Ambiente, Bergamo, Mobilità sostenibile

Sosta a pagamento: decisione ambientale o economica?

Oggi, dopo la decisione presa dalla attuale amministrazione di Bergamo di introdurre la sosta a pagamento nel fine settimana in centro città, L’Eco di Bergamo dedica un articolo alle minoranze, dimenticandosi di interpellarci e chiedere la nostra opinione. Se la volete sapere, quindi, non vi resta altro che leggere qui sotto.

Sulla questione, ribadiamo la nostra posizione, già espressa in passato, che è più critica sul metodo che sul principio. Va bene che ci si ponga l’obiettivo di spostare sul trasporto pubblico una buona percentuale di traffico privato (quanto? Non si danno mai abbastanza numeri) ma va da sé che quello pubblico deve migliorare come offerta e servizio. Prima dei nuovi pedaggi di sosta si rinforzi la frequenza delle corse degli autobus o al massimo lo si faccia contemporaneamente (cosa annunciata come mitigazione degli effetti della delibera o indoramento della pillola). Ma ancor di più si offra una bigliettazione accattivante, utile e competitiva alle famiglie. Per esempio 4€ per un giornaliero per famiglia/gruppo di 4 persone. Questo deve avvenire… altrimenti è una guerra impari tra 4€ per due ore di sosta e i 12€ di biglietto a/r per lo stesso misero periodo e numero di persone. (Curioso inoltre il limite temporale risicato per il classico giretto in centro. Chiunque sia mai andato per negozi librerie e vetrine con fidanzata moglie bimbi amici etc sa che difficilmente si riesce a farlo in due ore).
A tal proposito, lette le cifre ufficiose che girano, essendo ATB lo stesso soggetto che gestisce e raccoglie i pedaggi di sosta e le corse degli autobus, considerando il costo dei mezzi e gli stipendi degli autisti, viene da pensare che sia più conveniente a livello finanziario puntare sulle soste che sulle corse sugli autobus. Anche il Comune, essendo il vero soggetto dietro alla sua partecipata, può avere interesse a non mortificare troppo il traffico veicolare privato essendo una buona voce in entrata di bilancio. Politicamente quindi, si tratta di una decisione ambientale o economica? Se fosse solo commerciale sarebbe da dar ragione alla Destra automobilistica che vuole attuare un percorso politico antistorico di liberalizzazione del traffico anche se ‘giustificato’ dal voler proteggere il commercio del centro. Se fosse ambientale non si capisce perché intervenire nei giorni meno trafficati (sabato intenso solo nel pomeriggio ma domenica scarso) e su una tipologia di automobilisti poco numerosa e non si fa nulla sul traffico fuori controllo (peggiorato negli ultimi due anni) dei giorni feriali e su tipologie più numerose e difficili da gestire (pendolari lavoratori, mezzi della logistica leggera, genitori di studenti…). Se fosse economica… Funzionerebbe, tassando gli occasionali passeggiatori di via XX settembre ma ponendo le basi per un loro inesorabile spostamento verso i nuovi centri urbani contemporanei (alias i centri commerciali).
In conclusione, senza un piano di trasporto pubblico solido, forte di biglietti incentivanti, frequenza di corse e percorsi migliori, questa manovra evidenzia ancora troppe criticità per essere accolto positivamente dai cittadini prima ancora che dalle forze politiche.

Marcello Zenoni

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