Bergamo, Comunicati stampa

Le mura venete: chi si prende cura del forte di San Marco?

Le mura venete di Bergamo (più correttamente veneziane), candidate a diventare patrimonio dell’umanità UNESCO, nel quadro del noto progetto transnazionale, sono state oggetto di una recente stipula di convenzione, tra Comune e OrobicAmbiente (ONLUS) per la manutenzione e pulizia del paramento lapideo ovvero per la cura delle stesse rispetto alla vegetazione infestante. Detta convenzione ha preso in considerazione la cinta delle mura, escludendo la parte compresa nel settore a nord, quella per intenderci compresa tra le porte San Lorenzo e Sant’Alessandro altresì nota come forte di San Marco, cioè di quel tratto di mura rivolto verso il Colle di San Vigilio. Si tratta della porzione di mura (circa un quarto dell’estensione totale) che è finita interclusa a delle proprietà private nel corso degli ultimi due secoli, con una significativa accelerazione del fenomeno nella seconda metà del ‘900. La cinta muraria in questa parte, per intenderci, è rimasta di proprietà del Demanio, ma il terreno a monte e quello a valle sono divenuti privati, rendendola di fatto inaccessibile non solo al pubblico, ma perfino agli operatori di controllo e manutenzione. Questa parte risulta inoltre essere la parte più degradata con tratti ricoperti da una folta vegetazione e con casi evidenti di crescita di alberi le cui radici hanno sconnesso significativamente i corsi dei conci lapidei. Dopo la conferenza stampa del 20 marzo scorso, considerati i contenuti della Convenzione triennale, possiamo dire che i limiti spaziali della sua applicabilità sono stati stabiliti tecnicamente più per opportunità tecnico/amministrativa e quindi politica che per reale volontà di conservazione in toto della splendida cinta.

La domanda che muoviamo pertanto è: CHI si prenderà cura del Forte di San Marco? Come si intende procedere nel prossimo futuro per garantire la cura dell’intera cinta muraria e non di una significativa parte, anche in considerazione di promuovere il bene nella candidatura con UNESCO?

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