una proposta di legge che riveda l'attuale organizzazione degli organismi di parità e/o eventuali proposte sulle modifiche statutarie dei differenti organismi (Consulta delle elette, Consulta Femminile, CRPO).

4. Inserimento di un nuovo punto del programma nazionale del MoVimento 5 Stelle, sulle tematiche dei diritti civili. Infatti, temi come la pari rappresentanza di genere, le unioni civili (etero e omosessuali), o il congedo parentale obbligatorio, non sono temi di destra o di sinistra, ma sono temi di TUTTI e sono fermamente convinta che debbano diventare temi del MoVimento 5 Stelle.

Da Giugno il progetto è sicuramente cresciuto. Grazie ai pareri degli attivisti, grazie al prezioso aiuto umano e pratico dello staff dei due consiglieri e, diciamolo, anche grazie ai consiglieri del MoVimento 5 Stelle che hanno dato la loro disponibilità ed impegno a seguire questi argomenti!

[1] Mainstreaming letteralmente significa stare nella corrente (nel filo) principale; con tale espressione si fa riferimento al tentativo di inserire la prospettiva e la dimensione di genere in tutte le politiche comunitarie







E il Programma Diritti e pari opportunità del MoVimento 5 stelle di Torino

http://www.movimentotorino.it/programma/programma-018.html


   
-  Impegno al fine di combattere ogni forma di discriminazione in materia di razza o di origine etnica, di religione o di convinzioni personali, di disabilità, di età di sesso e di orientamento sessuale;
-  Riconoscimento del fatto che in qualsiasi decisione amministrativa si nascondono questioni di genere e di non discriminazione che vanno valutate preventivamente con attenzione;
-   Riconoscimento nelle nostre azioni politiche dei valori di autodeterminazione, laicità, antirazzismo e lotta ai totalitarismi;
-   Riconoscimento del diritto all'autodeterminazione su di sé e sul proprio corpo, che in concreto significa esprimere liberamente il proprio orientamento sessuale e la propria identità di genere, essere liberi di amare e di scegliere come e con chi vivere, scegliere liberamente se essere o non essere genitori, segliere come affrontare la malattia ed anche la morte;
-  Riconoscimento del diritto a scegliere il luogo dove vivere, alla libertà di movimento e a non essere discriminati sulla base della provenienza geografica;
-  Riconoscimento del diritto alla salute indipendentemente dalle proprie condizioni legali e amministrative;
-  Riconoscimento del diritto ad una istruzione e ad una formazione pubbliche e laiche per rimuovere le diseguaglianze;
-  Riconoscimento del diritto al lavoro e alla dignità di tutti i lavori senza discriminazioni e ricatti;
-  Riconoscimento del diritto di usufruire dei beni comuni e di contribuire alle decisioni sulla loro gestione;
-  Impegno al fine di introdurre la quota del 30% di manager donna all'interno delle società controllate dal comune di Torino;
-  Impegno nel cercare di attribuire ruoli pubblici visibili a donne e ad esponenti di minoranze etniche e sociali per contribuire alla creazione di modelli che incentivino le donne e le minoranze a partecipare più attivamente alla vita pubblica della città.





10
Incominciamo a trattare gli argomenti che reputate IMPORTANTI da trattare nel gruppo Politiche Sociali e Pari-opportunità.
Scrivete...scrivete...scrivete....



11
Io vado a sentire cosa dicono,
è un tema a me molto caro.
Voi cosa ne pensate ??



 CONVEGNO,
Rete di Conciliazione
Vita e Lavoro:un’opportunità di benessere, sviluppo economico e welfare territoriale

 Mercoledì 29 maggio


Palazzo dei Contratti e delle Manifestazioni
Sala del Mosaico
Via Petrarca, 10 - Bergamo

 

ACCORDO DI COLLABORAZIONE TERRITORIALE
 
Nella  provincia  di  Bergamo,  Regione Lombardia,  l’Azienda  Sanitaria  Locale,  il Comune  di  Bergamo,  la  Provincia,  la  Camera di  Commercio  e  la  Consigliera  di  Parità,  in data  8  aprile  2011  hanno  sottoscritto l’Accordo  Territoriale  sulla  Conciliazione  dei tempi di Vita e di Lavoro. 

