BreBeMi: basta raccontare balle!

Generalmente le infrastrutture si costruiscono per servire un territorio sviluppato o in via di sviluppo. Qui invece ci troviamo di fronte all’assurdo: bisogna rendere attrattivo un territorio per giustificare l’(in)utilità di un opera.

Peccato che la Bassa Bergamasca fosse già attrattiva e produttiva, nel settore più ovvio per quel tipo di territorio, ovvero l’agricoltura, prima che venisse massacrata dalla costruzione di BreBeMi e TAV.

Lo studio (ma chi l’avrà mai commissionato?!) comparso questa mattina sull’Eco di Bergamo parla di “conversione produttiva”. Significa forse che un territorio per storia, cultura e tradizione dedito al settore agricolo, deve trasformarsi in modo artificiale e innaturale in un territorio a vocazione manifatturiera?
Ma lo sanno questi “studiosi” che il settore manifatturiero è quello che negli ultimi sei anni è risultato maggiormente in difficoltà e che diversi studi ci fanno capire che non torneremo mai più ad un livello produttivo pre- crisi, dato che la produzione si è spostata in paesi con un minor costo del lavoro?

Capisco che sia interesse dei potentati locali difendere la scelta di Brebemi, o addirittura giustificare il rilancio della Bergamo Treviglio, ma c’è un limite alla decenza, dato che chi confeziona queste informazioni ha sulle spalle la responsabilità del futuro del nostro territorio.

Basta raccontare balle, è chiaro a tutti che l’autostrada è vuota, anche se l’Eco ci parla di 18000 veicoli nonostante gli unici dati ufficiali parlino di 11000. Bisognerebbe avere il coraggio di raccontare la verità alle persone e di progettare un futuro migliore per i nostri figli. Abbiamo tutti questa responsabilità, facciamocene carico!

ECOBG18-03-2014

 

18. marzo 2015 by Dario Violi
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L’Ormai Dimentico (Sindaco di Firenze) e le autonomie locali

Due settimane fa il PD lombardo ha votato contro l’istituzione del referendum per avere maggiori autonomie con la giustificazione che “basta andare direttamente a trattare col Governo”.
Oggi sono usciti i dati del Ministero dell’Economia sui TAGLI agli enti locali, che dall’era mediatica Renzi vengono chiamati “contributi di solidarietà”, ma non sono altro che i vecchi tagli lineari: l’ennesima tartassata senza alcun criterio di merito ai comuni e quindi a servizi come la messa in sicurezza delle strade e la costruzione dei marciapiedi, o gli asili nido tanto osannati dall Ormai Dimentico sindaco di Firenze.
A quanto pare la trattativa del PD lombardo con l’amico Governo ha dato grandi frutti.

05. marzo 2015 by Dario Violi
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Tagli ai treni per salvare BreBeMi

Come previsto da qualche milione di gufi, Stato e Regione intervengono a salvare il fallimento di BreBeMi. E il PD dichiara: “È una vergogna”. Peccato che al governo ci siano loro.

Con la legge di stabilità Regione Lombardia ha subìto un taglio di quasi mezzo miliardo sui servizi sanitari e di 150 milioni sul trasporto pubblico locale ma Maroni, invece di andare a Roma e battere i pugni sul tavolo per evitare questo taglio, ci va per ottenere 270 milioni da regalare a una società privata in mano alle banche. 270 dal Governo + 60 dalla Regione.

Io, che sono stato attaccato anche personalmente come il “rompicoglioni”, il “portasfiga”, per aver semplicemente previsto il prevedibile, mi batterò in sede di discussione di bilancio presentando degli emendamenti affinché quei soldi vengano destinati a prestazioni per i Lombardi invece che regalati a Banca Intesa, al Gruppo Gavio o ad altri amici degli amici. Chissà perché per gli interessi dei soliti noti i soldi si trovano sempre.

BreBeMi

13. dicembre 2014 by Dario Violi
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Chi ha premuto il tasto verde in Parlamento?

È singolare, per non dire vergognoso, che i parlamentari bergamaschi del PD vengano sul territorio a dire che la riforma Delrio fa schifo e che bisognerebbe aumentare le risorse degli enti locali. Quando sono sul territorio si riempiono la bocca di belle parole, mentre a Roma si allineano col partito per riportare tutte le risorse lì. Chi ha premuto il dito sul pulsante verde in Parlamento? Noi cittadini forse?

