Dalmine, Nazionale

Abbiamo salvato la Costituzione

salvato
Trecentoquarantanovemila e ottocentoquaranta No!
A tanto ammontano i bergamaschi che, dopo la martellante ed estenuante campagna a favore del “BastaunSì”, messa in atto non solo dal governo di Renzi, ma anche dalla sua “appendice orobica” (leggasi Giorgio Gori, sindaco di Bergamo) domenica 4 dicembre hanno difeso la Costituzione.
Costituzione che, come ricordava ieri sera il nostro Alessandro Di Battista in conferenza stampa, è stata, per così dire, il volano, intorno a cui è nato il Movimento 5 Stelle, che per essa si è sempre battuto sin dalle origini affinché venisse difesa e attuata: siamo persino saliti sui tetti del Parlamento per difenderla! Ed in questa strenua difesa dei valori contenuti nella Costituzione il Movimento 5 Stelle ha dimostrato sempre una forte vicinanza con il popolo italiano che, accortosi del reale pericolo che venisse defraudato di alcuni diritti sanciti dalla carta, ha risposto in massa presente!
Il fronte del sì ha politicizzato ampiamente il referendum, cercando di mettere nella “casa di tutti”, la faccia di una parte, quella del governo, ignorando volutamente, tra l’altro, gli insegnamenti di Piero Calamandrei [“Quando l’Assemblea discuterà pubblicamente la nuova Costituzione, i banchi del governo dovranno essere vuoti”].
La reazione a questa brutta manovra di marketing è stata un fronte compatto da destra a sinistra: gli italiani, dopo venti anni di Berlusconi, hanno generato dei buoni “anticorpi” e hanno saputo così rispedire al mittente questa pasticciata riforma.
È possibile che la Costituzione un domani non troppo lontano sia da modificare: è certo che per farlo innanzitutto occorre il maggior consenso possibile, intervenendo magari in modo per così dire “chirurgico e puntuale”, modificando dove serve (pensiamo, per esempio, al vincolo di mandato, che impedirebbe a tanti deputati di “cambiare casacca”, rovesciando maggioranze di governo e restando tranquillamente al loro posto in Parlamento).
Questa fantastica vittoria del No, naturalmente, per noi del Movimento 5 Stelle deve divenire il punto di partenza. Proprio perché questa riforma voleva cancellare l’elezione del Senato, ci sembra doveroso chiedere subito immediate elezioni a livello nazionale.
Allo stesso tempo ci fa capire di essere sulla strada giusta, perché solo lavorando duramente e alzando l’asticella delle competenze che sino ad ora siamo riusciti a mettere in campo (e invitando i tanti che ancora oggi restano a guardare e hanno paura ad avvicinarsi al movimento), riusciremo domani ad essere una sempre più credibile forza politica anche a Bergamo e provincia.

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