 

Tale  accordo  ha  voluto  imprimere  un  adeguato  sviluppo  alla  valorizzazione  della famiglia come soggetto attivo e come risorsa imprescindibile  del  welfare,  sviluppando  un complesso  di  azioni  e  di  interventi  rivolti  a donne e uomini di diverse generazioni.  Sono  stati  realizzati  interventi congiunti  tesi  al  miglioramento  della conciliazione  famiglia‐lavoro,  attraverso  la collaborazione  tra  persone,  famiglie, associazioni,  mondo  del  terzo  settore,  enti  e istituzioni  a  livello  locale  e  in  particolare attraverso  la  collaborazione  con  il  sistema imprese e le parti sociali.

 

La  collaborazione  nata  a livello territoriale intende sostenere la costruzione e lo sviluppo di un coerente sistema di politiche e  di  azioni  volte  alla  conciliazione  famiglia-lavoro,  con  particolare  riferimento  alle esigenze  espresse  dal  territorio,  alle  risorse presenti  e  per  sostenere  la  massima integrazione possibile.   
 
Il Direttore Generale
ASL Bergamo
Mara Azzi

 

 

Il Piano di Azione Territoriale

 

Il  Piano  di  Intervento  Territoriale della Provincia di Bergamo ha definito l’impegno degli Enti sottoscrittori. 

 

In  particolare  sono  state  definite  le azioni  da  intraprendere  sul  territorio  per  dare avvio  alla  sperimentazione  sulla Conciliazione Vita e Lavoro.

 

Le azioni promosse sono state le seguenti: 
• coordinamento delle informazioni per l’accesso alla filiera della conciliazione
• promozione progetti di welfare aziendale a sostegno della conciliazione famiglia e lavoro

- interventi di sensibilizzazione, promozione, consulenza informativa

- sviluppo connessioni tra welfare territoriale e welfare aziendale
• assistenza nello studio e nel tempo libero per i figli dei dipendenti 
-  centro ricreativo estivo
-  centro per il doposcuola 
• promozione della Conciliazione nelle aziende del sistema regionale
• spazi aggregativi per la Conciliazione tra lavoro e cura dei figli disabili

Il Convegno odierno vuole essere un’occasione di visibilità e un’opportunità per uno scambio di esperienze.
 
Il Direttore Sociale
ASL Bergamo
Francesco Locati

 


Programma


14.30 Registrazione dei partecipanti

15.00 INTRODUZIONE AI LAVORI:

Susanna PESENTI Giornalista L’Eco di Bergamo
 
15.10 LA CONCILIAZIONE  PER IL BENESSERE DELLA FAMIGLIA

Mara AZZI Direttore Generale ASL Bergamo
 
15.20 CONCILIAZIONE E SPORTELLO WELFARE

Claudio MERATI Dirigente STER Bergamo
 
15.30 POLITICHE E MISURE DI CONCILIAZIONE

Struttura Promozione  della Famiglia e del Volontariato Regione Lombardia 

15.45 IL PIANO DI AZIONE TERRITORIALE: LE ESPERIENZE IN ATTO

Francesco LOCATI Direttore Sociale ASL Bergamo
 
16.00 SPORTELLO WELFARE RETI E OPPORTUNITÀ DI CONCILIAZIONE VITA E LAVORO

Gloria CORNOLTI Responsabile Politiche Attive Provincia Bergamo

 

16.15 PREMIO FAMILY FRIENDLY 

Silvia CAMPANA Responsabile Bergamo Sviluppo  Azienda Speciale Camera di Commercio Bergamo 
 
16.30 TERZO SETTORE: PROMOTORE DI  POLITICHE DI WELFARE

Omar PIAZZA Rappresentante del Tavolo Terzo Settore ASL Bergamo
 
16.45 WELFARE AZIENDALE CONTRATTAZIONE DI II LIVELLO  IN REGIONE LOMBARDIA

Pier Giorgio CAPRIOLI In rappresentanza  CISL, CGIL, UIL
 
17.00 LA CONCILIAZIONE COME OCCASIONE DI INTEGRAZIONE TRA WELFARE AZIENDALE E TERRITORIALE. QUALE FUTURO? Francesco LONGO  Docente Università Bocconi Milano Direttore CERGAS
 