Il copione è sempre lo stesso, che si tratti di consumo di suolo, di Jobs Act, di Legge di Stabilità, di interramento della Rho-Monza o di qualsiasi altra schifezza voluta dal Governo.

Purtroppo ieri a causa dello sciopero generale sono arrivato quando l’incontro con Rossi era già inoltrato e quindi non sono intervenuto, ma questo è quello che avrei replicato a tutti quei finti amici del popolo.

15. novembre 2014 by Dario Violi
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Bea S.p.a. vuole denunciare il portavoce regionale del M5S Corbetta

L’Assemblea dei Soci di Bea S.p.A., la società pubblica che gestisce l’inceneritore di Desio, ha preannunciato azioni a tutela della società contro il nostro collega portavoce regionale Gianmarco Corbetta, colpevole di aver pubblicato sul suo blog un articolo in cui svelava le loro strategie per la fusione con Cem Ambiente.

Evidentemente abbiamo colpito nel segno, abbiamo dato fastidio, altrimenti non si spiegherebbe una reazione così scomposta di Bea di fronte al consueto esercizio delle funzioni di un Consigliere Regionale che ha agito nel pieno rispetto della legge.

Infatti, come è stabilito dalla nostra Costituzione, non solo i documenti pubblici sono divulgabili ma, al pari dei Parlamentari,  i Consiglieri Regionali “non possono essere chiamati a rispondere delle opinioni espresse e dei voti dati nell’esercizio delle loro funzioni”(Art.122). E i toni utilizzati dal nostro Portavoce rientrano perfettamente in quel canone di “continenza espressiva” che la giurisprudenza della Cassazione richiede al fine di escludere, in determinate ipotesi, l’offensività del reato di diffamazione in ambito politico.

Dunque, date queste premesse, ci chiediamo quale sia il reale obiettivo di Bea.

Per il M5S Lombardia è quanto meno “singolare” che una società pubblica intraprenda una causa legale nei confronti di un rappresentante istituzionale che si è limitato a diffondere un documento  esprimendo a riguardo le proprie opinioni politiche nell’esercizio delle proprie funzioni.

Esprimiamo quindi solidarietà al nostro collega, non ci facciamo intimorire da questi annunci e se arriverà la querela Gianmarco riceverà ogni sostegno necessario da parte di tutti noi.

I Portavoce Regionali M5S Lombardia

bea-corbetta

10. novembre 2014 by Dario Violi
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Praterie di cemento per le future generazioni

I centri commerciali continuano il loro corso, chiudendo i battenti.

Ora è il turno delle Acciaierie di Cortenuova, proprio a pochi mesi dall’inaugurazione dell’autostrada (BreBeMi) che avrebbe dovuto metterlo in competizione con Orio Center. Non è che l’ennesimo segnale di una politica che ha fallito nella gestione dei piani urbanistici e nella programmazione delle priorità del territorio, una politica che ha fatto della Lombardia la prima regione europea per rapporto mq di centri su numero di abitanti.

Se avesse voluto tutelare il proprio territorio, fatto di piccole aziende familiari, di negozi di vicinato, di rapporti personali, la politica avrebbe regolato l’inserimento di queste forme commerciali in maniera oculata, nella salvaguardia delle aziende e dei cittadini.

Invece i centri cittadini stanno sparendo, è cambiata la cultura del consumo e si sono persi posti di lavoro, e adesso chi ha contribuito a tutto questo sparisce esso stesso, con ulteriore perdita di posti di lavoro e lasciando alle future generazioni nient’altro che praterie di cemento abbandonato.

27. ottobre 2014 by Dario Violi
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Confidi lombardi: cambiano le regole in corsa per regalare soldi agli amici!

Qualche mese fa in un post su questo blog contestavo il bando istituito dalla Giunta che forzava i confidi lombardi ad unirsi sotto la regia di quelli più grandi, fregandosene del fatto che fossero proprio i confidi più grandi ad aver ricevuto maggiori finanziamenti pubblici negli anni a fronte di performance peggiori in termini di erogazione di prestiti alle imprese. Questo a discapito dei piccoli confidi, che meglio conoscono il territorio e le imprese che lo compongono e che per concedere una garanzia vanno oltre i parametri esclusivamente economici basandosi anche sulla conoscenza diretta dell’impresa o dell’imprenditore e garantendo quindi maggiori erogazioni in rapporto al loro patrimonio.

