Ambiente, Bergamo

Ma il nuovo palazzetto sarà come il palaghiaccio?

Scrive il nostro Paolo Locatelli [dopo aver letto l’articolo comparso su L’Eco di Bergamo]: “Ancora presto per valutarne il reale impatto ma mi sembra un’immensa colata di cemento che rispetto al solito ha qualche lucetta in più grazie alla Gewiss”.

Da architetto segnalo che tra un rendering preliminare e la realizzazione c’è la stessa differenza che tra un modellino di sonda marziana e la stessa in collisione con marte. Le immagini sono accattivanti anche se il linguaggio è “marziano” rispetto anche alle più recenti realizzazioni in città, non dico con il paesaggio urbano consolidato. Questo potrebbe essere un bene. Invece particolarmente delicato è il discorso urbanistico-viabilistico. Non vedo – ma è presto e non è questa la scala opportuna – nessuna indicazione della tramvia che passa nell’area né una sua stazione/fermata. L’avevo chiesta in sede di commissione mesi fa e non mi hanno risposto. L’asse di penetrazione dal rondò delle Valli porterà parecchio traffico direttamente in via Codussi. Mi chiedo se sono state fatte simulazioni e calcoli su questi flussi e se i semafori e i sensi unici attuali della zona saranno adeguati alle nuove condizioni. Inoltre questa nuova strada attraverserà i binari della T1 e in futuro anche della T2. Un passaggio a livello su una tale strada sarebbe follia (per entrambi i sistemi di mobilità). Bene il bypass in sopraelevata del Rondò delle Valli in arrivo dalla Val Seriana ma penso costi talmente tanto che dubito verrà mai realizzata (oltre alla complessità di stabilire chi decide e chi paga tra ANAS, Provincia, Comune). Infine tutti gli oneri di costruzione di questo comparto…. si capiscono tante cose col senno di poi. La modifica frettolosa del sistema di calcolo degli oneri di costruzione ridotti fino al 75% nel caso di attività innovative e senza consumo di suolo. Qui siamo in un’area tecnicamente dismessa e vuoi che non sia un’attività innovativa? Guarda tu il caso. In teoria solo la parte “innovativa” dovrebbe beneficiare del super sconto e non quella più prosaicamente immobiliare. Il beneficio privato è estremamente evidente, quello pubblico infine sarà più sottile da determinare e calcolare. Il nuovo Palazzetto sarà come il Palaghiaccio? Sbandierato come donazione alla città e ora gestito al 100% dal soggetto privato che decide orari e giorni di apertura e che incamera giustamente tutti gli incassi? Si passerebbe così da due strutture pubbliche a due private.
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Marcello Zenoni

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