17.45 DIBATTITO E CONCLUSIONI 

Susanna PESENTI Giornalista L’Eco di Bergamo


La partecipazione al Convegno è gratuita, previa iscrizione, compilando il  modulo on line al link: https://it.surveymonkey.com/s/conciliazioneiscrizioni
 
SEGRETERIA ORGANIZZATIVA
Servizio Formazione e Aggiornamento   
ASL Bergamo
tel. 035 385.247‐301   Fax 035 385.049 email: formazione@asl.bergamo.it
www.asl.bergamo.it
 
 
Al termine dell’evento formativo tutti i partecipanti sono invitati a compilare il questionario di customer accedendo al link: https://it.surveymonkey.com/s/conciliazionecustomer

ulteriori dettagli

Allegati alla notizia
formato allegato BROCHURE - formato pdf (379 KB)
formato allegato LOCANDINA - formato pdf (2989 KB)




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Bergamo: Varie / chiusura del Bopo per cambio gestione
« il: Maggio 25, 2013, 19:51:28 pm »
Con mio grande dispiacere ho appreso che sono gli ultimi giorni di gestione del Bopo per Graziano e Anna a Ponteranica, dal 2 giugno chiude per cambio.
Questo vuol dire...nulla è per sempre...
questo è scontato, ma si conclude l'esperienza che ci ha accompagnato per 1 anno e ci ha permesso di coltivare e far crescere il M5S di Bergamo.
Al Bopo abbiamo fatto quasi tutte le Accoglienze, con Dario Violi.
E' il primo luogo d'incontro per tanti simpatizzanti del M5S bergamasco,
sono state svolte tante riunioni, incontri, serate tranquille e altre più burrascose, in momenti calmi e altri più intensi.
Grazie a Graziano e Anna che ci hanno permesso di crescere, in numeri e contenuti, dandoci lo spazio,
da giugno sarà un'altra pagina di storia, nei nostri ricordi.

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Cosa accade in Italia / Don Gallo: una pagina di storia da ricordare
« il: Maggio 22, 2013, 23:20:25 pm »
http://notizie.tiscali.it/articoli/cronaca/13/05/22/don-gallo-morto.html

Addio al prete di strada che amava gli ultimi: Don Gallo è morto, aveva 84 anni


Non ce l'ha fatta.
Don Andrea Gallo, "il prete di strada", il "sacerdote degli ultimi", il "prete scomodo" o semplicemente "Andrea" è morto a 84 anni, nella sua comunità di San Benedetto al Porto.
Casa che per la prima volta nella sua storia non ha accolto poveri e persone in difficoltà, per un momento di quiete, considerate le condizioni disperate di don Gallo.
Il sacerdote è stato ricordato con affetto da tutta Italia, dalla politica al mondo del sociale fino ai No Tav: "Perdiamo una voce indipendente e preziosa - ha detto il ministro per l'Integrazione Cecile Kyenge - un uomo che con il suo operato ha sempre messo al centro le persone insegnando con azioni dirette, che non esistono emarginati o ultimi ma che la nostra società deve fondarsi sul coraggio delle parole e sull'ascolto reciproco".

Era nato a Genova nel 1928 -
Don Gallo nasce a Genova il 18 luglio 1928.
Da subito risente del fascino della figura di don Bosco e dalla sua dedizione a vivere a tempo pieno 'con' i poveri, gli emarginati, gli ultimi per sviluppare un metodo educativo lontano da ogni forma di coercizione. Inizia il noviziato nel 1948 a Varazze, proseguendo poi a Roma il Liceo e gli studi filosofici.
Nel 1953 viene mandato in missione a san Paolo (Brasile): lì la dittatura lo costringe a ritornare in Italia l'anno dopo dove prosegue gli studi e viene ordinato sacerdote il 1 luglio 1959.
Un anno dopo viene nominato cappellano alla scuola della Garaventa, noto riformatorio per minori: in questa esperienza cerca di sostituire ai metodi meramente repressivi una impostazione educativa diversa fatta di fiducia e libertà. Nonostante l'entusiasmo dei ragazzi i superiori salesiani, dopo tre anni, lo rimuovono dall'incarico e nel '64 Andrea decide di lasciare la congregazione salesiana chiedendo di entrare nella diocesi genovese.
 Viene inviato a Capraia e nominato cappellano del carcere: due mesi dopo viene destinato come viceparroco alla chiesa del Carmine dove rimarra' fino al 1970, anno in cui verrà 'trasferito' per ordine del cardinale Siri.

