Dalmine, Nazionale

A proposito del Reddito di cittadinanza

arton10592-c6b3f

Leggiamo su un quotidiano online locale che la deputata bergamasca del Partito Democratico, Elena Carnevali, poco prima della fine dell’anno, ha sottoscritto l’appello lanciato dall’Alleanza contro la Povertà perché venga attuato al più presto il Reddito di Inclusione, una misura universale e ritenuta necessaria per combattere la povertà. Nell’articolo si leggono, dati ISTAT alla mano, delle disastrose condizioni in cui versano moltissime famiglie italiane “uno scenario inaccettabile, di fronte al quale la politica deve fare la propria parte”. La deputata del PD ci ricorda del disegno di legge delega sul reddito di inclusione (più famoso con il nome di legge delega sulla povertà) che, approvato alla Camera a luglio, ora giace al Senato.
Ora, siamo felici che il Partito Democratico, per voce della deputata bergamasca, si sia resa conto che è sempre più alto il numero delle famiglie che hanno bisogno di ricevere un aiuto.
Il Movimento 5 Stelle questi problemi li aveva avvertiti con qualche anno di anticipo, proponendo infatti, dopo parecchia discussione, già nel 2013 l’introduzione di un Reddito di cittadinanza. La mozione portata in Parlamento, strutturata in 19 articoli e in 49 pagine [e che potete leggere qui], in cui erano indicate anche le fonti a cui reperire i 17 miliardi necessari per realizzare il progetto, è stata bocciata.
Ricordiamo ancora le parole dell’allora Premier Matteo Renzi (che avrebbe dovuto ritirarsi a vita privata, come promesso visto l’esito del referendum, e che invece troviamo ancora saldamente in sella al Partito Democratico) con cui commentava ironicamente la proposta pentastellata: “Per combattere la povertà serve il Lavoro”. Da lì a poco sono nate le politiche che hanno portato alle sciagure del Jobs Act. E adesso, con il fallimento certificato dai numeri (una volta finiti gli incentivi, sono rimasti solo i vaucher) si ritorna a parlare di aiuto alla povertà.
Ma L’Italia avrebbe bisogno di un intervento che aiuti tutti i cittadini a uscire dalla condizione di povertà e che li sostenga nel reinserimento nella società. E infatti il Reddito di cittadinanza aiuterebbe i cittadini che stanno rimanendo indietro, oltre ad essere una vera e propria manovra economica: fa aumentare i consumi dei beni primari e, quindi, influisce direttamente sulle piccole e medie imprese che vedono aumentare i propri profitti innescando un circolo virtuoso per lavoratori e imprese.
Il Partito Democratico, invece, ha preferito approvare un provvedimento dall’impronta assistenziale, che non aggredisce in modo strutturale il problema della povertà e che non prevede alcun percorso di reinserimento sociale e lavorativo, trattandosi di pura e semplice assistenza economica.
Si pensa davvero di rendere questo paese “più civile, più giusto e competitivo” con un’elemosina di 80 euro da accreditare ogni mese sulle Social Card di berlusconiana memoria? Con che coraggio si approva un decreto “salva banche” da 20 miliardi e poi si dice che non ci sono i soldi per attuare il Reddito di cittadinanza?
E soprattutto, ci sono ancora persone in Italia disposte a dar credito a queste eterne promesse? Noi, e milioni di famiglie italiane, siamo un po’ stanchi di essere presi in giro.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *