La Lombardia va avanti coi vitalizi ai mafiosi

Dopo che già eravamo riusciti a far abolire i vitalizi per i politici a partire da questa legislatura grazie alla raccolta firme della campagna “Zero Privilegi”, ieri il Consiglio Regionale ha approvato un taglio del 10% dei vitalizi per gli ex consiglieri. Nonostante ciò rappresenti un altro segnale della nostra continua pressione, ieri non abbiamo votato favorevolmente ma ci siamo astenuti, ritenendo insufficiente un taglio così esiguo per un privilegio totalmente ingiustificato. La nostra proposta (prontamente bocciata) chiedeva infatti di calcolare i vitalizi sulla base del metodo contributivo come accade per tutti gli italiani “normali” che percepiscono una pensione.

Di fatto gli ex consiglieri regionali che percepiscono i vitalizi hanno eretto un muro promettendo battaglia legale e la maggioranza (insieme alla finta opposizione) ha deciso di mantenere una linea “soft”, prendendo in giro quei cittadini a cui avevano promesso un cambiamento radicale.

Ancor peggio, tutti i partiti hanno votato contro il nostro emendamento che proponeva l’abolizione totale del vitalizio per i condannati per reati di stampo mafioso o contro la Pubblica Amministrazione.

stop vitalizi

 

24. settembre 2014 by Dario Violi
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In difesa del piccolo commercio

Poco fa la Lombardia è stata la quarta Regione a chiedere il referendum per abrogare la liberalizzazione selvaggia degli orari nel commercio, richiesta dalle lobby della grande distribuzione, proposta dal Governo Monti e votata dal partito unico PD-PDL in barba alle piccole imprese del settore.

Già un anno fa a Roma i deputati M5S avevano presentato un disegno di legge per abrogare la norma, spinti dalle centinaia di migliaia di firme raccolte da Confesercenti con l’iniziativa “Libera la domenica”, ma le larghe intese che tanto si proclamano difenditrici delle PMI l’avevano insabbiata.

Ora aspettiamo che una quinta Regione approvi la stessa iniziativa così che si proceda con il referendum e la parola sia lasciata ai cittadini.

23. settembre 2014 by Dario Violi
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Nuovi treni: Bergamo saprà far squadra?

Oggi sono stato a un incontro in Comune a Bergamo organizzato da Gori a cui erano invitati tutti i consiglieri regionali e parlamentari bergamaschi.

I due temi sul tavolo erano:
- problemi sulla tratta Bergamo-Milano
- treno Orio-Bergamo

Sul primo tema dopo una lunga discussione si è giunti alla conclusione che Bergamo, essendo la seconda stazione lombarda per numero di passeggeri (esclusa Milano) con 10 milioni all’anno, non può non ricevere neanche uno dei 63 nuovi treni previsti in consegna entro i primi mesi del 2016, e che i Consiglieri Regionali devono fare squadra per ottenerne almeno tre.
I parlamentari invece si sono impegnati a fare pressione perché RFI (che gestisce la linea) faccia le dovute manutenzioni per prevenire ritardi e soppressioni di treni.

Sul secondo tema invece l’AD di Sacbo (Andrea Mentasti) ha presentato lo studio preliminare del progetto 2010, “parcheggiato” perché la Regione non aveva a suo tempo dato disponibilità finanziaria. In questo caso l’intento comune è di ripartire col progetto facendo pressioni all’Assessorato alle Infrastrutture (e al Ministero). Il treno Bergamo-Orio fa parte del programma M5S per la Città.

Adesso manderemo una lettera all’AD di Trenord, a Maroni e all’assessore Cavalli per chiedere un incontro in cui spiegheremo le ragioni dei bergamaschi su questi temi e chiederemo un impegno concreto.

Entrambe le questioni sono in linea con il programma M5S e con azioni da me già intraprese in Regione, quindi non potevo che condividere la cosa. Da parte mia ci sarà il massimo impegno perché le questioni vengano portate avanti e non sia l’ennesima occasione per i politici locali di riempirsi la bocca senza concludere nulla.

22. settembre 2014 by Dario Violi
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Disostruzione pediatrica: pronti a intervenire!

In Commissione Sanità sto preparando un progetto di legge per promuovere la formazione del personale che opera negli asili nido e nelle scuole d’infanzia della Lombardia riguardo alle manovre da eseguire per la disostruzione delle vie aeree in età pediatrica.

Secondo i dati ISTAT, in Italia il 27% delle morti classificate come “accidentali”, nei bambini da 0 a 4 anni, soprattutto maschi, avviene per soffocamento causato da inalazione di cibo o di un “corpo estraneo”.