Un sacerdote scomodo -
La predicazione di Andrea irritava una parte di fedeli e preoccupava i teologi della Curia perché, si diceva, i suoi contenuti "non erano religiosi ma politici, non cristiani ma comunisti".
Un'aggravante, per la Curia è che Andrea non si limita a predicare dal pulpito, ma pretende di praticare ciò che dice e invita i fedeli a fare altrettanto: la parrocchia diventa un punto di aggregazione di giovani e adulti, di ogni parte della città, in cerca di amicizia e solidarietà per i più poveri, per gli emarginati che trovano un fondamentale punto di ascolto.
 Per la sua chiara collocazione politica, la parrocchia diventa un punto di riferimento per molti militanti della nuova sinistra, cristiani e non, ma ne provoca l'allontanamento dalla parrocchia. Un provvedimento che porterà la gente a scendere in piazza per il prete 'comunista'.

Dalla parte dei poveri -
"La cosa più importante, diceva, che tutti noi dobbiamo sempre fare nostra è che si continui ad agire perché i poveri contino, abbiano la parola: i poveri - disse don Andrea Gallo - cioé la gente che non conta mai, quella che si può bistrattare.
Ecco, per questo dobbiamo continuare a lavorare".
 In questa sua lotta, in questo suo lavoro don Gallo coinvolge gli amici di sempre: De André, Paoli, Lauzi, Piero Pelù alcuni artisti nati a Genova e lanciati sui palcoscenici internazionali. Scrittore, teologo, cantante (ha preso parte all'ultimo disco dei Cisco, ex Modena City Ramblers), sostenitore dei diritti degli omosessuali e dei transgender, promotore della liceità delle droghe leggere (nel 2006 fuma uno spinello in Comune a Genova), don Andrea era sostanzialmente anarchico, scomodo per la Chiesa, leader spirituale e politico di giovani e meno giovani.
Si schiera con i giovani durante il G8 e con il movimento No Tav.
Alla morte di Hugo Chavez celebra per lui una messa. Nell'ultimo tweet, alcuni giorni fa, scrive: "Sogno una chiesa non separata dagli altri, che non sia sempre pronta a condannare, ma sia solidale, compagna".
 Quando nel 1975 insieme a un piccolo gruppo fa nascere la comunità di S. Benedetto al Porto compie il suo 'miracolo' e crea esattamente quello che voleva: la casa degli ultimi.
Il professor Henriquet: "Le sue condizioni erano gravi" -  "Si era visto già nel primo pomeriggio che le condizioni di don Andrea Gallo erano estremamente gravi": questa la dichiarazione ai microfoni dell'emittente ligure Telenord del professor Franco , presidente dell'associazione Gigi Ghirotti di Genova, che da giorni assisteva don Andrea gallo.
La situazione clinica di don Gallo, ha detto Henriquet, è peggiorata in modo significativo negli ultimi giorni: "E' stato improvviso. Dopo il ricovero al San Martino si pensava che le sue condizioni fossero migliorate e invece in questi ultimi giorni sono precipitate".
 A creare problemi è stato il cuore, a cui si è aggiunto un versamento pleurico. Nella serata di ieri don Gallo aveva avuto un lieve miglioramento: "Una fugace ripresa momentanea – ha spiegato il professore -. Ha avuto ancora un momento di lucidità, ha riconosciuto i presenti, chi gli era vicino. Poi però si è riaddormentato".

Il feretro sulla bandiera della pace -
Le porte della Comunità di San Benedetto a Genova sono tornate a riaprirsi al pubblico alle 20:35 di mercoledì, ora in cui è stato consentito l'accesso alla camera ardente allestita per don Gallo. Il feretro, nella cappella della comunità, è appoggiato su una bandiera della pace. Sul feretro, il cappello di don Andrea, la sua sciarpa rossa e una sua foto. Centinaia di persone si sono affollate a San Benedetto per rendere l'ultimo saluto al sacerdote.

 
22 maggio 2013

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http://notizie.tiscali.it/regioni/lombardia/articoli/13/05_Maggio/22/tagli_alla_sanita.html?lombardia&sub=ultimora

Spending review e sanità lombarda
La revisione della spesa per il 2013 prevede tagli per 225 milioni di euro


La falce della spending review incombe sulla sanità lombarda. Previsti per il 2013 tagli per un importo di 225 milioni di euro da recuperare con la riorganizzazione dei servizi e l'eliminazione degli sprechi.
Come fare? La giunta regionale attuale conferma quanto deciso dalla precedente.
Il "team" di Formigoni aveva stabilito i criteri.
Bisognava chiudere i reparti di emodinamica degli ospedali della Lombardia che non raggiungono le 250 procedure l'anno, quelli di cardiochirurgia dove vengono praticati meno di 300 interventi all'anno e le strutture di neurochirurgia, di chirurgia vascolare e toracica che non erogano più di 200 operazioni ogni 12 mesi.
Detto, fatto.
 Entro il 30 di giugno 32 reparti in tutta la regione smetteranno di operare.
 Chiuderanno 13 su 54 reparti di emodinamica, 3 su 20 di cardiochirurgia, 6 delle 15 unità di chirurgia toracica, 3 delle 22 di neurochirurgia e 7 delle 35 di chirurgia vascolare che potranno però essere riconvertiti in strutture per day hospital.

Oltre alla chiusura dei reparti nelle singole strutture ospedaliere è prevista dal Pirellone una revisione a breve termine del costo del ticket secondo un criterio del "chi ha di più deve pagare di più".
 Non solo.
I direttori degli Ospedali dovranno evitare qualsiasi tipo di spreco e provvedere anche al reperimento di nuove risorse. In pratica dovranno cercare di "far aumentare" le entrate, come accade nelle aziende di qualsiasi altro settore che traggono un profitto dalla produzione. Come sarà possibile?
 Diminuendo il numero di prestazioni gratuite, i cosidetti codici verdi, al Pronto Soccorso, ovvero dovranno cercare di far crescere i codici bianchi per cui è previsto il pagamento di un ticket di 25 euro. Senza considerare che ogni singola struttura ospedaliera dovrà farsi carico economicamente degli interventi di messa in sicurezza per i quali il Palazzo Lombardia non ha previsto nessun capitolo di spesa.
Nessun margine di dialogo.
 Il dado è tratto.
Il documento ufficiale della politica sanitaria regionale deliberato dalla giunta il 14 maggio è già stato approvato all'interno del Programma regionale di sviluppo della legislatura.
Perfino le lettere che annunciano i tagli ai direttori generali delle strutture ospedaliere lombarde sono già state spedite e l'assessore alla Salute, Mario Mantovani, presenterà il piano in Commissione Sanità.
 
 

15
dobbiamo fare qualcosa !!
non possiamo permettere questo !
che alternative rimangono ai giovani d'oggi ?


http://bergamo.corriere.it/bergamo/notizie/cultura-e-spettacoli/13_maggio_20/caffe-letterario-chiusura-cultura-libri-bernardino-2221224793273.shtml

Brindisi di chiusura
Caffè letterario, la fine di una storia

Il Caffè LetterarioIl Caffè Letterario

Via vai di gente. Abbracci. Saluti. Perché la chiusura del Caffè letterario in via San Bernardino «è una perdita umana», confessa amareggiato un cliente, Francesco, con in mano campanule viola da regalare a Patrizia Bani, tra i titolari della libreria, insieme ad Andrea Trovesi. Il Caffè è stato «una piazza dove la gente si è confrontata. Nulla di virtuale. La pelle qui si sentiva, anche in dibattiti accesi», osserva Bani. Pelle. Quella di copertine di libri. Quella scossa da brividi ascoltando ospiti come Alda Merini, che «si tolse la collana, me la regalò e mi disse: "Ora vammi a comprare un paio di occhiali, li ho lasciati a casa"», ricorda con occhi arrossati Patrizia, per cui Edoardo Sanguineti «era un padre». «Ogni rapporto con persone note o comuni era uno scambio d'incredibile ricchezza umana», dice, ammettendo che caro affitti e crisi del libro sono le cause della chiusura. «Un posto così, dalla valenza sociale, necessitava tutela». Ieri l'ultimo saluto tra musica e parole su un palco libero. Come lo spirito di questa storia durata 17 anni.

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