Dalmine

Rifiuti: paga di meno chi fa la differenza

Circa il 60 per cento dei rifiuti che normalmente finiscono nel sacco dell’indifferenziato, sono invece ancora differenziabili. Un dato che fa riflettere e che apre le porte a nuove soluzioni per ridurre l’impatto ambientale provocato dall’incenerimento dei rifiuti. Non solo, potrebbe far risparmiare alle famiglie una buona percentuale annua sulla Tari. 

Il Movimento Cinque Stelle di Dalmine punta molto su questo argomento, uno dei punti fondamentali del programma elettorale. Tanto che ha organizzato diversi tavoli tecnici proprio per individuare un metodo di raccolta che porti ad ottenere questo duplice e benefico risultato. Ed è proprio da questi incontri con gli esperti che sono nate le proposte “Rifiuti zero” e “Tariffa puntuale”.

La prima consiste appunto nello strutturare un sistema di raccolta che aumenti la quantità di materiale differenziabile ed ottimizzi la qualità del materiale da riciclare, diminuendo contestualmente la quantità di rifiuti prodotti e il loro incenerimento.

La seconda è una conseguenza della prima proposta. Si tratterebbe di far pagare la Tari in base alla quantità di rifiuti prodotti da ogni singola famiglia e non più ai metri quadrati della propria abitazione. Come fare a livello pratico? Basta dotare ogni nucleo familiare di un bidoncino per il rifiuto secco con un microchip: la somma annuale dei ritiri effettuati del rifiuto presente nel contenitore determina così la tariffa da corrispondere al Comune e, quindi, il cittadino che più differenzia, meno paga.

Il Movimento Cinque Stelle, attraverso il capogruppo in Consiglio comunale Manuel Steffenoni, ha presentato questi progetti all’Amministrazione comunale. «La Giunta si è dimostrata interessata fin da subito – spiega Steffenoni –, così abbiamo organizzato diversi incontri per spiegare nei dettagli in cosa consiste il progetto.Questo tipo di tariffa infatti è stata riconosciuta anche dalla stessa Regione Lombardia nel Programma Regionale di Gestione dei Rifiuti come “molto più incentivante” e tale da “spingere il cittadino, oltre che a produrre meno rifiuti in totale, ad effettuare correttamente le differenziate. Altri Comuni vicini a Dalmine hanno adottato questo sistema ottenendo degli ottimi risultati».

Boltiere, ad esempio, dopo aver introdotto la Tariffa Puntuale, ha visto in soli quattro mesi incrementare la percentuale di raccolta differenziata dal 58 per cento al 79,5 per cento, con enorme beneficio per le tasche degli stessi cittadini: la Tari, infatti, calava sensibilmente, con un risparmio notevole di 120mila euro.

L’esperienza degli altri comuni ci faceva ben sperare che anche a Dalmine si potesse adottare questa modalità di fare la raccolta differenziata – continua il capogruppo pentastellato – . Invece, dopo un iniziale entusiasmo, l’Amministrazione ha abbandonato il progetto ed ha ripiegato su altro. Prima ha annunciato l’apertura di una sorta di “tavola rotonda per trovare le migliori soluzioni possibili” e, successivamente, ha elaborato un eco-dizionario per indicare dove conferire correttamente i rifiuti”.

Steffenoni lancia una frecciata alla Giunta: «Ovviamente siamo in fervente attesa di conoscere i “magnifici risultati” che una tale scelta, tra l’altro non nominata né consigliata da nessun esperto nel campo dei rifiuti, porterà ai cittadini di Dalmine».

E rilancia: «Nonostante la “porta in faccia ricevuta” promettiamo di non arrenderci e di non demoralizzarci. Siamo convinti che questo progetto porterà tangibili benefici sia in termini economici, sia in termini di salute, alla cittadinanza dalminese e per questo motivo promettiamo battaglia anche nel nuovo anno».

Articolo tratto da BergamoPost

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