Dalmine

Farmacia comunale: Big Bang ha detto stop

Come molti Dalminesi sapranno, giovedì 15 dicembre scade il bando per l’alienazione della titolarità della farmacia comunale (e annessi locali) di via Marconi 9 a Dalmine.
Il motivo principale per cui si è arrivati a questa situazione è risaputo: grossi problemi hanno indotto l’attuale amministrazione a vendere un’importante attività pubblica, che era gestita, con non poche difficoltà, dalla Geseco, una “partecipata” del comune al 100%.
Alla fine di giugno, quando in consiglio comunale si è presa questa decisione (e in merito alla quale ci siamo astenuti), abbiamo assistito allo scambio di accuse tra l’attuale amministrazione e la precedente.
Abbiamo intuito, da quanto è stato detto in aula e da quanto abbiamo avuto modo di sentire tra i Dalminesi, che, agli inizi della sua attività, la farmacia comunale è stata gestita “maluccio” (con spese di consulenza “eccessive” e una poco oculata gestione del magazzino).
Successivamente, però, si era notata una certa ripresa (anche nel fatturato), dovuta alle numerose collaborazioni sul territorio con vari enti-associazioni e a vari progetti di ricerca.
Purtroppo, questo periodo è durato poco: le collaborazioni sono state sospese (perché?) e si è tornati ad una fatturazione minima, che ha portato alla decisione di vendere.

Stabilire le responsabilità di questo stato delle cose è sicuramente molto arduo. Per cercare di capire qualcosa di più nel merito, come Movimento 5 Stelle avevamo chiesto da subito di incontrare il nuovo e il vecchio liquidatore per avere chiarimenti da entrambi in merito alla situazione economica. La nostra richiesta, purtroppo, è stata respinta.
Di certo c’è da sottolineare la centralità e il relativo valore commerciale dell’immobile che viene venduto, oltre alla presenza di vari ambulatori sopra la farmacia che la rendono ancor più appetibile a chi la vorrà comprare ma che, cosa strana, non sono visti dall’attuale amministrazione come una “fonte di guadagno” certa.
Inoltre, ci teniamo a sottolineare la strana anomalia di un comune di 23.500 abitanti che non riesce a tenere aperta una farmacia comunale. Certamente questo significa che non ci si è attivati sufficientemente perché non si è voluto credere ad un servizio pubblico, un tempo certamente essenziale.

Naturalmente vigileremo: attendiamo l’asta e vedremo quando e a quanto verrà venduta. E da chi verrà acquistata.

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