Ciò avviene anche perché chi assiste i bambini spesso non sa come comportarsi e può addirittura causare conseguenze disastrose attuando manovre errate come quella di tentare di estrarre direttamente con le dita il corpo estraneo dalla bocca del bambino. Secondo i dati della Società Italiana Pediatria, solo il 5% della popolazione, compreso il personale sanitario, è certificato per le manovre di rianimazione cardiopolmonare pediatrica di base. Tecniche che, se ben applicate, possono essere salvavita.

L’obiettivo stabilito come ideale dall’American Heart Association, la più importante società al mondo di rianimazione cardiopolmonare, è che almeno il 30% della popolazione laica sia addestrato a queste manovre per aumentare la probabilità di ripresa delle funzioni vitali e ridurre possibili danni permanenti.

Il testo del PDL rimarrà depositato su Lex per 60 giorni per raccogliere pareri e possibili miglioramenti. Qui il mio video di presentazione.

18. settembre 2014 by Dario Violi
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Dieci milioni di Lombardi in ostaggio di quattro finti ultracattolici

Ieri in Giunta sono state deliberate le linee guida sulla fecondazione eterologa: mentre in Emilia sarà gratuita e in Toscana è previsto un ticket di 500 euro, in Lombardia sarà completamente a carico del paziente, con un costo stimato dai 2500 ai 5000 euro.

Nella Regione più ricca d’Italia la Sanità decide di fregarsene del dramma di circa 6000 coppie, discriminando ancora una volta tra i più e i meno abbienti. Oltre ai costi, la Giunta Maroni ha introdotto ostacoli burocratici notevoli come l’obbligo di presentare un certificato di sterilità irreversibile.

Martedì in Consiglio il M5S aveva presentato una mozione che chiedeva l’introduzione del ticket, ma al momento di discuterla nel tardo pomeriggio c’è stato il fuggi fuggi generale, poi ieri direttamente la delibera in Giunta.

Tutto ciò non è che il risultato di un sistema di potere gestito da quattro ultra cattolici all’occorrenza, che si appellano a una fantomatica morale cattolica quando non vengono minacciati i loro interessi, ma che se ne fregano quando si tratta di amanti o corruzione.

12. settembre 2014 by Dario Violi
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C’erano una volta le autonomie locali…

Come risultato dei tagli governativi ai trasferimenti agli enti locali, i Comuni della Bergamasca da settembre a fine anno dovranno rinunciare a circa sei milioni e mezzo di euro (il solo comune di Bergamo a 850.000 €). Questo significa che essi, già gravati da pesanti tagli statali negli ultimi anni, dovranno tirare ulteriormente la cinghia e di conseguenza farla tirare ai cittadini, diminuendo i servizi erogati o aumentando le imposte locali.

Troppo spesso leggo articoli roboanti che parlano di “pesanti” sprechi degli enti locali e di “ingiustificati” aumenti delle imposte comunali, come se il tracollo del nostro Paese dipendesse esclusivamente da qualche partecipata dei Comuni e non da corruzione, grandi opere inutili, ministeri elefantiaci, missioni militari assurde.

Gli sprechi esistono eccome anche nella gestione degli enti locali, ma ancora una volta invece di individuarli ed eliminarli, il Governo ha provveduto a tagli lineari mettendo tutti sullo stesso piano, senza differenziare tra chi negli anni ha gestito i soldi pubblici con rispetto e parsimonia e chi ha sprecato senza limiti magari avvalendosi pure dell’intervento statale per il ripianamento dei debiti.

Aumentare le competenze degli enti locali e tagliare loro i trasferimenti significa strangolarli, e insieme a loro strangolare i cittadini, buttandogli addosso colpe che spesso non hanno per cercare di distogliere l’attenzione da uno Stato corrotto e sprecone.

Altro che autonomie locali, queste non esistono più: se aumenti a qualcuno i compiti da svolgere ma gli riduci i fondi, difficilmente avrà margini decisionali e potrà essere incisivo.

Nella mia breve esperienza da Portavoce ho avuto l’opportunità di conoscere diversi sindaci, ho imparato a stimarne alcuni per quello che fanno e altri meno, ma posso dire che spesso lo fanno per passione, per quattro soldi e senza sosta, qualcosa che i giornali non dicono e che a mio avviso dovrebbero imparare a raccontare.

11. settembre 2014 by Dario Violi
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Expo: ora che c’è da lavorare si invocano i volontari

Dopo appalti super milionari regalati agli amici, ora che il tempo stringe e i soldi son finiti il Commissario Unico per Expo 2015 si accorge che è giunto il momento di lavorare. Ecco allora che invoca un esercito di volontari: gente che per la gloria dovrebbe lavorare a titolo gratuito e magari pure pagarsi un alloggio nelle palazzine di quegli amici che di soldi da Expo ne hanno guadagnati.
Qui l’intervista del Fatto al commissario Sala.