Oggi, a un giorno dalla chiusura del bando, alla porcata iniziale se ne aggiunge una seconda: siccome i piccoli confidi non hanno ceduto al ricatto e si sono aggregati per raggiungere il punteggio richiesto dal bando, ecco che la Giunta sospende il bando e lo riapre con regole nuove. Insomma, fallito il primo tentativo, si cambiano le regole in corsa per tornare a favorire i grandi confidi amici. Nello specifico, il nuovo bando inserisce un’ulteriore premialità per le fusioni, nella consapevolezza che a volersi fondere in un unico grande confidi sono soltanto i più grandi.

Al riguardo ho depositato oggi una mozione che impegni la Giunta ad attivare in Commissione IV un tavolo di lavoro che coinvolga tutti i soggetti interessati e dove la Giunta stessa llustri le ragioni che l’hanno portata a tale iniziativa. Ho richiesto inoltre di trovare soluzioni extragiudiziali ai procedimenti giudiziari in corso, per non ritardare ulteriormente l’erogazione del credito alle imprese lombarde.

14. ottobre 2014 by Dario Violi
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A quante tragedie dovremo ancora assistere?

Dopo il disastro di Genova, sui media si sprecano le teorie sulle colpe: chi se la prende col meteo, chi con le assicurazioni che non hanno pagato in passato, chi con la lentezza della burocrazia che non ha permesso di concludere i lavori già avviati…

Ce ne fosse uno che richiama lo scellerato consumo di suolo! A forza di impermeabilizzare i terreni a fianco di fiumi e torrenti con la costruzione di strade ed edifici, essi non possono sfogarsi lungo il percorso e continuano a gonfiarsi finché non esplodono causando disastri sempre più frequenti.

E la cosa assurda è che lo Sblocca Italia permetterà di costruire con ancor meno vincoli ambientali. A quante altre tragedie dovremo assistere prima che si intervenga seriamente?

13. ottobre 2014 by Dario Violi
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Riflessioni di un papà

Dopo essermi preso una pausa per la nascita di mio figlio, questa settimana sono tornato al lavoro con la nuova, grande responsabilità di essere papà.

Durante qualche notte insonne coccolando il mio bambino ho avuto modo di riflettere sul suo futuro e di conseguenza sulla politica e sul MoVimento, su come è cambiato negli ultimi tempi. Ho maturato la consapevolezza che è soltanto con piccoli passi che potrò e potremo contribuire ad un vero cambiamento e consegnare ai nostri figli un domani migliore.

Mi piacerebbe riprendere da dove siamo partiti, valutando le idee e non i colori, nella consapevolezza che spesso molti avversari politici fanno l’interesse di poche lobby a scapito dei cittadini. In Lombardia con emendamenti e risoluzioni  abbiamo modificato testi sull’agricoltura intensiva; abbiamo riscritto il piano regionale dei rifiuti, prevedendo un progressivo smantellamento degli inceneritori; abbiamo fatto adottare una tecnologia economica ed ecosostenibile per la bonifica del cromo esavalente; abbiamo riscritto le regole per l’apertura di nuovi centri commerciali, impedendone l’apertura di cinque nuovi; abbiamo fatto approvare una legge sui contratti di solidarietà in favore di lavoratori e PMI.

Troppo spesso ultimamente ci lasciamo trascinare in polemiche sterili, parliamo di grandi temi per un po’ di visibilità personale, facciamo guerre politiche e non sui contenuti, convinti che prendendo a testate il sistema, questo prima o poi crollerà. Sono convinto che dobbiamo tornare in modo importante ad intervenire concretamente sui contenuti, perché procedendo a testate ci ritroveremo domani soltanto con un gran mal di testa, rischiando di lasciare ai nostri figli una situazione uguale, se non peggiore, di come l’abbiamo trovata.

Questo weekend al Circo Massimo può essere l’occasione per ripartire alla grande. Io sarò là, con le mie idee!

08. ottobre 2014 by Dario Violi
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Caro Ferruccio De Bortoli

Ferruccio De Bortoli che attacca Renzi sul Corriere fa abbastanza ridere. Forse bisognerebbe ricordargli che proprio il giornale di cui è direttore ha contribuito non poco all’ascesa di colui che ora definisce “ipertrofico” e, più in generale, al declino inesorabile di questo Paese.

Se il World Press Freedom Index mette l’Italia nelle retrovie del mondo civile (49° posto), forse la responsabilità è un po’ anche tua, caro Ferruccio.

Qui l’editoriale del Corriere di oggi.

24. settembre 2014 by Dario Violi
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