Reddito di cittadinanza: chi è il vero cialtrone?

Leggo che Antonio Misiani, il tesoriere bergamasco del PD, dipinge come “cialtronata” la proposta di legge del Movimento 5 Stelle sul reddito di cittadinanza, arrivando ad accusarci di “strumentalizzare il disagio sociale”.

La nostra proposta prevede una totale riforma del welfare, di quei sistemi di protezione sociale che si sono accumulati disordinatamente in questi ultimi quarant’anni, costando molto e difendendo soltanto una parte della popolazione.

Razionalizzando il sistema del welfare si produrrebbero dei risparmi, che verrebbero poi reinvestiti nel sistema stesso, quindi la stima di 30 miliardi fatta dal tesoriere del PD è sbagliata (e il fatto che il tesoriere di un partito dimostri di non saper fare i conti spiega tante cose). Le coperture esistono e la nostra proposta è emendabile, quindi è lui a dire una cialtronata quando sostiene che la proposta “è stata fatta per essere bocciata”: se vuole contribuire alla buona riuscita della riforma, può proporre le sue modifiche, che noi valuteremo attentamente.

Se invece preferisce spendere 13 miliardi di euro per acquistare dei cacciabombardieri, questo è un altro discorso, ed è forse per questo motivo che preferisce bollare la nostra proposta senza farne una propria. Ognuno decide come ritiene più corretto spendere i soldi del bilancio statale, l’importante è che poi non si raccontino balle, come da anni ci hanno abituato Pdl, PD e Lega.

La cialtronata è dire di essersi tagliati i rimborsi elettorali, quando invece la proposta di legge non è ancora stata votata e, se mai lo sarà, i tagli forse inizieranno dal 2017. Come dire, c’è tempo…

A proposito di disagio sociale, ricordo al tesoriere che il suo partito ha sostenuto il governo responsabile del problema esodati e che il suo partito governa la regione Puglia dove la questione ILVA è stata a dir poco sottovalutata e dove oggi ci si trova di fronte ad un disastro sociosanitario enorme. Gli ricordo altresì che il suo partito è stato il primo a creare il precariato nel mondo del lavoro con la riforma Treu, anche se poi agli amici della finta sinistra fa comodo ricordare soltanto la Legge Biagi. Con i 98 miliardi di sconti alle lobby del gioco d’azzardo si sarebbe potuto cercare di ridurre il disagio sociale… ma guarda caso le stesse sono di proprietà di ex assistenti di deputati e senatori bipartisan che finanziano le fondazioni e le campagne elettorali dei politici.

Questo giusto per fare qualche esempio. Allora, chi racconta cialtronate? Chi ha contribuito al disagio sociale cui ora fa finta di porre rimedio?

A proposito di chi fa le cose per farsele bocciare, guardate questo video.

15. novembre 2013 by Dario Violi
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