30. agosto 2014 by Dario Violi
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Province: non le avevano abolite con un tweet?

A pagina 19 de “L’Eco di Bergamo” di oggi Matteo Rossi (PD) lancia la sua candidatura alla guida della “Nuova Provincia” e parla di “una fase costituente”.

Ma le province non le dovevano abolire? E il ddl Del Rio (o delirio) non doveva essere solo una fase transitoria, utile a smantellare le vecchie province, in attesa del tratto di penna rossa sulla Costituzione?

Ecco l’ennesima presa in giro, confermata dallo stesso PD bergamasco: al massimo, se mai ce la faranno, toglieranno la parola “province” dalla Costituzione, ma esse rimarranno istituite tramite legge ordinaria così come previsto dalla riforma (quale riforma?!) Del Rio. E al massimo taglieranno qualche altro servizio senza tagliare le tasse che l’hanno finanziato.

L’intervista si chiude sulla questione dei compensi a presidente e consiglieri della provincia, apparentemente pari a zero. Secondo Rossi “La sfida della nuova Provincia è affascinante, anche perché a occuparsene saranno ‘persone normali’, con un loro lavoro […]”. Dimentica di dire che a potersi candidare saranno soltanto sindaci o ex consiglieri provinciali, che lui è già stipendiato dalla politica (è assunto dal PD in Consiglio Regionale), e che a Roma sia maggioranza che opposizione sono certi che entro la fine dell’anno verranno introdotti dei “rimborsi spese”.

I giornali, che non si sono accorti dell’improvviso cambio di rotta e si sono scordati in fretta e furia del tweet renziano sull’abolizione delle province, salutano positivamente “fase costituente” della “Nuova Provincia”.

29. agosto 2014 by Dario Violi
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Il debito di BreBeMi sul groppone di Regione Lombardia

Nei giorni scorsi si sono visti titoloni sui giornali riguardo all’ottima performance di BreBeMi:”In una settimana già 100.000 veicoli”. Non uno che ricordi che il piano finanziario della stessa prevedeva che per essere sostenibile economicamente dovesse veder circolare almeno 80.000 veicoli al giorno.

Ora, ammettiamo che l’autostrada è nuova, che è segnalata male e che la gente non è abituata ad usarla. Magari le auto raddoppieranno (per essere ottimisti). Il fatto che non ci siano camion però è abbastanza preoccupante: un’azienda di trasporti sicuramente sa già che l’autostrada esiste e sa se gli conviene o meno.

Quindi, sempre con ottimismo, possiamo pensare che si arrivi a 30.000 veicoli al giorno: ne mancheranno comunque 50.000 per raggiungere il punto di equilibrio finanziario!

Risultato? Un altro debito, l’ennesima fregatura per gli italiani e soprattutto per i lombardi, che pagheranno in almeno tre modi.
Primo, la società concessionaria ha chiesto allo Stato mezzo miliardo di defiscalizzazione, che significa mezzo miliardo di gettito in meno ovvero evasione fiscale legalizzata.
Secondo, sempre la Spa ha chiesto un prolungamento della concessione di altri 10 anni (prima che la strada divenga pubblica).
Ma soprattutto, quando un anno fa le banche non volevano più erogare prestiti per la costruzione, Regione Lombardia ci ha messo la garanzia, tirandosi sul groppone tutto il rischio del debito.

Quando invece è una piccola azienda ad avere bisogno di una garanzia su un prestito, oppure una giovane coppia per fare un mutuo sulla casa, Regione Lombardia dov’è?

01. agosto 2014 by Dario Violi
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Le larghe intese in salsa bergamasca

Con l’Assemblea di Uniacque di ieri sera è stata confermata la prassi decennale per cui i partiti si arrogano il diritto di spartirsi una società pubblica con annessi interessi e consulenze.

Si sarebbe potuta scrivere una pagina importante di buona politica, lasciando fuori le segreterie dei partiti dalle scelte strategiche di una società così importante per il nostro territorio, di cui sono soci quasi 200 Comuni, puntando sulle competenze per la definizione di un piano industriale che sfrutti ogni potenzialità.

Ma le larghe intese in salsa bergamasca ancora una volta hanno deciso di seguire interessi particolari a discapito dei cittadini, che continueranno a pagare in bolletta le cattive gestioni dovute a nomine politiche anziché di merito.

30. luglio 2014 by Dario Violi
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