Ambiente, Provincia di Bergamo, Rifiuti zero

No ai rifiuti da fuori Regione

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A partire da domenica 19 luglio il Movimento 5 Stelle di Bergamo e provincia inizierà la raccolta firme per questa petizione popolare proposta da Rete Rifiuti Zero Lombardia che sottoscrive interamente: No ai rifiuti da fuori Regione, no all’articolo 35 dello sblocca Italia!, sì ad una Strategia di Rifiuti Zero!

Il 20 giugno 2014 con deliberazione X/1990 la Giunta della Regione Lombardia ha approvato il Programma Regionale di Gestione dei Rifiuti, nel quale tra i principali obiettivi strategici indica:

  • la riduzione della produzione di rifiuti urbani attraverso il raggiungimento del 67 % di raccolta differenziata anche attraverso la intensificazione delle azioni di prevenzione in atto;
  • la graduale dismissione degli impianti di trattamento dei rifiuti (inceneritori) obsoleti e/o non più utili e blocco della costruzione di nuovi e degli ampliamenti degli esistenti.

Il piano fornisce inoltre linee guida precise alle Province per la definizione di Piani provinciali, indicando ilmodello di raccolta porta a porta come quello che meglio coniuga efficacia ed efficienza.
Nel documento si ribadisce inoltre la chiara intenzione di Regione Lombardia di essere autosufficiente nella gestione bloccando l’importazione ed il trattamento di rifiuti provenienti da altre regioni.
Purtroppo l’articolo 35 della legge n. 164 del 11.11.2014 (Sblocca Italia), intervenendo anche sui programmi regionali, rende difficile a Regione Lombardia perseguire gli obiettivi dichiarati di progressiva dismissione dei propri impianti di incenerimento.
Definendo, infatti, gli inceneritori come “infrastrutture strategiche di preminente interesse nazionale”, l’articolo 35 prevede per gli inceneritori lombardi un bacino di conferimento non più limitato a livello locale, bensì a livello nazionale fino alla completa saturazione delle possibilità tecniche di incenerimento (pieno regime) e al comma 6 impone alle Regioni con più impianti come la Lombardia il trattamento di rifiuti urbani prodotti in altre Regioni.
L’applicazione dell’articolo 35 comporta, di fatto, nel territorio lombardo un ulteriore innalzamento dell’inquinamento atmosferico derivante dall’aumento della combustione dei rifiuti provenienti da altre regioni (metalli pesanti, diossine, particolato ultrafine), un consistente aumento del traffico, azzererebbe l’impegno profuso finora dai cittadini virtuosi lombardi che nella raccolta differenziata hanno raggiunto percentuali superiori anche a quelle richieste dalla UE, gravi ricadute per la salute.
Nelle popolazioni esposte alle emissioni di inquinanti provenienti da inceneritori, infatti, sono stati segnalati numerosi effetti avversi sulla salute sia neoplastici che non. Fra questi ultimi si annoverano: incremento di malformazioni congenite, ipofunzione tiroidea, diabete, ischemie, problemi comportamentali, patologie polmonari croniche aspecifiche, bronchiti, allergie, disturbi nell’infanzia. Ancor più numerose e statisticamente significative sono le evidenze per quanto riguarda il cancro:
Segnalati aumenti di: cancro al fegato, laringe, stomaco, colon-retto, vescica, rene, mammella.
Particolarmente significativa risulta l’ associazione per cancro al polmone, linfomi non Hodgkin,
neoplasie infantili e soprattutto sarcomi, patologia “sentinella” dell’ inquinamento da inceneritori.
Per tutte le argomentazioni sopra riportate i cittadini della Regione Lombardia, sottoscrittori della presente petizione, chiedono

  • al Ministro dell’Ambiente Gianluca Galletti,
  • al Presidente della Commissione ambiente della Camera on. Ermete Realacci,
  • al Presidente della Commissione ambiente del Senato sen. Giuseppe Marinello

di stralciare l’art  35 del decreto Sblocca Italia e riformulare un nuovo articolo che disponga:

  1. la realizzazione di impianti che permettono di chiudere il ciclo dei rifiuti recuperando materia ed avviare il percorso di Rifiuti Zero su tutto il territorio nazionale.
  2. il trattamento dei rifiuti differenziati e indifferenziati all’interno del bacino regionale in cui vengono prodotti, eliminando l’inquinamento ambientale derivante dal trasporto dei rifiuti prodotti fuori regione.

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